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Crisi dei dazi: Šefčovič ammonisce gli Stati Uniti e chiede il rispetto degli accordi di Turnberry

Il rappresentante degli Stati Uniti per il commercio Jamieson Greer partecipa a una conferenza stampa congiunta durante la riunione dei ministri del Commercio dell'UE presso il palazzo del Consiglio europeo a Bruxelles, il 24 novembre 2025.
Il rappresentante degli Stati Uniti per il commercio Jamieson Greer partecipa a una conferenza stampa congiunta durante la riunione dei ministri del Commercio dell'UE presso il palazzo del Consiglio europeo a Bruxelles, il 24 novembre 2025. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Peggy Corlin
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Commissario Ue Šefčovič incontra gli Usa a Parigi per salvare l'accordo di Turnberry. Scontro sui dazi auto al 25 per cento e divergenze tra Parlamento Europeo, Francia e Germania sul futuro dei negoziati transatlantici

I rapporti commerciali transatlantici attraversano una fase di profonda incertezza. Il Commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič, ha incontrato martedì a Parigi il Rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Jamieson Greer, per esortare formalmente l'amministrazione americana a onorare gli impegni presi quasi un anno fa a Turnberry, in Scozia.

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L'incontro, durato circa novanta minuti, si è reso necessario a seguito di una crescente escalation di tensioni legata all'attuazione dell'accordo siglato nel luglio 2025 tra il presidente Donald Trump e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Il punto di rottura riguarda principalmente il tetto delle tariffe doganali. Se l'accordo di Turnberry stabiliva un limite massimo del 15 per cento sulle merci europee, le recenti minacce della Casa Bianca di imporre dazi del 25 per cento sul settore automobilistico rappresentano una violazione diretta di tali termini.

La situazione appare già compromessa per diverse categorie di prodotti: attualmente gli Stati Uniti impongono una tariffa del 10 per cento che, sommandosi ai dazi preesistenti, porta la tassazione su alcune esportazioni come i formaggi fino al 30 per cento, raddoppiando di fatto il limite concordato.

Šefčovič ha chiesto con fermezza un rapido ritorno all'aliquota tariffaria onnicomprensiva del 15 per cento, chiarendo al contempo la posizione di Bruxelles sull'attuazione dei propri impegni. Se da una parte Washington preme affinché l'Unione europea acceleri l'iter legislativo per azzerare i dazi sui beni industriali statunitensi, dall'altra il processo rimane bloccato dalle tensioni tra i governi nazionali e il Parlamento europeo.

Gli eurodeputati sono infatti determinati a inserire clausole di salvaguardia che condizionino i tagli tariffari europei all'effettivo rispetto dell'accordo da parte americana. Inoltre, il Parlamento spinge per l'introduzione di una clausola di decadenza che porrebbe fine all'intesa nel marzo 2028, a meno di un rinnovo esplicito.

Questa linea rigorosa trova il pieno sostegno della Francia, ma si scontra con la posizione della Germania e di altri Stati membri, i quali preferirebbero mantenere intatto l'accordo originale del 2025 per evitare ulteriori ritorsioni. Il round di negoziati previsto per mercoledì sera sarà fondamentale per determinare se le due potenze riusciranno a trovare un compromesso o se si scivolerà verso uno scontro commerciale aperto.

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