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Ritiro delle truppe Usa dalla Germania, fonti a Euronews: da Trump nessuna strategia

RUTTE TRUMP
RUTTE TRUMP Diritti d'autore  Copyright 2025 The Associated Press. All rights reserved
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Di Shona Murray
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Trump non ha informato gli alleati prima di annunciare a sorpresa il ritiro di cinquemila militari statunitensi dalla Germania. La decisione è arrivata nel pieno di uno scontro con il cancelliere tedesco Merz, innescato dalle sue critiche alla guerra Usa in Iran e alla strategia di Washington

Alti funzionari della Nato non erano stati informati della decisione del presidente statunitense Donald Trump di ritirare cinquemila soldati dalla Germania nei prossimi 6-12 mesi, prima dell’annuncio del Pentagono di venerdì.

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Si sono subito poste domande logistiche, ad esempio da dove e in che modo avverrà il ritiro delle truppe. Non è nemmeno chiaro quale effetto avrà la decisione sul dispositivo complessivo di forze dell’alleanza difensiva, hanno riferito a Euronews diverse fonti a conoscenza della situazione.

Sabato Trump ha aggiunto che la presenza di truppe in Germania sarà ridotta "molto di più" rispetto ai cinquemila uomini annunciati inizialmente. Il presidente repubblicano però non ha precisato di quanto né quando ci si debba attendere questi tagli.

"Trump ha inventato la cifra" sui soldati che saranno ritirati dalla Germania

Secondo le fonti, l’annuncio, che ha colto di sorpresa i vertici della Nato, è povero di dettagli. Washington non ha chiarito se i militari che lasceranno la Germania facciano parte di una rotazione che non verrà rimpiazzata, di una squadriglia aerea o del nucleo permanente.

"Non sappiamo che tipo di forze siano: il nucleo di una brigata? una squadriglia aerea?" ha dichiarato a Euronews l’ex ambasciatore Usa presso la Nato, Ivo Daalder.

"Non ci sono dettagli perché Trump si è semplicemente inventato questa cifra", ha detto a Euronews un’altra fonte statunitense.

I pianificatori militari tendono a minimizzare l’impatto che almeno cinquemila militari statunitensi in meno avranno sull'assetto di sicurezza dell’Europa, alla luce della natura mutata della guerra, che dipende meno dai soldati e più da tecnologia e armamenti avanzati.

Inoltre diversi alleati europei, in particolare la Germania, hanno rafforzato in modo significativo le proprie difese nell'ultimo anno. I Paesi della Nato si stavano già preparando a una possibile revisione della presenza militare americana, che sapevano potesse arrivare in qualsiasi momento.

Ciononostante si aspettavano di essere consultati prima di qualsiasi decisione di questo tipo, che incide direttamente sulla sicurezza europea e sul territorio Nato.

Nei principali capitali dell’Alleanza si riteneva che un eventuale disimpegno delle forze Usa sarebbe avvenuto in modo ordinato e concertato, con gli alleati pienamente informati per evitare gravi ripercussioni sulle capacità di deterrenza della Nato.

Le critiche Usa ai Paesi dell'Ue

Gli ambienti Nato traggono conclusioni anche sulla tempistica dell’annuncio, arrivato dopo che Trump si era risentito per le dichiarazioni del cancelliere tedesco Frederic Merz, che giorni prima aveva affermato che l’Iran stava "umiliando" gli Stati Uniti e che Washington era entrata in guerra con una strategia mal concepita.

"La cifra di cinquemila è un numero di facciata che Trump ha tirato fuori dal nulla perché voleva fare qualcosa di eclatante nel quadro del suo scontro con Merz", ha detto a Euronews una fonte statunitense.

Mercoledì sera, dopo le osservazioni di Merz, Trump aveva pubblicato un primo messaggio in cui affermava che il Pentagono stava "studiando" come ridurre la presenza USsa in Germania, aggiungendo poi che "il cancelliere della Germania dovrebbe passare più tempo a porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina... e a sistemare il suo Paese allo sfascio".

Qualche ora dopo, il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato a Fox News che il segretario alla Guerra ha "ordinato il ritiro di circa cinquemila soldati dalla Germania".

La Casa Bianca si è inoltre infuriata con gli alleati europei per aver respinto gli appelli di Trump a partecipare alla guerra in Iran. Il presidente ha preso di mira alcuni di loro, e la stessa Alleanza Atlantica, definendola una "tigre di carta".

"Diciamo solo che è passato pochissimo tempo tra il primo post di Trump, in cui diceva che stava “studiando” come ridurre le truppe dopo il litigio con Merz, e il successivo annuncio improvviso", ha riferito a Euronews un’altra fonte della Nato.

Portavoce Nata: Europa investa di più nella difesa

Nel frattempo Allison Hart, portavoce del segretario generale della Nato Mark Rutte, ha diffuso una nota in cui afferma: "Stiamo lavorando con gli Stati Uniti per comprendere i dettagli. Questo adeguamento sottolinea la necessità che l’Europa investa di più nella difesa e si assuma una quota maggiore di responsabilità per la nostra sicurezza condivisa".

Le truppe statunitensi sono fortemente presenti in Germania fin dai tempi della Guerra fredda e oggi contano oltre 36.000 militari in servizio attivo. La loro presenza non è considerata solo un retaggio di quel periodo, ma anche un importante strumento di proiezione della potenza americana a livello globale.

Secondo Daalder, è proprio questo l’aspetto che l’amministrazione Trump non ha colto. L’ex ambasciatore ritiene che il presidente stia perdendo di vista il quadro generale nel tentativo di punire gli alleati europei per non essere entrati in guerra in Iran.

"Pensa di poter punire gli alleati ritirando le truppe, ma così danneggia gli interessi dell’America", ha aggiunto Daalder e ha poi detto: "Non fa che dimostrare di non capire in che modo vengono tutelati gli interessi degli Stati Uniti".

"È convinto che abbiamo truppe in Europa solo per fare un favore agli altri", ha aggiunto, parlando con Euronews al telefono dagli Stati Uniti. "In definitiva, l’Europa non è più al primo, né al secondo, al terzo o nemmeno al quarto posto nell’elenco delle priorità degli Usa", ha concluso l'ex ambasciatore.

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