Israele apre due inchieste penali sulla morte di Hind Rajab e di 15 soccorritori a Gaza, dopo l'esame di 150 episodi
L'esercito israeliano ha annunciato l'apertura di due inchieste penali su altrettanti episodi tra i più controversi della guerra a Gaza: la morte della bambina palestinese Hind Rajab, cinque anni, insieme a sei familiari e a due soccorritori della Mezzaluna Rossa, e l'uccisione di 15 operatori sanitari e di soccorso palestinesi a Rafah. La decisione arriva dopo l'esame di circa 150 episodi relativi alla condotta delle truppe israeliane nella Striscia.
Si tratta di una decisione rara: secondo l'Associated Press, sono le prime inchieste penali annunciate dall'esercito israeliano sulla condotta delle proprie truppe durante la guerra a Gaza. Ma il provvedimento è già accompagnato da forti critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, che mettono in dubbio l'efficacia delle procedure interne israeliane nel portare a vere incriminazioni e condanne.
Il caso di Hind Rajab
Hind Rajab fu uccisa nel gennaio 2024, quando cercava di fuggire da Gaza City insieme alla famiglia. La bambina rimase intrappolata in un'auto crivellata di proiettili, circondata dai corpi dei suoi parenti.
Durante l'attacco, la cugina quindicenne Layan Hamada riuscì a telefonare alla Mezzaluna Rossa palestinese. Nella registrazione diffusa dall'organizzazione si sente la ragazza descrivere la situazione e chiedere aiuto. Poco dopo, la comunicazione si interrompe tra gli spari. Hind rimase invece viva e riuscì a parlare con gli operatori della Mezzaluna Rossa mentre i soccorritori cercavano di ottenere l'autorizzazione per raggiungerla.
Quando finalmente fu possibile raggiungere la zona, quasi due settimane dopo, Hind era morta insieme ai familiari. Poco distante venne ritrovata anche l'ambulanza inviata per soccorrerla, con i corpi dei due paramedici Yusuf al-Zeino e Ahmed al-Madhoun.
Il caso aveva già portato a un'inchiesta militare israeliana che nel febbraio 2024 aveva inizialmente sostenuto che non vi fossero soldati israeliani nell'area al momento dell'attacco. Successive ricostruzioni e analisi hanno però indicato la presenza di mezzi corazzati israeliani nella zona.
Nel luglio 2024 esperti indipendenti delle Nazioni Unite avevano affermato che l'uccisione di Hind, dei suoi familiari e dei due paramedici poteva configurare un crimine di guerra, chiedendo un'indagine immediata e indipendente.
Ora il caso sarà sottoposto a un'inchiesta penale.
I 15 paramedici uccisi a Rafah
Il secondo procedimento riguarda l'episodio del 23 marzo 2025 nel quartiere di Tel al-Sultan, a Rafah, nel sud della Striscia.
Quindici operatori di soccorso palestinesi furono uccisi mentre intervenivano in un'area colpita dalle operazioni militari. Tra le vittime c'erano membri della Mezzaluna Rossa palestinese, della Protezione civile e un dipendente dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, l'UNRWA. I loro corpi furono successivamente recuperati in una fossa comune insieme ai resti dei mezzi di soccorso.
In un primo momento l'esercito israeliano aveva sostenuto che i veicoli si fossero avvicinati alle truppe in modo sospetto, senza fari e senza segnali di emergenza. Le immagini recuperate dal telefono di uno dei soccorritori hanno però mostrato ambulanze con le luci lampeggianti accese e i simboli della Mezzaluna Rossa ben visibili. L'esercito ha quindi modificato la propria ricostruzione.
Una precedente indagine militare aveva parlato di "errori professionali" e di violazioni delle procedure, disponendo il licenziamento del vice comandante dell'unità coinvolta e una censura formale nei confronti di un altro comandante. Non aveva però portato all'apertura di un procedimento penale.
Le nuove indagini dovranno dunque stabilire se vi siano elementi sufficienti per ipotizzare responsabilità penali individuali.
Cinque casi esaminati, due diventano inchieste penali
L'esercito ha fatto sapere di aver completato la valutazione di circa 150 episodi relativi alla condotta dei militari a Gaza. Tra i casi sottoposti a un esame approfondito, cinque hanno portato a una decisione specifica: in due, quelli relativi a Hind Rajab e ai 15 soccorritori, sarà aperta un'inchiesta penale; negli altri tre non saranno invece avviati procedimenti penali.
Tra i casi esclusi figurano l'attacco dell'aprile 2024 contro il convoglio della World Central Kitchen, nel quale furono uccisi sette operatori umanitari, e due episodi che hanno coinvolto personale di Medici senza frontiere. In questi casi l'esercito ha ritenuto che non vi fossero gli elementi necessari per procedere penalmente, pur avendo individuato in alcuni episodi errori o carenze operative.
La scelta ha già alimentato nuove polemiche. Le organizzazioni per i diritti umani contestano soprattutto il fatto che siano le stesse strutture militari israeliane a valutare la condotta dei propri soldati. Il caso di Hind Rajab, in particolare, è diventato negli ultimi anni uno dei simboli internazionali delle accuse rivolte a Israele per la condotta delle sue operazioni a Gaza.
L'annuncio rappresenta quindi un passo inedito sul piano delle indagini interne israeliane, ma non equivale ancora a un'accusa né tantomeno a una condanna. Saranno le nuove inchieste a dover stabilire se le condotte dei militari coinvolti possano configurare reati.