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Fact-checking: Usa, nessun annuncio di ritiro totale delle truppe dall’Europa

ARCHIVIO - Militari statunitensi e alleati in Polonia, membro della NATO, mostrano equipaggiamento durante la festa delle forze armate a Varsavia, 15 agosto 2024.
ARCHIVIO - Militari USA di stanza in Polonia, membro della NATO, e alleati espongono equipaggiamenti durante la festa annuale delle forze armate a Varsavia, 15 agosto 2024 Diritti d'autore  AP Photo/Czarek Sokolowski
Diritti d'autore AP Photo/Czarek Sokolowski
Di James Thomas
Pubblicato il
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Circolano notizie sulla riduzione della presenza militare USA in Europa, o addirittura sul ritiro totale del personale dal continente, sulla base di un'intervista di Marco Rubio, che però non è andato oltre le critiche alla NATO e alla necessità di rivedere le condizioni dell'Alleanza in futuro

Una serie di post virali sui social sostiene che Marco Rubio abbia annunciato il ritiro completo delle truppe dall'Europa. Nel complesso i post su X hanno superato il milione di visualizzazioni e riportano tutti la stessa clip in cui il segretario di Stato Usa concede un'intervista a Fox News.

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Le didascalie sostengono che gli USA impieghino 100.000 soldati e 60 miliardi di dollari l'anno per difendere l'Europa e che questo, unito alla presunta mancanza di aiuto dell'Europa agli Stati Uniti nella crisi nello Stretto di Hormuz, giustifichi un ritiro totale.

I video on line affermano anche che lo scioglimento della NATO sia ormai imminente.

Una selezione dei post su X
Una selezione dei post su X Euronews

Tuttavia guardando il video si nota che, pur essendo apertamente critico verso la NATO e i suoi membri europei, Rubio non annuncia alcun ritiro totale delle truppe statunitensi.

Il segretario di Stato dichiara invece che, una volta risolta la crisi nello Stretto di Hormuz, Washington riesaminerà l'utilità della NATO e valuterà se l'alleanza atlantica sia diventata una "strada a senso unico" che avvantaggia solo l'Europa e non gli Stati Uniti.

"Quando abbiamo bisogno che ci lascino usare le loro basi militari, la loro risposta è no? Allora perché siamo nella NATO?" dice Rubio nell'intervista.

"Bisogna porsi questa domanda: perché abbiamo speso miliardi e miliardi di dollari, centinaia di miliardi di dollari, nel corso degli anni e tutte queste forze americane di stanza nella regione, se quando ne abbiamo bisogno non ci è permesso usare quelle basi?"

"Quindi penso che, purtroppo, non ci siano dubbi: una volta concluso questo conflitto dovremo riesaminare quella relazione", ha aggiunto Rubio, "dovremo riesaminare il valore della NATO e di quell'alleanza per il nostro Paese. In ultima analisi sarà una decisione che spetta al presidente, e sarà lui a doverla prendere."

Una trascrizione ufficiale dell'intervista è stata pubblicata dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e non contiene alcun riferimento a un ritiro completo delle truppe americane dall'Europa.

Dal documento emerge che Rubio in passato si era dichiarato un forte sostenitore della NATO, perché permetteva agli Stati Uniti di "avere basi militari in Europa che ci consentivano di proiettare la nostra forza in diverse parti del mondo quando la nostra sicurezza nazionale era minacciata".

Fox News ha inoltre pubblicato l'intero video dell'intervista in un articolo sul suo sito il 1º aprile e, anche in quel caso, Rubio non parla di un ritiro totale del personale.

Va però ricordato che gli Stati Uniti stanno adottando misure per ridurre la loro presenza militare in Europa. All'inizio di maggio il Pentagono ha annunciato l'intenzione di ritirare 5.000 militari dalle basi in Germania, seguita dalla decisione di cancellare il dispiegamento di 4.000 soldati in Polonia.

In Germania sono attualmente di stanza circa 36.000 militari statunitensi, mentre in tutta Europa sono circa 80.000.

Poi, in un'intervista al programma Europe Today di Euronews, il colonnello Martin O'Donnell, consigliere militare senior della NATO, ha confermato che gli Stati Uniti si preparano ad annunciare tagli significativi al numero di truppe messe a disposizione dell'Europa in caso di invasione o guerra.

O'Donnell ha spiegato che queste misure rientrano in un confronto continuo tra i vertici militari statunitensi e gli strateghi militari della NATO e che le aree in cui Washington ridurrà il proprio impegno corrispondono direttamente a quelle in cui i Paesi europei hanno rafforzato le loro capacità e gli investimenti nella difesa.

Gli Stati Uniti sono comunque limitati, dalla propria legislazione in materia di difesa, nel numero di truppe che possono ritirare dall'Europa. La sezione 1249 del National Defense Authorisation Act per il 2026 stabilisce che il Pentagono non può utilizzare il proprio bilancio per ridurre gli effettivi in Europa a meno di 76.000 unità per oltre 45 giorni, a meno che non siano soddisfatte determinate condizioni.

Per i ritiri di truppe su larga scala è inoltre previsto un periodo di preavviso. Ciò significa che, anche se gli Stati Uniti decidessero di riportare in patria un numero molto elevato di soldati dall'Europa, ciò non avverrebbe né immediatamente né senza l'approvazione del Congresso.

Le dichiarazioni di O'Donnell e Rubio arrivano dopo mesi di critiche di Donald Trump, secondo cui gli alleati della NATO non stanno facendo la loro parte, e dopo le minacce del presidente statunitense nei confronti di altri membri, come Canada e Danimarca.

Critiche e pressioni che hanno spinto molti Paesi europei a cercare di potenziare le proprie capacità di difesa.

È però inesatto sostenere che la NATO avvantaggi solo l'Europa e non gli Stati Uniti. Finora Washington è l'unico Stato membro ad aver invocato l'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, la clausola di difesa collettiva, all'indomani degli attentati dell'11 settembre.

L'articolo del stabilisce che un attacco armato contro un Paese membro della NATO è da considerarsi un attacco contro tutti.

In risposta alla sua attivazione da parte degli Stati Uniti nel 2001, i Paesi NATO hanno intensificato la condivisione di informazioni e la cooperazione, rafforzato la sicurezza delle installazioni americane e concesso autorizzazioni generalizzate al sorvolo per i velivoli statunitensi, tra le altre misure.

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