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Il teologo sulla balena Timmy: "È successo qualcosa di simbolico"

Una persona spruzza acqua su una megattera spiaggiata al largo dell'isola di Poel, in Germania, al tramonto di venerdì 24 aprile 2026.
Una persona spruzza acqua su una megattera spiaggiata al largo dell'isola di Poel, in Germania, al tramonto di venerdì 24 aprile 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Nela Heidner
Pubblicato il
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Dalla balena "Timmy" alle salsicce sul barbecue: una discussione con lo zoologo e teologo Rainer Hagencord. "Soggiogate la terra" è scritto nell'Antico Testamento - per alcuni una giustificazione allo sfruttamento, per altri un mandato ad assumersi la responsabilità del creato

l teologo e zoologo Rainer Hagencord denuncia l’allevamento industriale come un sistema disumano che distruggeanimali, ambiente e salute umana, invitando a ripensare il rapporto tra uomo e natura.

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La visione di Rainer Hagencord sugli animali e la crisi climatica

“Gli animali non sono inferiori agli esseri umani, ma creature simili a noi”. È questa la convinzione che guida da oltre trent’anni il lavoro di Rainer Hagencord, teologo cattolico e fondatore dell’Istituto di Zoologia Teologica di Münster, in Germania. Un percorso unico, che unisce zoologia e teologia per riflettere sul rapporto tra uomo, animali e ambiente in un’epoca segnata dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità.

Secondo Hagencord, la sofferenza degli animali marini e terrestri non è più ignorabile. Il recente caso della balena “Timmy”, ribattezzata anche “Hope”, ha suscitato una forte emozione collettiva, dimostrando quanto gli esseri umani siano capaci di empatia verso un animale in difficoltà.

Il caso della balena “Timmy” e la compassione verso gli animali

Per il teologo, la compassione mostrata nei confronti della balena è del tutto legittima. “Quando vediamo un animale soffrire o morire, si risveglia qualcosa dentro di noi”, spiega Hagencord.

Secondo il teologo, il caso di “Timmy” rappresenta qualcosa di simbolico: la dimostrazione che gli esseri umani possono ancora provare vicinanza emotiva verso gli animali. Tuttavia, questa sensibilità spesso non si traduce in comportamenti concreti rispetto agli altri esseri viventi.

La contraddizione tra amore per gli animali domestici e allevamento intensivo

Hagencord evidenzia una forte contraddizione presente nella società moderna. Da un lato molte persone amano profondamente i propri animali domestici, dall’altro continuano ad accettare senza esitazione il sistema dell’allevamento industriale.

“**Sappiamo ormai che maiali, polli, bovini e tacchini hanno emozioni e capacità social**i”, afferma il teologo. Eppure miliardi di animali continuano a nascere e vivere in condizioni intensive per soddisfare la domanda di carne a basso costo.

Per Hagencord, questa indifferenza collettiva rappresenta una vera follia etica e culturale.

Allevamento industriale: impatto su ambiente, salute e biodiversità

Secondo Hagencord, il problema non riguarda soltanto il benessere animale. L’intero sistema produttivo dell’allevamento intensivo produce conseguenze devastanti sull’ambiente e sulla salute umana.

Le foreste pluviali vengono abbattute per coltivare soia destinata ai mangimi, le falde acquifere vengono contaminate e l’uso massiccio di antibiotici negli allevamenti favorisce enormi profitti per l’industria farmaceutica.

Il teologo sottolinea come l’allevamento industriale contribuisca anche alla perdita di biodiversità e agli squilibri climatici globali.

Il concetto di “peccato strutturale” nell’industria della carne

Hagencord definisce l’allevamento intensivo un vero e proprio “peccato strutturale”, riprendendo un concetto della teologia della liberazione latinoamericana.

Si tratta di un sistema economico e produttivo che genera sofferenza in modo sistematico: pochi soggetti accumulano enormi profitti mentre animali, ambiente e persone subiscono le conseguenze negative.

Secondo il teologo, l’industria della carne e quella farmaceutica sono oggi i principali beneficiari di questo modello produttivo.

Le critiche alle leggi sul benessere animale

Il teologo critica duramente anche l’ipocrisia delle normative sul benessere animale. Sebbene le leggi riconoscano formalmente gli animali come esseri degni di tutela, autorizzano comunque pratiche tipiche degli allevamenti intensivi.

Tra queste ci sono mutilazioni, castrazioni senza anestesia e altre procedure giustificate da “motivi ragionevoli”. Un concetto che, secondo Hagencord, dovrebbe essere profondamente ripensato.

Carne a basso costo e consumismo: la denuncia di Hagencord

Hagencord punta il dito anche contro il consumismo moderno e la ricerca ossessiva della carne a basso prezzo.

“Alcuni spendono migliaia di euro per un barbecue, ma pretendono che una cotoletta costi pochi centesimi”, osserva il teologo, denunciando la perdita di consapevolezza rispetto al valore della vita animale e ai costi reali della produzione industriale.

Gli effetti psicologici degli allevamenti intensivi sulle persone

Secondo Hagencord, la brutalità dell’allevamento industriale non colpisce soltanto gli animali, ma anche gli esseri umani che vi lavorano quotidianamente.

Il teologo racconta la testimonianza della moglie di un allevatore di maiali, la quale confessò di non poter continuare il proprio lavoro se avesse pensato costantemente alla dignità degli animali.

“Qualcosa muore dentro le persone”, afferma Hagencord, riferendosi all’impatto psicologico e umano di un sistema basato sulla sofferenza animale.

La speranza nelle nuove generazioni per il futuro degli animali

Nonostante il quadro drammatico, Hagencord continua a guardare con speranza alle nuove generazioni.

Dopo decenni di battaglie culturali e morali, il teologo ritiene che proprio i giovani possano sviluppare una nuova consapevolezza sul rapporto tra uomo, animali e ambiente, mettendo finalmente in discussione un modello economico e produttivo considerato ormai insostenibile.

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