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Cipro: in custodia cautelare per tre giorni padre e matrigna dei due bambini morti

foto d'archivio
foto d'archivio Diritti d'autore  AP Photo
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Di Ioannis Karagiorgas
Pubblicato il
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Il criterio principale della decisione è stato il rischio di fuga dei sospetti, mentre non è stata accolta la tesi delle autorità su un possibile condizionamento dei testimoni

Tragedia a Cipro, dove due bambini di 8 e 10 anni sono stati trovati morti all’interno dell’auto del padre nel villaggio di Xylofagou, nell’area delle Basi britanniche di Dhekelia. Per il caso sono comparsi in tribunale in manette un cittadino bulgaro di 30 anni e la sua compagna di 38 anni, entrambi indagati per possibile negligenza.

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Il Tribunale delle Basi britanniche di Dhekelia ha disposto per i due sospetti una custodia cautelare di tre giorni, respingendo la richiesta della polizia che chiedeva quattro giorni di detenzione. Secondo quanto emerso durante l’udienza, il principale elemento considerato dai giudici è stato il rischio di fuga, mentre non è stata ritenuta sufficientemente fondata l’ipotesi di un possibile condizionamento dei testimoni.

Le autorità stanno proseguendo le indagini per chiarire le circostanze della morte dei due minori. L’investigatore incaricato del caso ha riferito che saranno raccolte circa 25 testimonianze nella Repubblica di Cipro, mentre per ascoltare la madre dei bambini, residente in Bulgaria, sarà necessaria la collaborazione delle autorità bulgare.

La difesa del padre ha contestato alcuni aspetti dell’inchiesta. L’avvocata Andriana Klaidi ha spiegato che è stata presentata un’eccezione perché non esiste ancora una perizia medico-legale definitiva in grado di stabilire con certezza le cause del decesso dei bambini. La legale ha inoltre sottolineato che l’autopsia non è stata completata e che, allo stato attuale, non sarebbe possibile trarre conclusioni affidabili.

Secondo quanto riferito dalla difesa, il padre avrebbe appreso della morte dei figli soltanto nella tarda serata di domenica, informato direttamente dal suo datore di lavoro.

Nel frattempo, il caso continua a scuotere l’opinione pubblica cipriota. A intervenire pubblicamente è stato anche Andreas Mouzouris, proprietario del complesso residenziale di Xylofagou dove viveva la famiglia. L’uomo ha dichiarato di aver sempre preferito che negli appartamenti non fossero presenti bambini, sostenendo che la scelta fosse legata esclusivamente a motivi di sicurezza.

In un’intervista all’emittente Omega, Mouzouris ha spiegato che il frequente passaggio di veicoli all’interno del complesso rappresentava, a suo avviso, un potenziale pericolo per i minori. Ha inoltre affermato che esisteva un accordo con il padre dei bambini riguardo alla presenza dei piccoli nella struttura, accordo che negli ultimi tempi non sarebbe stato rispettato.

Il proprietario ha infine sostenuto che i due bambini venivano lasciati spesso soli nell’appartamento e che si muovevano senza supervisione nelle aree comuni del residence, arrivando talvolta fino alla strada.

Le indagini restano aperte e gli inquirenti attendono ora i risultati definitivi degli esami autoptici per chiarire le cause della tragedia.

Risorse addizionali per questo articolo • politis.com.cy

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