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Maxi rave illegale in Francia: ancora in migliaia a Cornusse tra le proteste

Il luogo del rave party del 4 maggio 2026.
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Di Jean-Philippe Liabot
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Tra 17.000 e 40.000 persone a Cornusse per un rave illegale su area militare. Interventi delle autorità, rischi per ordigni inesplosi e scontro politico in Francia

Dal 1° maggio la piccola cittadina di Cornusse, nel centro della Francia, si è trasformata nel cuore di uno dei più grandi rave party degli ultimi anni. Tra le 17.000 e le 40.000 persone, secondo diverse stime, hanno occupato illegalmente circa 10.000 ettari di terreno militare nei pressi di Bourges per partecipare a una gigantesca festa libera.

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L’evento è stato organizzato dal collettivo Tekno Anti Rep con l’obiettivo di protestare contro il previsto inasprimento delle leggi sui raduni non autorizzati. Nonostante l’intento dichiarato fosse quello di unire musica e rivendicazione, il rave ha rapidamente acceso un acceso dibattito a livello nazionale.

Secondo la prefettura del dipartimento di Cher, dopo quattro giorni di festeggiamenti intensi, erano ancora circa 5.000 le persone presenti sul posto. Le autorità hanno effettuato quasi 20.000 controlli, emesso oltre 3.500 multe, sequestrato 63 armi e arrestato 9 individui. I servizi di emergenza hanno assistito 87 persone, quattro delle quali in condizioni critiche, con un aumento segnalato di incidenti gravi legati al consumo di droga.

Alcuni di coloro che vi hanno partecipato hanno ancora un ricordo vivido, come dimostrano diversi messaggi postati sulla rete X.

Sul campo restano dispiegati circa 600 gendarmi e 250 vigili del fuoco, mentre sono stati registrati anche danni materiali nell’area occupata. Il dispositivo di sicurezza rimarrà attivo fino alla completa conclusione dell’evento.

Particolarmente preoccupante è stata la scelta del luogo: il rave si è svolto su un poligono militare attivo, dove il rischio di ordigni inesplosi ha fatto scattare immediatamente l’allarme. La prefettura e il ministro dell’Interno Laurent Nuñez hanno lanciato ripetuti avvertimenti, sottolineando come anche un semplice falò o il calpestio del terreno potessero provocare una tragedia. Gli artificieri sono intervenuti dopo il ritrovamento di due granate nei pressi dell’accampamento.

I partecipanti al rave party vicino a Bourges fanno le valigie
I partecipanti al rave party vicino a Bourges fanno le valigie Capture

Nonostante le raccomandazioni degli organizzatori – tra cui il divieto di scavare o raccogliere oggetti metallici – i timori sono rimasti elevati per tutto il fine settimana. Il ministro ha inoltre annunciato che tutti i partecipanti saranno multati sia per l’ingresso in un’area militare sia per la partecipazione a un raduno illegale.

Sul piano politico, le reazioni sono state contrastanti. Se alcune voci conservatrici hanno criticato quello che definiscono un atteggiamento troppo permissivo dello Stato, esponenti della sinistra hanno espresso maggiore comprensione. La deputata ecologista Sandrine Rousseau ha dichiarato di comprendere il bisogno dei giovani di spazi alternativi per esprimersi, mentre esponenti de La France insoumise hanno difeso il diritto alle feste libere.

Il caso si inserisce in un contesto di stretta normativa. Il governo francese sta infatti portando avanti il disegno di legge “RIPOST”, che prevede sanzioni più severe per gli organizzatori di rave illegali, fino a due anni di carcere e 30.000 euro di multa, oltre a multe per i partecipanti e sequestro immediato delle attrezzature.

La proposta include anche misure contro il consumo di protossido di azoto, i rodei urbani, la violenza negli stadi e il traffico di droga, oltre a nuovi strumenti di sorveglianza per le forze dell’ordine.

Intanto, sono già state annunciate manifestazioni in diverse città francesi, tra cui Parigi, per protestare contro quella che molti considerano una stretta eccessiva sulle libertà individuali.

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