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Paesi Ue respingono minacce russe ai diplomatici e convocano gli ambasciatori

Russia ha intimato ai diplomatici a Kiev di partire «il prima possibile».
La Russia ha ordinato ai diplomatici a Kiev di lasciare il Paese «il prima possibile». Diritti d'autore  Alexei Nikolsky/Sputnik
Diritti d'autore Alexei Nikolsky/Sputnik
Di Jorge Liboreiro
Pubblicato il
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La nota russa che invita i diplomatici a Kiev a lasciare il Paese il prima possibile è stata denunciata dai Paesi Ue come intimidazione. Germania, Francia, Spagna, Polonia e Paesi Bassi hanno convocato gli ambasciatori russi in protesta

I Paesi europei hanno respinto con fermezza la minaccia russa contro i diplomatici di stanza a Kiev e hanno confermato che le loro rappresentanze continueranno a operare senza interruzioni.

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Germania, Francia, Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Svezia, Estonia e Commissione europea figurano tra chi ha convocato gli ambasciatori russi per esprimere la propria indignazione, dopo che il Cremlino ha pubblicato un avviso nel quale si invitano i cittadini stranieri e il personale diplomatico a lasciare Kiev "il prima possibile" in vista di nuove incursioni aeree.

"Con le sue azioni, la Russia dimostra quotidianamente il suo cinismo e il suo disprezzo per il diritto internazionale - ha dichiarato mercoledì il portavoce del ministero degli Esteri francese - la Francia condanna con forza le tattiche di intimidazione di Mosca, che sono la prova dell’impasse militare in cui il Paese si trova in Ucraina".

Anche la Spagna ha reagito, consegnando all’ambasciatore russo a Madrid una "ferma protesta" per la minaccia pubblica contro i diplomatici e il recente attacco su larga scala contro Kiev, hanno riferito fonti vicine al ministero degli Esteri.

"Il governo spagnolo, in coordinamento con i suoi partner dell’Unione europea, ha ribadito il sostegno al diritto dell’Ucraina all’autodifesa e ha esortato la Russia a porre fine all’aggressione, rispettare il diritto internazionale umanitario e negoziare in buona fede una pace giusta e duratura", hanno aggiunto le fonti.

Il ministero degli Esteri tedesco, il ministro degli Esteri olandese Tom Berendsen e il collega estone Margus Tsahkna hanno annunciato la convocazione sui social media.

"Minacciare diplomatici, stranieri e civili è inaccettabile ed è una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite. I tentativi di intimidazione della Russia non fanno che rivelarne il vero volto - ha scritto Tsahkna - La nostra ambasciata resta aperta, i nostri diplomatici restano a Kiev".

Nel frattempo, il ministero degli Esteri polacco ha avvertitoin una nota che qualsiasi attacco contro le sue missioni diplomatiche sarà "considerato volontario e intenzionale".

Nel pieno dell’ondata di indignazione, Mosca ha rincarato la dose.

"L’Unione europea ha detto che manterrà invariata la sua presenza diplomatica a Kiev, nonostante gli avvertimenti della Russia. A quanto pare hanno diplomatici in esubero e devono ridurre il personale", ha dichiarato Dmitri Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo.

La minaccia ha spostato il dibattito in corso tra le capitali sull’opportunità che l’UE avvii un dialogo diretto con la Russia per porre fine all’invasione dell’Ucraina.

"La Russia non è minimamente interessata alla pace", ha affermato la Commissione europea.

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