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Ungheria, oltre 300 siti contaminati da amianto: sotto accusa vuoti normativi e scarsa prevenzione

Esame delle pietre nell'area di Oladi-plató di Szombathely, attualmente in costruzione 14 maggio 2026
Esame delle pietre nell'area di Oladi-plató di Szombathely, attualmente in costruzione 14 maggio 2026 Diritti d'autore  Euronews/KR
Diritti d'autore Euronews/KR
Di Rita Konya
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Attualmente in Europa non esiste una regolamentazione preventiva dell'amianto presente in natura. Più di 300 siti nella metà occidentale del Paese sono già stati trovati ricoperti da aggregati contenenti amianto

Centinaia di superfici stradali nell’ovest dell'Ungheria potrebbero potrebbero essere contaminate dall'amianto. Una di queste aree è l’Oladi-plató, quartiere residenziale attualmente in costruzione a Szombathely: secondo le autorità, la zona potrebbe essere esposta alla contaminazione da otto-dieci anni, da quando cioè vengono trasportate pietre provenienti da cave austriache nei dintorni.

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Tamás Weiszburg, geologo ed ex direttore del Dipartimento di Mineralogia dell'Elte, ha spiegato dell'amianto: "Di per sé è solo un pezzo di roccia, è la forma che conta. Stiamo parlando di una fibra molto sottile che può ingannare i meccanismi di difesa dell'organismo e quindi può essere un grave cancerogeno.

“Come un serpente, si inserisce nel flusso dell’aria e può arrivare fino ai bronchi, da dove non esce più. E poiché è lungo, le cellule deputate a inglobarlo non riescono a isolarlo correttamente, creando così uno stato infiammatorio permanente. Col tempo, questa infiammazione cronica può trasformarsi in cancro”, ha spiegato il geologo, sottolineando che si tratta di un “killer silenzioso”: i tumori causati dall’amianto possono svilupparsi anche decenni dopo l’inalazione delle fibre minerali.

Se sigillato correttamente, non fa male

Weiszburg ha inoltre sottolineato che il problema principale è che le strade costruite con pietrisco contenente amianto non sono state ricoperte con uno strato protettivo finale, né asfaltate.

Secondo il geologo, nelle regioni occidentali del Paese esistono centinaia di chilometri di strade che non causano alcun problema proprio perché ricoperte da uno strato di chiusura. Tuttavia, se queste strade dovessero essere aperte per qualsiasi motivo - lavori fognari o altri interventi - sarà sempre necessario verificare se il fondo stradale contiene amianto oppure no. In caso affermativo, fino alla nuova chiusura del manto stradale, i lavoratori dovranno essere protetti con adeguate maschere di sicurezza durante i lavori.

László Gajdos, Ministro dell'Ambiente e della Vita e András Nemény, Sindaco di Szombathely - Szombathely, 14 maggio 2026.
László Gajdos, Ministro dell'Ambiente e della Vita e András Nemény, Sindaco di Szombathely - Szombathely, 14 maggio 2026. Euronews/KR

Il caso verrà presentato al governo lunedì

László Gajdos, Ministro dell'Ambiente, ha visitato il distretto di Szombathely, abitato principalmente da famiglie con bambini piccoli.

Riducendo la velocità delle auto siamo già riusciti a ottenere molto: si solleva meno polvere”, ha detto al ministro András Nemény, sindaco della città. Inoltre, l’area viene costantemente irrigata con acqua.

“Tre contee sono coinvolte e non sappiamo ancora dove siano finite le pietre provenienti dalle cave austriache, quattro delle quali sono già state chiuse. Una quinta è ancora operativa ed è da lì che continuano a trasportare pietre. Ritengo che la questione debba essere discussa a livello interministeriale e che sia necessario prendere una decisione rapidamente. Per questo porterò il caso davanti al governo lunedì”, ha dichiarato László durante una breve conferenza stampa sul posto.

Mancanza di uan regolamentazione preventiva

Weiszburg ritiene che la contaminazione sia stata resa possibile sia dalla mancanza di conoscenze sul problema sia da un vuoto normativo: attualmente, infatti, in Europa non esiste una regolamentazione preventiva sull’amianto naturale.

"È possibile che un lato della stessa miniera contenga amianto e l'altro no. Quindi non stiamo parlando di una situazione di degrado ambientale deliberato", ha spiegato. “Esiste certamente un vuoto legislativo e vale la pena individuare eventuali responsabili, ma bisogna anche considerare che, nonostante fosse scientificamente e geologicamente noto che alcune cave contenessero amianto, in Austria non hanno potuto né voluto vietarne ufficialmente l’attività estrattiva. E questo perché una legge di questo tipo semplicemente non esiste”, ha sottolineato.

Finora sono già stati individuati più di 300 siti contaminati e almeno tre contee risultano certamente coinvolte. Non solo a Szombathely, ma anche a Sopron e Kőszeg, superfici e aree naturali sono state ricoperte con pietrisco contenente amianto naturale.

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