Si allargano le indagini sulla morte del fondatore di Mango, Isak Andic. La giudice cerca possibili complici del figlio Jonathan, unico indagato per omicidio. Tra i sospetti spunta una terapeuta che potrebbe aver influito sui piani per l'eredità. La difesa denuncia una "condanna anticipata"
Si allargano le indagini sulla morte di Isak Andic, fondatore del colosso tessile Mango. La giudice di Martorell che segue il caso sta indagando sulla possibile presenza di altre persone coinvolte nei fatti.
Il figlio dell'imprenditore, Jonathan Andic, è al momento il principale e unico indagato per omicidio.
La giudice ritiene necessario chiarire il possibile ruolo di altre persone della cerchia di Jonathan Andic, tra cui una terapeuta familiare identificata con le iniziali J.L.
Secondo una sentenza giudiziaria resa nota mercoledì, la terapeuta potrebbe aver partecipato o influenzato i piani del figlio dell'imprenditore per ottenere una parte dell'eredità.
La giudice ha inoltre autorizzato ulteriori accertamenti per analizzare le comunicazioni telefoniche e i messaggi riconducibili a Jonathan Andic, in particolare durante un viaggio a Quito, in Ecuador, nel marzo 2025.
Gli investigatori vogliono capire se ci siano stati contatti rilevanti che aiutino a ricostruire gli eventi anteriori e successivi alla morte del fondatore di Mango.
Jonathan Andic ha negato qualsiasi coinvolgimento nella morte del padre e sostiene che il decesso sia stato la conseguenza di un incidente.
Morte accidentale o omicidio?
Isak Andic è morto nel dicembre 2024 dopo essere caduto in un dirupo durante un'escursione in montagna a Montserrat, in Catalogna, un episodio che inizialmente era stato considerato accidentale.
La comparsa di nuovi indizi ha però spinto gli investigatori a riaprire il caso e a concentrare i sospetti sul figlio del fondatore di Mango.
Jonathan Andic è stato arrestato a maggio dalla polizia catalana come presunto responsabile della morte del padre.
L'uomo è stato rimesso in libertà dopo aver versato una cauzione di un milione di euro, ma resta sottoposto a misure cautelari, tra cui il ritiro del passaporto e l'obbligo di presentarsi periodicamente in tribunale.
La magistratura sostiene che esistano indizi che fanno pensare a una possibile partecipazione attiva e premeditata dell'uomo alla morte del padre.
Tra gli elementi analizzati figurano le tensioni familiari, i conflitti economici e l'insistenza del figlio nel ricevere una parte dell'eredità prima della morte dell'imprenditore.
La difesa denuncia una "condanna sociale anticipata"
La strategia di difesa di Jonathan Andic è andata oltre i tribunali ed è approdata anche sul terreno dell'opinione pubblica in Spagna.
Il suo avvocato, Cristóbal Martell, sostiene che le fughe di notizie sull'inchiesta, la diffusione di dettagli del caso e l'mmagine di Andic in manette al momento dell'arresto hanno contribuito a creare una "condanna sociale anticipata" prima che esista una sentenza giudiziaria.
La difesa ritiene questo scenario particolarmente preoccupante perché, se si arriverà a processo, la dicione sarà sottoposta a una giuria popolare.
Nelle ultime settimane, la cerchia di Jonathan Andic ha lanciato un attacco pubblico per difendere la sua versione secondo cui la morte del padre è stata accidentale.
Tra le varie iniziative, ha diffuso una lettera personale, presentato perizie di parte e messo in discussione l'operato dei Mossos d'Esquadra - polizia regionale della Catalogna - e alcune delle prove raccolte durante l'inchiesta.
La famiglia Andic si è schierata pubblicamente a sostegno di Jonathan Andic sin dal suo arresto e continua a proclamarne l'innocenza.
Le persone a lui più vicine insistono sul fatto che non esistano prove conclusive che lo colleghino alla morte del padre e chiedono che si rispetti la presunzione di innocenza durante lo svolgimento delle indagini.