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Dichiarazione sugli investimenti: Trump incassa maxi profitti dalle scommesse Big Tech

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla dallo Studio Ovale della Casa Bianca, a Washington, l'11 maggio 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla dallo Studio Ovale della Casa Bianca, a Washington, l'11 maggio 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Jacquelyn Martin
Diritti d'autore AP Photo/Jacquelyn Martin
Di Quirino Mealha
Pubblicato il
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Una recente dichiarazione etica rivela che il presidente USA Donald Trump ha effettuato oltre 3.600 operazioni in azioni nel primo trimestre 2026, per un valore tra 220 milioni di dollari (188 milioni di euro) e 750 milioni (641 milioni di euro).

L’ultima dichiarazione finanziaria di Donald Trump ha aperto una finestra insolitamente dettagliata sull’ampiezza e il ritmo dell’attività di trading legata al portafoglio d’investimenti del presidente degli Stati Uniti.

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Il documento, presentato giovedì all’US Office of Government Ethics tramite due moduli OGE Form 278-T, rende note oltre 3.600 operazioni eseguite tra gennaio e la fine di marzo 2026.

Il valore complessivo degli scambi va da almeno 220 milioni di dollari (188 milioni di euro) fino a 750 milioni di dollari (641 milioni di euro), poiché le dichiarazioni etiche federali richiedono solo ampie fasce di valore e non cifre precise.

Ai presidenti degli Stati Uniti non è vietato operare sui mercati finanziari, ma devono comunicare le operazioni personali. Non sono emerse accuse né sono stati indicati episodi provati di insider trading, ma le rivelazioni sollevano comunque interrogativi etici e rilanciano la pressione per introdurre limiti al trading.

Le dichiarazioni non precisano se sia stato Trump a impartire direttamente gli ordini. Il suo patrimonio personale e l’impero aziendale sono gestiti attivamente dai figli Donald Trump Jr. ed Eric Trump, ma alcune voci indicano anche il coinvolgimento di broker.

I documenti mostrano un’ampia esposizione ad alcuni dei grandi nomi di Wall Street, in particolare nel settore tecnologico e soprattutto nell’intelligenza artificiale.

ARCHIVIO. Donald Trump Jr. ed Eric Trump al discorso sullo stato dell’Unione, 24 febbraio 2026
ARCHIVIO. Donald Trump Jr. ed Eric Trump al discorso sullo stato dell’Unione, 24 febbraio 2026 AP Photo/Alex Brandon

Gli acquisti di singole azioni Nvidia, Microsoft, Broadcom, Amazon, Apple e di altri titoli hanno avuto un controvalore compreso tra 1 milione di dollari (856.000 euro) e 5 milioni di dollari (4,27 milioni di euro). Gli ordini di acquisto di AMD, Intel, Goldman Sachs, Alphabet, Airbnb, DoorDash, Micron, Bloom Energy e altri titoli sono invece compresi tra 500.000 dollari (427.500 euro) e 1 milione di dollari (856.000 euro).

Il presidente statunitense Donald Trump ha inoltre dichiarato centinaia di vendite di azioni, per importi che vanno da 15.000 dollari (12.825 euro) fino a 25 milioni di dollari (21,37 milioni di euro).

Secondo il rapporto, e ipotizzando che le posizioni siano rimaste sostanzialmente invariate dalla fine di marzo, Trump registra utili pari ad almeno il 20% su quasi tutti i titoli citati e su altri ancora.

In particolare Trump è in guadagno di oltre il 100% su AMD, Intel, Iridium Communications, Bloom Energy, Intuitive Machines, Marvell Technology, Penguin Solutions, SanDisk, Seagate, Vishay Intertechnology e altri titoli.

Dalle date delle operazioni appare anche evidente che Trump ha approfittato del forte calo dei prezzi a marzo, innescato dallo scoppio della guerra in Iran. L’indice S&P 500 ha perso oltre l’8% e ha toccato il minimo alla fine del mese, per poi risalire di circa il 19% fino a nuovi massimi storici.

Tentativi di vietare il trading azionario ai funzionari pubblici

Al Congresso degli Stati Uniti è in corso un’iniziativa bipartisan per approvare un divieto di negoziazione di azioni per i funzionari pubblici, e diversi progetti di legge si trovano in varie fasi dell’iter legislativo.

L’iniziativa più rilevante è il "Restore Trust in Congress Act" ("Ripristinare la fiducia nel Congresso"), un disegno di legge bipartisan presentato al Congresso a settembre 2025 dal deputato repubblicano Chip Roy e dal deputato democratico Seth Magaziner.

Il testo vieterebbe ai membri del Congresso, ai loro coniugi e ai figli a carico di possedere o negoziare singoli titoli azionari e altri investimenti coperti dal provvedimento. Una proposta analoga al Senato è stata presentata a gennaio 2026 dalla senatrice repubblicana Ashley Moody e dalla senatrice democratica Kirsten Gillibrand.

Secondo i promotori, la versione per la Camera dei rappresentanti ha raccolto oltre 120 co-sponsor, mentre una "discharge petition" lanciata dalla deputata repubblicana Anna Paulina Luna punta a portare il testo in aula anche senza l’approvazione della leadership.

È aperto anche un dibattito separato sul fatto se il divieto debba andare oltre il Congresso e riguardare anche il presidente e il vicepresidente.

Alcune proposte sostenute dai Democratici estenderebbero i vincoli anche al potere esecutivo, in parte in risposta alle preoccupazioni legate alle attività economiche e alle operazioni finanziarie del presidente Donald Trump rese pubbliche dalle dichiarazioni.

La senatrice repubblicana Ashley Moody parla con un giornalista prima di una visita del presidente statunitense Donald Trump, Florida, 1° maggio 2026
La senatrice repubblicana Ashley Moody parla con un giornalista prima di una visita del presidente statunitense Donald Trump, Florida, 1° maggio 2026 AP Photo/Phelan M. Ebenhack

Al Senato una versione dell’ETHICS Act ha superato l’esame di commissione nel 2025 e vieterebbe il trading azionario ai membri del Congresso, al presidente e al vicepresidente, anche se compromessi ed eccezioni hanno complicato il suo percorso politico.

Nonostante un sostegno dell’opinione pubblica insolitamente ampio a regole più severe sul trading, il tema resta politicamente controverso. I parlamentari repubblicani e democratici non concordano se imporre ai funzionari la vendita completa delle partecipazioni esistenti o solo lo stop a nuovi acquisti di azioni.

C’è inoltre disaccordo sul fatto se includere coniuge e familiari e se estendere i divieti anche al presidente.

Diverse proposte hanno superato la fase di commissione o raccolto abbastanza sostegni da poter arrivare in aula alla Camera, ma nessun divieto organico è ancora stato trasformato in legge.

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