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Meta accusata di usare "momfluencer" per pilotare il dibattito sulla sicurezza dei minori

ARCHIVIO - In questa foto si vedono, da sinistra, i loghi delle app per smartphone di Facebook e Instagram a New York, il 5 ottobre 2021.
ARCHIVIO - In questa foto sono visibili, da sinistra, i loghi delle app per smartphone di Facebook e Instagram, a New York, il 5 ottobre 2021. Diritti d'autore  AP Photo/Richard Drew, file
Diritti d'autore AP Photo/Richard Drew, file
Di Anna Desmarais
Pubblicato il
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Secondo un nuovo rapporto, influencer genitori e medici avrebbero sostenuto gli account per adolescenti di Meta, nonostante le critiche sulla sicurezza dei giovani sulle sue piattaforme.

Secondo un nuovo rapporto, Meta si sarebbe rivolta a influencer che si occupano di genitorialità per ammorbidire la propria immagine sulla sicurezza dei minori, mentre era nel mirino per l’influenza delle sue piattaforme sui più giovani.

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Il Tech Transparency Project (TTP), un centro di ricerca statunitense, sostiene che la promozione da parte di Meta dei “Teen Accounts” di Instagram facesse parte di uno sforzo più ampio per orientare il dibattito pubblico sulla responsabilità delle piattaforme.

Il rapporto afferma che l’azienda avrebbe costruito una rete di centinaia di creator online e delle cosiddette “momfluencer”, invitandoli a eventi mirati per promuovere i nuovi account.

Secondo il rapporto, gli influencer avrebbero poi ripetuto ai propri follower i messaggi chiave dell’azienda, accompagnandoli in alcuni casi da avvertenze o hashtag che indicavano una collaborazione a pagamento.

La pubblicazione del rapporto arriva dopo che Meta ha perso diverse cause intentate negli Stati Uniti, in cui si sostiene che il gruppo non abbia tutelato i minori sulle sue piattaforme. In un’azione avviata da Raul Torrez, procuratore generale del New Mexico, si afferma inoltre che Meta non abbia protetto i minori dallo sfruttamento sessuale.

Chi ha promosso i Teen Accounts?

Secondo Instagram, i Teen accounts (fonte in inglese) includono funzionalità integrate per gli under 17 che limitano i contatti indesiderati e la visualizzazione di contenuti dannosi, e offrono anche strumenti aggiuntivi come la gestione del tempo di utilizzo.

Tra i nomi citati nel rapporto c’è l’influencer ed ex star di Duck Dynasty Sadie Robertson Huff, che in un video pubblicato nel 2024 ha lodato i Teen Accounts di Instagram ai suoi milioni di follower.

«Hanno appena lanciato questi nuovi Teen Accounts che secondo me sono davvero incredibili», ha detto Robertson Huff nel video, che riportava l’indicazione di una partnership con Instagram.

Tra gli influencer che hanno elogiato pubblicamente il sistema dei Teen Accounts dopo aver partecipato agli eventi figurano anche Alexia Delarosa, Noelle Downing e il volto dei reality Leroy Garrett.

Euronews Next ha contattato per un commento gli influencer citati nel rapporto e Meta, ma non ha ricevuto una risposta immediata.

In dichiarazioni alla CNN, Garrett ha difeso la sua collaborazione con Meta, affermando: «È fondamentale che tutti uniamo gli sforzi per affrontare questi problemi e promuovere un ambiente online più sicuro per i nostri giovani».

Meta ha dichiarato alla CNN di collaborare «con orgoglio» con creator e genitori per far conoscere i propri strumenti di controllo parentale.

Il rapporto del TTP afferma inoltre di aver individuato 11 medici, psicologi e terapeuti che hanno promosso i nuovi account. Altri cinque medici sono intervenuti come relatori agli eventi di Meta, il che, secondo il rapporto, lascerebbe intendere che abbiano ricevuto un compenso.

Tra questi figurano la specialista in medicina dell’adolescenza Hina Talib e la psicologa Ann-Louise Lockhart, che hanno pubblicato messaggi a sostegno dei Teen Accounts dichiarando però i loro rapporti economici con Meta.

Talib ha dichiarato al TTP di aver collaborato brevemente con Meta per alcuni interventi pubblici e un post sui social, ma ha aggiunto di aver insistito per utilizzare parole proprie invece dei messaggi preparati dall’azienda. Euronews Next ha contattato in modo indipendente Talib per una sua replica.

La battaglia politica sulle leggi per la verifica dell’età

Secondo l’inchiesta, Meta avrebbe inoltre utilizzato gli influencer per sostenere una delle sue principali priorità politiche: una normativa che obblighi gli app store di Apple e Google a occuparsi della verifica dell’età e dell’autorizzazione dei genitori quando i minori scaricano le app.

Meta sostiene che i genitori dovrebbero poter approvare o respingere le richieste dei figli di scaricare app di social media e che, in questo processo, andrebbe verificata anche l’età dei minori.

Il rapporto sostiene che questi influencer vengano utilizzati in un’operazione di astroturfing politico per creare consenso intorno a proposte di legge che spostano sugli app store, e non su singole app come Instagram, la responsabilità di verificare l’età degli utenti.

Esperti avevano spiegato in precedenza a Euronews Next che la verifica a livello di app store non basta a garantire un’esperienza online più sicura per i minori, perché non affronta i problemi sistemici delle app di social media, come le «funzionalità che creano dipendenza», ad esempio lo scorrimento infinito.

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