Il Cremlino lancia una campagna di incentivi per l'arruolamento: promulgata una legge che cancella i debiti dei militari a contratto e delle loro famiglie
Vladimir Putin ha firmato una nuova legge che prevede la cancellazione dei debiti per chi combatte nella guerra in Ucraina e per i loro familiari. Una scelta adottata nel quadro di una più ampia strategia di incentivi economici legati al reclutamento militare.
Il provvedimento, firmato lunedì 25 maggio e pubblicato sul portale ufficiale degli atti normativi russi, riguarda i cittadini che hanno sottoscritto un contratto con il ministero della Difesa a partire dal 1 maggio 2026 per una durata minima di almeno un anno, oltreché, appunto, per i loro familiari. La misura non è però illimitata: si applica ai prestiti in essere fino a un massimo complessivo di 10 milioni di rubli, pari a circa 120mila euro.
La legge prevede inoltre la cancellazione degli obblighi di credito in caso di morte del militare al fronte o di invalidità grave, estendendo le tutele anche in questo caso ai parenti. Si tratta di un allargamento di misure già introdotte nel 2024, quando il governo russo aveva approvato una versione simile della cancellazione dei debiti per i nuovi arruolati nelle forze armate.
Incentivi economici per superare i problemi di reclutamento
La decisione si inserisce in un quadro più ampio di politiche volte a sostenere l’arruolamento volontario nelle forze armate. Dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina, Mosca ha introdotto una serie di benefici economici e sociali per i militari, con l’obiettivo di garantire un flusso costante di nuovi soldati senza ricorrere a mobilitazioni di massa.
Secondo dati e stime citate da vari osservatori, negli ultimi anni sono state approvate centinaia di misure a sostegno dei combattenti, tra cui bonus per ogni arruolamento, stipendi elevati rispetto alla media nazionale, agevolazioni fiscali, accesso facilitato all’istruzione superiore e mutui agevolati.
Inoltre, diverse regioni russe hanno introdotto misure a livello locale, con pagamenti una tantum che possono raggiungere cifre significative rispetto al salario medio del Paese.
Si stima che il numero di detenuti in Russia da cinque anni a questa parte sia diminuito di oltre 180mila persone, ovvero del 40%. Ciò è dovuto in gran parte all'invio di persone condannate in guerra. Secondo il progetto per i diritti umani Gulagu.net, l'esercito russo ha reclutato decine di migliaia di carcerati dal 2022. Alla fine di marzo 2026, il portale in lingua russa Mediazona e il Servizio russo della BBC hanno confermato la morte di oltre 23mila ex-detenuti.
Il numero di persone che si arruolano risulta in calo in Russia
Nonostante il pacchetto di bonus record, la cancellazione dei debiti e la diffusione della narrativa degli "eroi di guerra" nella società, però, il numero di coloro che sono disposti ad andare al fronte sta sensibilmente diminuendo.
"Il decreto di Putin che cancella i debiti è principalmente uno strumento per reclutare nuovi soldati senza una nuova mobilitazione", conferma l'analista politico Aleksandar Djokic a Euronews. Il Cremlino punta sulla motivazione finanziaria: remunerazioni, benefit e ora la cancellazione del debito, soprattutto per le persone provenienti da regioni povere e indebitate. Questo dimostra che il governo si sta preparando a una lunga guerra e sta cercando di mantenere l'afflusso di persone con incentivi economici".
Il Cremlino non conferma i deficit di personale in prima linea, ma i dati sono stati diffusi da esperti di statistica e dai media. Secondo la Deutsche Welle, che cita Janis Kluge dell'Istituto tedesco per i problemi di sicurezza internazionale presso la Science and Policy Foundation, circa 800-1.000 persone al giorno hanno firmato un contratto con il ministero della Difesa nei primi tre mesi del 2026.
Il tentativo di reclutare gli studenti universitari che non superano gli esami
Una cifra di circa il 20% più bassa rispetto allo stesso periodo del 2025. In totale, è stato stimato che dall'inizio del 2026 siano stati reclutati circa 70.500 soldati a contratto. A titolo di confronto, a metà maggio 2025 il Presidente Putin aveva riferitoche ogni mese venivano reclutati fino a 60mila volontari.
In questo contesto, Mosca sta cercando nuovi metodi per convincere la popolazione. Alla fine del 2025 e soprattutto quest'anno. La pressione sugli studenti delle università russe - compresa quella statale di Mosca - si è intensificata: i giovani vengono insistentemente chiamati a prestare servizio in forze non armate. Gli studenti che non hanno superato alcuni esami universitari vengono contattati in modo particolarmente attivo; a loro è offerto un contratto come opzione per non "abbandonare" l'università.
Un'altra nuova tendenza è quella di esercitare pressioni sui prigionieri, poiché anche tra i detenuti l'appeal della guerra appare in calo. Radio Liberty ha riferito di recente di pressioni esercitate sui prigionieri della regione di Penza. "Vengono torturati, picchiati e minacciati di stupro per costringerli a firmare un contratto con il ministero della Difesa", hanno raccontato i parenti di coloro che stanno scontando la pena.
Igor, 57 anni, scrive Radio Liberty, ha sopportato percosse e ore in piedi in abiti invernali in una stanza riscaldata, ma "ha ceduto" di fronte alla minaccia di stupro. L'uomo ha firmato un contratto e si è arruolato in una compagnia di assalto.
Una "mobilitazione occulta" confermata anche da alcuni istituti internazionali
La tendenza alla mobilitazione forzata occulta è confermata anche dall'Institute for the Study of War statunitense (ISW), secondo il quale dal 20 marzo il governatore della regione di Ryazan avrebbe obbligato le medie e grandi imprese a selezionare i propri dipendenti per l'arruolamento. L'International Institute for Strategic Studies (IISS), con sede a Londra, nel suo rapporto intitolato "The Coming Crisis in Russia's Political Economy" prevede un forte giro di vite: mobilitazione, chiusura delle frontiere, abolizione delle libertà civili post-sovietiche e transizione verso un'economia di tipo sovietico.
La previsione si sta già parzialmente avverando: la Russia ha imposto restrizioni, fino al divieto totale di molti sistemi di messaggistica e strumenti digitali stranieri. Le pressioni aumentano a fronte di un forte deterioramento della situazione economica, nonché di un rallentamento dell'avanzata dell'esercito russo in Ucraina, e di un aumento dei bombardamenti sul territorio, in particolare sulle raffinerie di petrolio. Sono in aumento anche le vittime russe e cresce la preoccupazione delle autorità per le questioni di sicurezza, che si è riflessa, in particolare, nel formato ridotto della parata militare del 9 maggio per il Giorno della Vittoria.
In questo contesto, anche i propagandisti stanno modificando la loro narrazione. Ad esempio, la direttrice di RT Margarita Simonyan ha dichiarato in televisione che, a suo parere, la guerra con l'Ucraina "è terminata il 28 febbraio 2022 - sei giorni dopo il suo inizio", mentre per il resto del tempo la Russia avrebbe continuato a combattere con l'Europa.