Le infezioni sessualmente trasmissibili di origine batterica sono in aumento da un decennio in tutta Europa e hanno raggiunto livelli record, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) di origine batterica, tra cui sifilide e gonorrea, stanno raggiungendo livelli record in tutta Europa, secondo i nuovi dati pubblicati giovedì dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
«Le infezioni sessualmente trasmesse sono in aumento da 10 anni e nel 2024 hanno raggiunto livelli record», ha dichiarato Bruno Ciancio, responsabile dell’unità Malattie a trasmissione diretta e prevenibili con vaccino dell’Ecdc.
«Se non vengono trattate, queste infezioni possono causare gravi complicazioni, come dolore cronico e infertilità e, nel caso della sifilide, problemi al cuore o al sistema nervoso».
Gli ultimi dati relativi al 2024 mostrano che le segnalazioni di gonorrea e sifilide, insieme alla sifilide congenita, hanno raggiunto il livello più alto da oltre un decennio, a conferma di una trasmissione sostenuta in numerosi Paesi.
I casi di gonorrea hanno raggiunto quota 106.331, con un aumento del 303% rispetto al 2015, e i casi di sifilide sono più che raddoppiati nello stesso periodo, arrivando a 45.577. La clamidia resta l’IST più frequentemente notificata, con 213.443 casi, secondo il rapporto.
Forte aumento della gonorrea
Il tasso di segnalazione della gonorrea nel 2024 è il più alto registrato da quando l’Ecdc ha avviato, nel 2009, la sorveglianza delle infezioni sessualmente trasmesse.
La gonorrea è un’IST causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae. Molte infezioni decorrono in modo asintomatico, soprattutto nelle donne, il che può portare a diagnosi tardive, complicazioni e trasmissione continua.
Tra il 2023 e il 2024, il tasso complessivo è aumentato del 4,3%. Tra gli uomini, l’aumento è stato del 7,9%, con i tassi più alti nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni. Più della metà dei casi del 2024 riguarda uomini che hanno rapporti sessuali con uomini.
Tra le donne, invece, il tasso complessivo è diminuito dell’8,6%. I casi più numerosi sono stati segnalati nella fascia 20-24 anni.
«Una parte di questi casi può essere dovuta a una maggiore consapevolezza e a un aumento dei test, ma tassi elevati di gonorrea tra le donne in età fertile destano preoccupazione per il rischio potenziale di complicanze a carico dell’apparato riproduttivo», ha avvertito l’Ecdc.
Nel complesso, nel 2024 i tassi più elevati si sono registrati in Irlanda, Malta, Islanda, Lussemburgo, Danimarca e Spagna.
Aumento «preoccupante» della sifilide congenita
L’Ecdc ha rilevato un forte aumento della sifilide congenita, con un numero di casi che ha raggiunto il livello più alto dal 2009, quasi raddoppiando rispetto al 2023.
La sifilide congenita è un’infezione che si verifica quando la sifilide viene trasmessa da una persona in gravidanza infetta al feto durante la gestazione.
L’Ecdc sottolinea che la trasmissione può avvenire in qualsiasi fase dell’infezione e in qualunque momento della gravidanza; il rischio è però massimo nelle persone in gravidanza con una sifilide iniziale non trattata.
Tra il 2015 e il 2024, la Bulgaria ha riportato il maggior numero di casi (195), seguita da Portogallo (96) e Ungheria (91).
«La sifilide congenita è una condizione prevenibile e la sua eliminazione nell’Ue/See è un obiettivo raggiungibile», si legge nel rapporto.
L’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha fissato per il 2030 un obiettivo di eliminazione di meno di un caso ogni 100.000 nati vivi.
Il rapporto raccomanda di rafforzare la prevenzione tra la popolazione eterosessuale, potenziare i programmi di screening e valutare la possibilità di ripetere universalmente il test nel terzo trimestre di gravidanza per tutte le donne incinte.
Perché le IST sono in aumento?
Tra le possibili cause dei tassi elevati registrati negli ultimi anni tra uomini e donne eterosessuali ci sono cambiamenti nei comportamenti sessuali, che comportano un rischio maggiore di trasmissione delle IST.
«L’uso del preservativo è diventato sempre più raro: lo si usa sempre meno», ha spiegato Josep Mallolas, responsabile dell’unità HIV/Aids dell’Hospital Clínic di Barcellona, che non ha partecipato alla stesura del rapporto.
«In secondo luogo, è aumentato il numero di partner sessuali, non il numero di rapporti, che sarebbe meno rilevante. Questo è particolarmente evidente tra le fasce più giovani della popolazione, a partire dalla pubertà, passando per l’adolescenza fino alle persone tra i 20 e i 30 anni», ha aggiunto.
Non sono però solo cattive notizie. L’Ecdc segnala che anche l’aumento degli screening e dei test, insieme a sistemi di notifica più efficienti, può contribuire in parte ai numeri più alti.
Il rapporto rileva che, in risposta al recente aumento dei casi, alcuni Paesi hanno modificato le politiche di test e migliorato l’accesso ai test gratuiti e all’auto-prelievo.
Il Centro avverte comunque che sono necessari più dati per comprendere meglio l’andamento dei contagi nei diversi Paesi e gruppi di popolazione.