Il nuovo presidente di BusinessEurope ai microfoni di Euronews sollecita un rapido completamento del mercato unico: «Se non diamo qualche speranza per il futuro, il mondo politico europeo ne soffrirà».
Secondo il nuovo rappresentatnte della confederazione europea degli imprenditori per avere un mercato unioco effettivo e completo occorre semplicemente adottare la normativa già progettata da anni.
«Penso che oggi dobbiamo concentrarci su ciò che è già in cantiere. Non andiamo a cercare soluzioni miracolose, i piani li abbiamo già: mettiamoli in pratica», ha detto a Euronews Maciej Witucki, presidente di BusinessEurope.
«È importante per le imprese, ma è importante anche per i cittadini europei vedere che il cambiamento arriva».
In questa puntata di The Big Question, il nuovo presidente di BusinessEurope, Maciej Witucki, ha parlato con Angela Barnes delle sfide che attendono l’Europa e della necessità di partner internazionali solidi.
Di cosa hanno bisogno le imprese europee per prosperare?
Negli ultimi 20 anni ha guidato aziende in Polonia e, negli ultimi sei, ha lavorato a stretto contatto con BusinessEurope alla guida della maggiore confederazione imprenditoriale del Paese. Per Maciej questo mondo non è nuovo, anche se il titolo sulla porta è cambiato.
In cima alla sua agenda c’è l’energia, il grande problema che pesa sulle imprese europee.
Maciej ha spiegato che le tensioni geopolitiche stanno accelerando la transizione energetica, perché l’Europa è sempre più consapevole di non poter più contare su petrolio e gas.
Un approvvigionamento costoso o inaffidabile non conviene a nessuno.
«Credo che finora ci siamo concentrati sulla decarbonizzazione dell’economia, che è importante perché nessuno, dopo le ondate di caldo delle ultime settimane, può sostenere che il riscaldamento globale non esista. Dobbiamo salvare il pianeta».
«Allo stesso tempo, però, non lo salveremo se non avremo industria, entrate, tasse da destinare a questo obiettivo».
Al secondo posto tra le priorità di Maciej c’è il mercato unico. Un progetto avviato negli anni Ottanta che il blocco non è mai riuscito a completare del tutto.
«Solo l’Europa nel suo insieme può competere con le altre superpotenze mondiali», ha dichiarato Maciej.
«Questo è l’enorme potenziale inespresso dell’Europa.
«In un certo senso invidiamo SpaceX per i suoi super razzi. Il vero mercato unico è lo SpaceX dell’Europa, è la sua astronave, perché se manteniamo queste barriere perdiamo miliardi di euro, l’equivalente del 50%», ha spiegato.
Si tratta di barriere commerciali tra Paesi o di «misure difensive costruite 20 o 30 anni fa per servizi che in molti casi non sono più attuali», ha aggiunto Maciej.
L’Europa ha i talenti necessari per avere successo?
Nonostante qualcuno ritenga che l’Europa debba fare di più per attrarre nuovi talenti e rivitalizzare l’ecosistema del blocco, Maciej è molto fiducioso sul talento cresciuto in casa nel continente.
«In Europa abbiamo gli Elon Musk e abbiamo i Mark Zuckerberg. Ci mancano solo, per ora, gli SpaceX e i Facebook.
«Ma per quanto riguarda i talenti, il bacino di competenze, abbiamo sicuramente ciò che serve e molto più dei nostri concorrenti. Abbiamo ancora un’istruzione di qualità, università solide. Abbiamo anche il capitale: l’Europa è ancora un continente ricco».
Per Maciej è solo una questione di saper incanalare questo potenziale, attraverso l’unione bancaria, un’unione degli investimenti e del risparmio e altri strumenti.
«A livello di talento siamo il luogo più ricco al mondo».
Cosa può imparare il resto d’Europa dal boom economico della Polonia?
Prima di assumere il nuovo incarico, Maciej era immerso nel mondo delle imprese in Polonia.
Negli ultimi dieci anni l’economia polacca è stata una delle storie di maggiore successo in Europa, con un PIL più che raddoppiato.
Che cosa può imparare da questo il resto del continente?
«Siamo giovani, e non mi spaventa dirlo: siamo l’Europa giovane».
«Vorrei che anche il resto d’Europa fosse più giovane, che avesse il coraggio di dire “yes we can”, perché le risorse ci sono davvero. Crediamo nelle nostre capacità, abbiamo creduto nella capacità di cambiare, e questo porta a un adattamento molto più rapido alla realtà».
Per la Polonia non mancano i motivi di ottimismo. Nel 2024 la sua economia è cresciuta di circa il 3%, trainata dalla domanda interna e da un boom degli investimenti dopo la pandemia. La deregolamentazione è stata un elemento centrale di questa storia.
«Lo scorso anno il governo polacco ha lanciato una sorta di iniziativa di deregolamentazione, con uno dei maggiori imprenditori del Paese e il primo ministro che ogni mese si incontravano pubblicamente con i media per contare i passi avanti nella semplificazione del diritto polacco».
«Sono stati approvati 160 provvedimenti in tre, quattro mesi dall’avvio dell’iniziativa.
«Tornando alla situazione europea, abbiamo tutte le risorse necessarie, di capitale e umane. È solo una questione di come metterle insieme», ha concluso Maciej.
The Big Questionè una serie di Euronews Business in cui incontriamo leader del settore ed esperti per discutere alcuni dei temi più importanti nell’agenda di oggi.
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