Dopo decenni di investimenti militari limitati, la ricostruzione dell'industria della difesa europea richiede tempo, coordinamento e una ferma direzione strategica.
La difesa europea sta entrando in una fase di accelerazione, ma gli esperti sottolineano come il punto critico non sia solo costituito da tecnologia e risorse disponibili, quanto soprattutto la rapidità di adattamento, la cooperazione tra le istituzioni e il superamento degli ostacoli burocratici che spesso rallentano i progressi.
In occasione della conferenza che precede una delle principali fiere internazionali del settore difesa e sicurezza, la Defence Exhibition Athens (Defea) si è sottolineato come l'efficacia dello sforzo di difesa europeo dipende in larga misura dal coordinamento tra la Nato e l'Unione Europea, oltre che dalla preparazione industriale.
Giotti Hirani-Draver, direttrice operativo di Diana, il programma Nato lanciato per sviluppare tecnologie dual-use (civili e militari), ha parlato del ruolo dell'innovazione nelle moderne applicazioni di difesa e della rapida evoluzione delle tecnologie di settore.
Ha osservato: "lavoriamo con innovatori in un'ampia gamma di tecnologie, come i sistemi decisionali assistiti. È estremamente importante che i combattenti sul campo ricevano informazioni precise e rapide per poter intervenire efficacemente".
Ha inoltre fatto riferimento alle tecnologie di sorveglianza e rilevamento, nonché agli esempi di start-up europee, sottolineando che "l'innovazione europea è in costante evoluzione e ogni anno migliora la qualità" e l'importanza di condividere le competenze tra Europa, Stati Uniti e Canada.
Il segretario generale dell'Associazione europea delle industrie aerospaziali, di sicurezza e di difesa (Asd Europe), Camille Grand, ha osservato che "la cosa fondamentale è garantire che il ritmo dell'innovazione non sia rallentato da vincoli burocratici".
Ha aggiunto poi come l'esperienza dell'Ucraina dimostra l'importanza del rapido adattamento e della modernizzazione delle tecnologie e ha sottolineato come l'innovazione proviene sia dalle piccole imprese e dalle start-up sia dalle grandi aziende che investono in ricerca e sviluppo.
Nel complesso, come hanno sottolineato gli operatori del settore e i funzionari governativi al Defea, l'Europa sta compiendo un difficile ma necessario passo verso il riarmo dopo decenni di investimenti limitati nel settore della difesa. La sfida è quella di recuperare rapidamente il terreno perduto, ma la ricostruzione dell'industria della difesa richiede tempo, coordinamento e una solida direzione strategica.