Il nuovo premier lituano Mindaugas Sinkevičius ha presentato il programma di governo. Per fronteggiare la Russia, la spesa per la difesa salirà al 5% del PIL, puntando su droni e IA. Cambia la linea sulla Cina: Vilnius punta ora a normalizzare le relazioni diplomatiche
Il nuovo primo ministro della Lituania, Mindaugas Sinkevičius, ha presentato martedì al parlamento del Paese il programma politico di governo incentrato su difesa, resilienza civile e ricalibrazione della politica estera nei confronti della Cina, mantenendo al contempo una linea dura verso la Russia, in risposta al deterioramento del contesto di sicurezza sul fianco orientale della NATO.
Confinante con Russia e Bielorussia, il Paese baltico - che conta meno di tre milioni di abitanti - negli ultimi anni si è trovato di fronte a un numero crescente di minacce ibride tra cui incursioni di droni, violazioni dello spazio aereo, attacchi informatici e traffici di contrabbando oltre frontiera. Questo lo ha costretto ad accelerare al massimo i preparativi in campo difensivo.
E questo si riflette nel programma del nuovo governo.
Per rafforzare la sicurezza nazionale, il governo si impegna a destinare alla difesa almeno il 5% del PIL, accelerando gli investimenti nella difesa aerea e nelle capacità anti-drone, rafforzando la sicurezza informatica ed espandendo l’industria della difesa del Paese.
Nel suo intervento in parlamento, Sinkevičius ha ammesso che sarà l’adattamento tecnologico, più che la sola superiorità militare convenzionale, a determinare il successo nei conflitti futuri.
"I conflitti del futuro saranno vinti dai Paesi che sapranno integrare più rapidamente l’innovazione nella dottrina militare e imparare dalla guerra moderna", ha dichiarato, indicando droni, intelligenza artificiale e sistemi autonomi come elementi sempre più decisivi sul campo di battaglia.
Il programma prevede inoltre di completare entro il 2027 i preparativi per l’accoglienza di una brigata tedesca e di garantire che la divisione nazionale lituana raggiunga la piena capacità operativa entro il 2030.
Per raggiungere una preparazione "reale", il nuovo governo guarda ai fondi dell’Unione europea ed è pronto a chiedere risorse aggiuntive per rafforzare la sicurezza del fianco nord-orientale della NATO nel quadro del bilancio pluriennale dell’UE 2028–2034.
Cambio di rotta sulla Cina
Il cambiamento più evidente nella politica estera riguarda la Cina.
Il programma afferma che la Lituania "normalizzerà le relazioni diplomatiche con la Cina al livello mantenuto dagli altri Stati membri dell’UE", segnalando un approccio più pragmatico dopo diversi anni di rapporti tesi.
Il cambio di linea rispetto al precedente mandato, quando i Conservatori guidavano la coalizione di governo, è evidente. Nel 2021 Vilnius autorizzò Taiwan ad aprire un ufficio di rappresentanza, spingendo la Cina a declassare le relazioni diplomatiche e imporre restrizioni economiche.
Durante la presentazione del programma, il deputato conservatore Žygimantas Pavilionis ha chiesto al primo ministro perché "non si percepisca la minaccia cinese" e perché "lei ami così tanto la Cina".
"Non provo né amore né antipatia nei confronti della Cina", ha risposto Sinkevičius, aggiungendo di avere due priorità in politica estera.
"La prima è la sicurezza, la seconda, senza oscurare la prima, è la cooperazione economica, cioè le questioni legate alle relazioni bilaterali e al commercio".
Il cambio di impostazione sulla Cina è emerso anche il mese scorso, quando la Lituania ha sospeso i negoziati con Taiwan su un piano d’azione per la cooperazione economica a causa di "cambiamenti nel contesto politico interno", ha reso noto il ministero degli Esteri, secondo quanto riportato da LRT.
A livello dell’UE, la Lituania è allineata con Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi, Paesi che durante il Consiglio europeo della scorsa settimana hanno chiesto un ricorso più ampio a dazi e altri strumenti di difesa commerciale per contrastare le pratiche di commercio sleale della Cina.
Posizione sulla Russia
Mentre il governo rivede il proprio approccio alla Cina, la politica nei confronti della Russia resta invariata.
Il programma impegna la Lituania ad adottare "misure attive" per mantenere l’isolamento internazionale della Russia e a continuare a coordinarsi con gli alleati per mantenere la pressione su Mosca tramite sanzioni e altri strumenti.
Il documento afferma che Vilnius non vede alcuna prospettiva di relazioni normali con la Russia finché prosegue la guerra contro l’Ucraina e indica che il governo cercherà di garantire che i beni statali russi congelati siano utilizzati per la ricostruzione dell’Ucraina in linea con il diritto dell’UE e internazionale.
Il nuovo governo ribadisce inoltre il sostegno incrollabile della Lituania all’Ucraina, sostenendo che "l’unica via per ripristinare una pace stabile e giusta in Europa" è la vittoria ucraina e il ripristino dell’integrità territoriale del Paese. Si impegna anche a sostenere la ricostruzione dell’Ucraina e la sua ripresa economica di lungo periodo.
La Bielorussia viene descritta come un’altra sfida chiave per la sicurezza. Pur indicando una Bielorussia democratica come obiettivo di lungo periodo della politica estera, il programma promette di aumentare la pressione su Minsk se continuerà a sostenere la guerra della Russia o a condurre attacchi ibridi contro l’UE.
La prossima presidenza dell’UE
Poiché la Lituania assumerà la presidenza di turno del Consiglio dell’UE a partire da gennaio 2027, il governo afferma di voler orientare i dibattiti su competitività, difesa e sicurezza, tutela della democrazia, sicurezza alimentare e ruolo globale dell’Europa.
Vilnius intende inoltre sfruttare i negoziati sul prossimo bilancio pluriennale dell’UE per chiedere maggiori spese per la difesa, più investimenti nelle infrastrutture militari e un sostegno più robusto all’industria della difesa del blocco, tutelando al tempo stesso i fondi di coesione e i pagamenti agricoli.
Il programma ribadisce inoltre il sostegno all’adesione all’UE di Ucraina e Moldova e chiede una Politica di sicurezza e di difesa comune più forte.
L’agenda deve ancora essere approvata dal parlamento, con il voto fissato per il 14 luglio.