Con 132 voti favorevoli e 81 contrari, la Camera ha approvato il testo del decreto fiscale che solo poco prima aveva incassato la questione di fiducia posta dal Governo
La Camera ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto fiscale, che interviene su fisco, competitività, lavoro e misure emergenziali. I voti favorevoli sono stati 132, mentre 81 i voti contrari.
Mercoledì mattina Montecitorio ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo sul decreto, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica e precedentemente approvato dal Senato con un testo modificato.
Gli interventi del decreto legge fiscale
Il decreto raccoglie un ampio ventaglio di interventi, dalle nuove regole Iva per le operazioni permutative e le dazioni in pagamento fino al regime dei lavoratori impatriati, passando per questioni che riguardano accise, riscossione, fiscalità locale, porti e lavoro marittimo, spettacolo, internazionalizzazione delle imprese e pagamenti elettronici.
Una delle principali novità, che mira a rispondere alle contestazioni della Commissione europea nell'ambito della procedura Eu Pilot, riguarda la revisione della base imponibile Iva per le operazioni permutative. Con l'approvazione del decreto, il valore imponibile viene ancorato al valore monetario indicato nei contratti, purché non inferiore ai costi sostenuti.
Sul fronte del lavoro, il decreto interviene sul regime degli impatriati, estendendo il divieto di cumulo con la flat tax per i neo-residenti a partire dal periodo d'imposta 2027. Introduce, inoltre, novità per il lavoro marittimo: alcune tipologie di reddito per i marittimi residenti in Italia imbarcati su navi estere oltre 183 giorni, in presenza di specifiche condizioni, verranno escluse dall'Irpef.
Importanti interventi riguardano anche il settore delle imprese e competitività, che include misure per il settore marittimo, incentivi per l'artigianato, interventi sul porto di Piombino e norme legate all'organizzazione dell'America's Cup a Napoli nel 2027.
Il decreto fiscale prevede anche crediti d'imposta per carburanti agricoli e strumenti per sostenere l'internazionalizzazione delle imprese colpite da rincari energetici e crisi internazionali.
Sul fronte della riscossione e della fiscalità locale, il provvedimento interviene su Imu, imposta provinciale di trascrizione, tariffa idrica e definizione agevolata dei carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, estendendo alcune misure anche agli enti territoriali.
Critiche dall'opposizione
Alcune voci di dura critica si sono levate dall'opposizione.
"L'unico Decreto fiscale che servirebbe al Paese dovrebbe redistribuire il reddito. Extra profitti, grandi patrimoni, ricchezze concentrate in pochissime mani restano indisturbate dalle vostre leggi che neanche conoscono i concetti di giustizia sociale e giustizia salariale. La fiscalità dovrebbe servire per dare forma ad un modello di sviluppo: dovreste ridurre i sussidi ambientalmente dannosi, finanziare la riconversione ecologica. Questo testo invece è un manifesto del fallimento del governo Meloni", ha dichiarato il vicepresidente di Alleanza verdi e sinistra, Marco Grimaldi.
"Ennesimo decreto, ennesima fiducia in dispregio della Carta fondamentale e del ruolo del Parlamento", ha sostenuto dal canto suo la deputata del Movimento 5 Stelle Enrica Alifano, sottolineando che si tratta di "un quadro non chiaro per imprese e cittadini".
"Un'occasione persa", ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, sottolineando il disappunto per la mancata approvazione dell'emendamento che estendeva anche al settore delle telecomunicazioni il giro di vite contro il telemarketing selvaggio.