A dieci anni dal Brexit, un nuovo sondaggio indica che quel voto, che ha spaccato il Regno Unito, potrebbe aver avvicinato il resto d’Europa
Secondo un nuovo rapporto del Pew Research Center, il sostegno pubblico all'Unione europea è aumentato in modo significativo in gran parte del continente dal 2016, quando il Regno Unito ha deciso di lasciare il blocco.
L'indagine, condotta in otto Paesi europei, rileva che oggi le opinioni favorevoli sull'Ue sono più diffuse rispetto all'epoca del referendum sulla Brexit.
Nel Regno Unito e in sette Stati membri dell'Ue, monitorati in modo continuativo dal 2016, il 62% degli intervistati ha oggi un'opinione positiva dell'Unione, contro il 49% di dieci anni fa.
I risultati suggeriscono che, invece di scatenare un'ondata di euroscetticismo, la Brexit potrebbe aver inaugurato una fase di rinnovato sostegno all'integrazione europea.
L'indagine ha chiesto ai partecipanti: «Mi dica se ha un'opinione molto favorevole, abbastanza favorevole, abbastanza sfavorevole o molto sfavorevole dell'Unione europea».
Quest'anno Ungheria e Polonia sono state incluse per la prima volta nel sondaggio, portando il campione a 10 Paesi.
Lo stesso Regno Unito ha registrato uno dei cambiamenti più significativi. Pur avendo votato di stretta misura per l'uscita dall'Ue nel giugno 2016, oggi il 67% dei britannici ha un'opinione favorevole del blocco, mentre il 31% ne ha una sfavorevole.
All'epoca del referendum, la quota di chi aveva un giudizio negativo sull'Ue era del 48%.
Questi dati collocano il Regno Unito tra i Paesi più favorevoli all'Ue inclusi nell'indagine.
Il sostegno all'Ue è risultato più forte in Svezia, dove il 79% degli intervistati ha espresso un'opinione favorevole. Seguono la Germania con il 68% e Paesi Bassi, Polonia e Italia, tutti con livelli di consenso superiori al 60%.
La Francia resta più divisa, con il 52% di opinioni positive, mentre la Grecia è l'unico Paese sondato in cui i giudizi favorevoli non raggiungono la maggioranza.
I ricercatori del Pew sottolineano che il sostegno all'Ue è aumentato nettamente negli anni immediatamente successivi al voto sulla Brexit ed è cresciuto ancora dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022.
La guerra ha spinto i Paesi europei a una cooperazione più stretta su questioni che vanno dalla difesa alla sicurezza energetica, fino al sostegno economico a Kiev. Sviluppi che potrebbero aver rafforzato, nell'opinione pubblica, la percezione del ruolo dell'Ue.
Il sondaggio ha inoltre messo in luce le differenze politiche negli atteggiamenti verso il blocco.
Chi si identifica con la sinistra politica è in genere più favorevole all'Ue rispetto a chi si colloca a destra. Tuttavia, dal 2016 le opinioni positive sono aumentate in gran parte dello spettro politico.
I risultati arrivano in un momento in cui i dibattiti sul futuro dell'Europa restano centrali nella politica in tutto il continente.
Questioni come la migrazione, la competitività economica e la sicurezza continuano a mettere alla prova il blocco. Ma gli ultimi dati indicano che la fiducia dei cittadini nel progetto europeo resta molto più forte rispetto a quando, dieci anni fa, gli elettori britannici scelsero di uscire dall'Ue.
Per i responsabili politici sia a Bruxelles sia a Londra, i risultati suggeriscono che gli atteggiamenti verso la cooperazione tra le due parti sono oggi più positivi. Questo avviene in un momento in cui il primo ministro britannico Keir Starmer ha fatto sapere di voler rafforzare i legami con l'Europa.