Il ministro francese dell’Interno Laurent Nuñez ha promesso di "reprimere più severamente" i raduni festivi "illegali". Mentre il teknival si va svuotando, ai partecipanti vengono inflitte multe a raffica
Il ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez si è recato domenica a Cornusse, nel dipartimento dello Cher, dove da venerdì è in corso un rave su un campo di tiro dell'esercito francese, finora svoltosi senza incidenti gravi.
Giunto sul posto, il ministro ha sorvolato il sito a bordo di un elicottero della gendarmeria nazionale e ha visitato un presidio medico installato ai margini dell'accampamento. L'area ha riunito tra le 17mila e le 40mila persone provenienti da tutta Europa.
La scelta del luogo non è casuale: in un comunicato che imita un'ordinanza prefettizia, diffuso sabato, gli organizzatori ricordano che il ministro è originario di Bourges, capoluogo del dipartimento. Spiegano di voler occupare simbolicamente il poligono per "celebrare la gioia e l'aiuto reciproco", con un messaggio antimilitarista e di contestazione della politica repressiva dello Stato nei confronti dei ravers.
L'esecutivo francese verso la stretta sui rave
La risposta dell'esecutivo è netta: nessuna concessione. Davanti alla stampa, Nuñez ha dichiarato che queste rivendicazioni non faranno che "rafforzare la determinazione del governo a reprimere più duramente questo tipo di organizzazioni selvagge che i nostri concittadini non comprendono".
Il ministro dell'Interno francese ha denunciato "la leggerezza" dei partecipanti che "invadono" questo terreno "senza preoccuparsi della vita che vi si svolge, né dei disagi che ciò provoca".
Nuñez ha inoltre annunciato che il governo continuerà a sostenere il progetto di legge "Ripost", adottato in Consiglio dei ministri a fine marzo, che inasprisce le sanzioni contro i raduni illegali non dichiarati. "Organizzare una rave party d'ora in poi costituirà un reato punito con due anni di carcere e 30mila euro di multa", ha insistito il ministro dell'Interno, aggiungendo che sarà introdotto anche un reato di partecipazione a questi eventi.
Mentre i primi festaioli lasciavano il sito nel pomeriggio di domenica, il ministro ha avvertito che tutti coloro che "usciranno dal teknival saranno sanzionati a doppio titolo": per intrusione in un terreno militare o per mancato rispetto dell'ordinanza del prefetto.
Le autorità, inizialmente colte di sorpresa, hanno rapidamente dispiegato un imponente dispositivo di sicurezza. Oltre 600 gendarmi restano mobilitati nei dintorni del teknival.
Secondo un bilancio provvisorio comunicato dal ministro, almeno 33 persone sono state assistite dai servizi di soccorso, di cui dodici trasportate in ospedale, "in parte per consumo di stupefacenti".
Fin dall'inizio le forze dell'ordine avevano segnalato i rischi "pirotecnici" legati alla possibile presenza di munizioni inesplose in questo campo di tiro, utilizzato ancora di recente per prove del cannone Caesar.
Sabato la prefettura aveva segnalato il ritrovamento di una prima granata vicino a una strada dipartimentale, ai margini del sito. Un secondo proiettile, rinvenuto in seguito, è attualmente "in corso di neutralizzazione", ha precisato Laurent Nuñez.