Il filosofo che già nel 2003 si è chiesto se viviamo in una realtà simulata al computer da una civiltà più avanzata della nostra è convinto che le persone eccezionali siano più incline a credere a quest'ipotesi senza che per questo le loro esperienze siano meno autentiche o significative
Il filosofo svedese Nick Bostrom, noto per le sue riflessioni sul cosiddetto rischio esistenziale dell'umanità e sul principio antropico, ha dichiarato in un'intervista che persone in posizioni fuori dall’ordinario, come il miliardario Elon Musk e il presidente Usa Donald Trump, avrebbero più motivi degli altri per ritenere possibile che viviamo in una simulazione prodotta da un computer.
La sua teoria della simulazione, coniata nel 2003, sostiene l'idea che tutta la realtà, inclusi il pianeta Terra e l'universo, non siano altro che una simulazione artificiale creata da una civiltà estremamente avanzata. Questa civiltà potrebbe essere aliena oppure una versione dell’umanità in un lontanissimo futuro.
Quali sono le tre possibilità di Bostrom
Anche se l’ipotesi della simulazione non è generalmente accettata dalla comunità scientifica, se ne discute da tempo negli ambienti accademici. Si ritiene che con la tecnologia attuale non sia possibile verificare direttamente se viviamo o meno in una simulazione. Questo però non impedisce ai filosofi di fare calcoli di probabilità su tale scenario.
Nel saggio del 2003 intitolato Are You Living in a Computer Simulation?, Bostrom sostiene che per validare quest'ipotesi, almeno una delle tre possibilità che enuncia deve essere vera. Le possibilità sono:
- Secondo la prima possibilità, l’umanità si estinguerà prima di raggiungere la tecnologia necessaria per creare simulazioni così avanzate
- Nel secondo scenario, la civiltà che ha sviluppato questa tecnologia non è interessata a condurre un adeguato numero di simulazioni per comprendere la propria evoluzione
- La terza ipotesi è che stiamo già quasi sicuramente vivendo all’interno di una simulazione digitale
Per Bostrom, se l’umanità si trasformerà in una civiltà "postumana" e non rinuncerà a simulare le generazioni passate, potrà creare un numero enorme di simulazioni.
A quel punto la maggior parte degli osservatori non sarebbero persone reali, ma coscienze all’interno di quelle simulazioni.
Di conseguenza, quanto più si rafforza la fiducia che l’umanità non si estinguerà, tanto più aumenta anche la probabilità dell’ipotesi della simulazione.
Chi è più incline a credere di vivere in una realtà simulata
In una nuova intervista concessa a Max Raskin, uno dei principali studiosi del settore, Bostrom ha spiegato che questo calcolo di probabilità può variare in parte a seconda delle condizioni di vita di ciascuno.
Ha aggiunto che potrebbe essere ragionevole che chi ha ottenuto successi straordinari nella carriera o occupa una posizione eccezionale nella società sia più incline a credere nell’ipotesi della simulazione.
Bostrom ha detto: "Se foste Donald Trump o Elon Musk, a un certo punto potreste fermarvi e chiedervi: Qual è davvero la probabilità che io sia Donald Trump o Elon Musk?”.
Elon Musk guarda da tempo con favore all’ipotesi della simulazione. Tuttavia lega questa convinzione non tanto al carattere eccezionale della sua vita, quanto al rapido sviluppo dei videogiochi e delle tecnologie informatiche.
Donald Trump, invece, finora non ha mai espresso in pubblico alcuna valutazione sull’ipotesi della simulazione.
La nostra realtà è creata al computer da una civiltà avanzata
Bostrom sottolinea che questo ragionamento ha senso solo in uno scenario in cui non tutti, ma solo alcune persone vengono simulate. Nonostante ciò ritiene che non dovremmo riflettere troppo su questa possibilità.
Nell’intervista il filosofo ha detto di credere istintivamente che il suo interlocutore sia reale. Ha aggiunto che, anche se vivessimo in una simulazione, questo non renderebbe meno significative le esperienze delle persone.
"Anche supponendo che si tratti di una simulazione, penso che tu ed io saremmo reali nel senso che conta. Vivremmo esperienze autentiche e le nostre azioni avrebbero comunque significato. L’unica differenza sarebbe che questa realtà funziona su un computer costruito da una civiltà avanzata".