La cifra, anticipata da fonti governative, è quasi il doppio delle previsioni iniziali e potrebbe farne la più grande sanatoria straordinaria per immigrati dal ritorno della democrazia
Oltre 1,2 milioni di immigrati hanno chiesto di aderire al processo straordinario di regolarizzazione promosso dal governo, secondo quanto riferito da fonti governative al quotidiano "El País". Una cifra che dovrà essere confermata nei prossimi mesi, una volta verificata la validità delle domande presentate, ed emersa a solo un giorno dalla scadenza del termine per la presentazione delle richieste.
Le stime iniziali del collettivo Regularización Ya e dello stesso governo indicavano che tra 500.000 e 700.000 persone avrebbero potuto usufruire del procedimento straordinario. Il provvedimento consentirà di regolarizzare la situazione delle persone che già risiedevano e lavoravano in Spagna prima del 2026 e per almeno cinque mesi consecutivi, ma che non potevano versare contributi al sistema di previdenza sociale perché non avevano accesso a un contratto di lavoro legale, a causa dell'attuale impianto normativo.
Secondo il Real Decreto approvato dal ministero dell'Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni, il termine massimo per decidere su ogni domanda sarà di tre mesi, mentre l'ammissione della domanda dovrà essere comunicata entro un massimo di 15 giorni. Da quel momento i richiedenti potranno entrare legalmente nel mercato del lavoro in modo automatico. Se trascorsi i tre mesi non arriverà una decisione esplicita, il silenzio amministrativo varrà come rigetto.
In questo modo il governo disporrà, nel giro di appena due settimane, di una stima abbastanza precisa del numero di persone le cui domande sono state ammesse alla procedura. Entro un massimo di tre mesi sarà definito il numero definitivo delle regolarizzazioni, anche se il presidente del governo, Pedro Sánchez, dovrebbe annunciare già questo martedì i primi dati provvisori.
Sei regolarizzazioni dalla Transizione democratica
Dalla restaurazione della democrazia nel 1978, la Spagna ha portato a termine sei processi straordinari di regolarizzazione, sotto i governi di Felipe González, José María Aznar e José Luis Rodríguez Zapatero. Il primato spetta a quest'ultimo, con 576.506 persone regolarizzate, una cifra che potrebbe essere ampiamente superata se alla fine sarà convalidata la maggior parte delle domande presentate in questa occasione.
Per accedere alla procedura, i richiedenti devono comprovare la loro residenza in Spagna attraverso documenti come il certificato di iscrizione anagrafica, contratti di affitto, bollette delle utenze, referti medici, invio di denaro all'estero o biglietti aerei che dimostrino la loro permanenza nel Paese nel periodo stabilito dal Real Decreto. Inoltre non possono avere precedenti penali.
Una volta ammessa la domanda, qualsiasi procedura di rimpatrio o espulsione sarà sospesa e il richiedente otterrà un'autorizzazione provvisoria di soggiorno della durata di un anno. Alla scadenza di tale periodo dovrà chiedere un'autorizzazione ordinaria. L'ammissione alla procedura non equivale all'ottenimento della cittadinanza spagnola, che segue un iter diverso e richiede il rispetto di altri requisiti legali.