Il generale libico Almasri ha fatto ricorso alla Corte dell’Aja per bloccare il processo a suo carico per crimini di guerra. La difesa chiede che il caso passi alla Libia. Sulla vicenda pesa la decisione dell’Italia di non averlo arrestato nel 2025
La difesa del generale libico Almasri ha presentato un ricorso contro per contestare l'ammissibilità del procedimento aperto nei suoi confronti dalla Corte penale internazionale. Il militare è accusato di crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi in Libia.
I legali deI Usama al-Masri Nagim, citando gli articoli 17 e 19 dello Statuto di Roma, sostengono che il caso debba essere trattato dalle autorità libiche e non dalla Corte dell'Aia.
Secondo quanto appreso dall'agenzia di stampa Ansa, il ricorso è stato trasmesso alla Camera preliminare I. Con un'ordinanza datata 13 maggio, i giudici hanno fissato al prossimo 3 luglio il termine entro il quale la Libia e la procura della Corte penale internazionale dovranno presentare le loro osservazioni in merito alla richiesta della difesa.
Lo scontro sul rimpatrio del generale Almasri
La vicenda legale si inserisce in uno scontro che coinvolge direttamente l'Italia. Lo scorso 2 aprile, la Corte penale internazionale ha deferito l'Italia all'Assemblea degli Stati membri, l'organo di governo della Cpi, per "l'inadempimento a una richiesta di cooperazione" circa il caso del generale libico.
Al centro della questione c'è il rimpatrio del generale, che ha sollevato forti polemiche. Il 17 ottobre 2025, la Camera preliminare I ha dichiarato che l'Italia non ha rispettato gli obblighi internazionali, perché non ha arrestato e consegnato il generale libico mentre si trovava in territorio italiano.
Almasri era stato fermato a Torino il 19 gennaio 2025 su mandato della Cpi, ma il ministero della Giustizia italiano non aveva dato seguito al provvedimento.
Almasri era stato quindi riportato a Tripoli a bordo di un volo dei servizi segreti italiani. In seguito, a luglio, la procura di Tripoli ha revocato la sospensione del caso e ha avviato le indagini su di lui, fino al nuovo arresto del generale avvenuto in Libia a novembre.