Nel suo ultimo discorso alle Forze armate prima della Festa nazionale, il presidente francese chiede uno sforzo senza precedenti. Parigi anticipa al 2027 l'obiettivo previsto per il 2030: il budget della Difesa salirà a 64 miliardi di euro
Alla vigilia della Festa nazionale, lunedì 13 luglio, Emmanuel Macron ha pronunciato ai piedi dell’Hôtel de Brienne il suo decimo e ultimo discorso alle Forze armate.
Il presidente francese ha dedicato gran parte dell’intervento a ribadire la necessità di rafforzare il sostegno dello Stato ai militari, ritenendolo una condizione essenziale per garantire l’efficienza e la qualità del loro impegno.
"Nove anni fa, appena eletto dai francesi, vi annunciai una svolta storica per le nostre forze armate. Una svolta a cui molti avevano smesso di credere, abituati ai successivi tagli di bilancio", ha dichiarato all’inizio del suo discorso.
Al suo arrivo all’Eliseo, nel 2017, aveva annunciato che _"_il bilancio della difesa sarebbe stato aumentato, che gli impegni sarebbero stati rispettati e che la Francia e le sue forze armate sarebbero state all’altezza dei loro doveri e delle loro responsabilità".
L’obiettivo era portare lo sforzo di difesa al 2% della ricchezza del Paese. _"_L’impegno è stato mantenuto e abbiamo fatto bene", ha sottolineato con soddisfazione.
Ora vuole andare _"_più in fretta" e "più forte", anticipando al 2027 "l’ambizione inizialmente prevista per il 2030 di raggiungere un bilancio di 64 miliardi di euro per le nostre forze armate", il che equivarrebbe a un raddoppio del budget in dieci anni.
"È previsto uno sforzo supplementare di 36 miliardi di euro per il periodo 2026-2030, con tre grandi priorità", ha poi assicurato. "L’aumento delle nostre scorte di munizioni e il rafforzamento della preparazione operativa; risorse aggiuntive per garantire la nostra sovranità; miglioramento delle capacità delle forze armate di condurre combattimenti che potrebbero imporsi già da domani."
La volontà di una prospettiva europea
Nella seconda parte del suo discorso, Emmanuel Macron si è soffermato sulla necessità di portare avanti i progetti su scala europea. _"_L’Europa sta diventando una potenza che si appoggia sugli Stati che la compongono, rispettosa delle loro decisioni sovrane ma che assume la responsabilità di difendersi e di agire unita", ha assicurato.
"Il messaggio che mandiamo al mondo è il seguente: sì, la pace è il nostro obiettivo. Sì, noi abbiamo a cuore la libertà e il diritto. Sì, siamo pronti a combattere per difenderli sempre, anche a prezzo del sangue se necessario", ha poi affermato.
Per illustrare questa collaborazione europea, Emmanuel Macron ha citato il fallimento del programma Scaf, un progetto di aereo franco-tedesco, annunciato qualche settimana fa. Ma, secondo il capo dello Stato, "sarebbe un errore fermarsi qui e sarebbe un errore pensare che le realtà di oggi saranno le stesse tra dieci, quindici o vent’anni e che non emergeranno nuovi concorrenti".
Ha poi invitato gli alleati ad avanzare su diversi progetti, come "l'alerte avancée avec Jewel" (progetto europeo di rilevamento rapido dei lanci minacciosi, ndr), "il fuoco in profondità, per il quale dobbiamo costruire una nostra soluzione" oppure "molteplici progetti che ci permettano di fare dell’Europa una realtà industriale concreta, nei fatti".