Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Ungheria, riforma costituzionale: decisa la destituzione del presidente Sulyok

Seduta dell'Assemblea nazionale del 13 luglio 2026
Seduta del Parlamento del 13 luglio 2026 Diritti d'autore  parlament.hu
Diritti d'autore parlament.hu
Di Gabor Kiss & Rita Konya
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

L’Assemblea nazionale ha approvato il 17º emendamento della Legge fondamentale. Secondo il premier Péter Magyar la modifica costituzionale è un passo importante e può iniziare la sostituzione delle “marionette politiche di Orbán”

Il Parlamento ungherese ha approvato lunedì la 17ª modifica della Legge fondamentale, che consente la rimozione del presidente della Repubblica Tamás Sulyok, con 139 voti favorevoli e 6 contrari. 54 deputati non hanno partecipato al voto.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il giorno successivo all’entrata in vigore della modifica costituzionale, il mandato dell’attuale presidente della Repubblica cesserà. Successivamente, il Parlamento eleggerà un capo di Stato fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione, per un periodo massimo di cinque anni.

Intervenendo prima dell’inizio dell’ordine del giorno, il primo ministro Péter Magyar ha affermato che sarebbe un tradimento della nazione ungherese non mettere mano alla Legge fondamentale voluta da Fidesz, che ha definito "il documento fondativo della Cosa Nostra ungherese".

Il premier ha aggiunto che, a suo giudizio, sotto i governi Orbán tutto è stato subordinato alla volontà e alla sopravvivenza politica di un solo uomo. Magyar ha accusato di inazione contro il suo predecessore sia il presidente che il procuratore generale Péter Polt citando mancate indagini su presunti ammanchi di fondi pubblici.

"Il compito costituzionale è proteggere il Paese dalle minacce esterne, i cittadini ungheresi dall’arbitrio del potere, il patrimonio comune dal saccheggio, la libertà delle elezioni dalle ingerenze dello Stato e dei servizi segreti, i bambini affidati alle cure dello Stato dai loro abusatori e le istituzioni statali dal rischio che un partito sconfitto alle urne le usi per perpetuare il proprio potere», ha sottolineato il primo ministro ungherese.

Il boicottaggio del gruppo Fidesz

Il deputato di Fidesz Miklós Panyi, alla fine del dibattito in aula lo scorso martedì in Parlamento, ha annunciato che i gruppi di Fidesz e del Partito popolare cristiano democratico (KDNP) "non parteciperanno allo smantellamento della democrazia".

Per questo motivo non sono entrati in aula e lo stesso presidente della Repubblica Tamás Sulyok non si è presentato in Parlamento.

"Da ora in poi in Ungheria c’è una competizione politica in cui almeno la metà dei deputati è esclusa dalla gara", ha dichiarato Gergely Gulyás, capogruppo di Fidesz, in una conferenza stampa tenuta prima del voto.

Gulyás ha definito "senza precedenti" la destituzione del capo dello Stato e "l’atteggiamento violento che abbiamo potuto sperimentare negli ultimi tempi". "Per questo motivo mi dimetto dalla carica di capogruppo», ha annunciato.

Giovedì scorso Fidesz, con lo slogan «Stop önkény!» («Stop all’arbitrio!»), ha organizzato una manifestazione contro la modifica della Legge fondamentale.

Gergely Gulyás, capogruppo di Fidesz, annuncia le sue dimissioni - Budapest, 13 luglio 2026.
Gergely Gulyás, capogruppo di Fidesz, annuncia le sue dimissioni - Budapest, 13 luglio 2026. MTI/Hegedüs Róbert

A Sulyok restano cinque giorni

Il presidente della Repubblica Tamás Sulyok avrà cinque giorni di tempo per firmare la modifica della Legge fondamentale. Se non lo farà, il Parlamento avvierà nei suoi confronti la procedura di destituzione.

In seguito, secondo la Legge fondamentale, il capo dello Stato non potrà più esercitare i suoi poteri e al suo posto sarà il presidente del Parlamento a poter firmare la norma.

Sulyok in passato ha più volte espresso le proprie riserve costituzionali riguardo alle iniziative volte alla sua rimozione, chiedendo assistenza alla Corte costituzionale.

Secondo il testo firmato dalla ministra della Giustizia Márta Görög, la modifica della Legge fondamentale mira a garantire, fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione, le condizioni istituzionali indispensabili al corretto funzionamento dello Stato e a creare le basi per il ripristino della democrazia costituzionale.

La proposta prevede, tra l’altro, un limite temporale di 12 anni (o tre mandati) per i deputati, la cessazione del mandato dell’attuale presidente della Repubblica, l’introduzione di un limite di età di 70 anni per i giudici costituzionali e la possibilità, per i giudici, di avviare la procedura di revoca del presidente della Kúria (la Corte suprema) e dell’Ufficio nazionale della magistratura.

L’avvertimento di Péter Magyar

Prima del voto, il primo ministro ha scritto sulla sua pagina Facebook che "sulla base del mandato democratico del popolo ungherese può iniziare la sostituzione dei burattini politici di Orbán".

Secondo Magyar, il presidente della Repubblica non può esaminare nel merito la modifica della Legge fondamentale. Potrebbe inviare il testo alla Corte costituzionale per un controllo preventivo solo in caso di invalidità dal punto di vista del diritto pubblico.

"Ma una situazione del genere, ovviamente, non sussiste. Lo sa anche Tamás Sulyok, perciò fino a metà della scorsa settimana sembrava che il presidente, suo malgrado, avrebbe firmato la modifica della Legge fondamentale approvata e quindi la propria destituzione. Poi però, intorno a mercoledì, Fidesz è passato all’azione e ha proibito al presidente di firmare, andando in sostanza contro la Costituzione", ha detto il premier ungherese.

Magyar ha spiegato che, sotto la guida di Gergely Gulyás, Fidesz ha preparato in anticipo il ricorso alla Corte costituzionale che dovrebbe essere presentato dal presidente, bloccando così l’entrata in vigore della modifica «e quindi la rottura della mafia orbaniana».

Alla Corte costituzionale il "vecchio uomo di fiducia" di Viktor Orbán, Péter Polt, aspetta già il ricorso redatto da Fidesz per poter mettere la pratica nel cassetto, magari per sempre, ha scritto Magyar.

"Sia perfettamente chiaro a chiunque partecipi a questa oscura azione anticostituzionale, impedendo così l’attuazione della volontà democratica del popolo, che in futuro dovrà assumersi la responsabilità di ciò", ha avvertito il primo ministro.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Il piano di ripresa per l'Ungheria di Peter Magyar è buono, l'Ue pronta a sbloccare dieci miliardi

Ungheria, il Parlamento approva il limite di 8 anni al mandato del primo ministro

Ungheria, riforma costituzionale: decisa la destituzione del presidente Sulyok