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Condannato a Londra per terrorismo: voleva attaccare l’ambasciata israeliana armato di coltelli

Veduta generale dell'esterno della Central Criminal Court, comunemente nota come Old Bailey, a Londra, 22 ottobre 2021
Veduta generale dell'esterno della Central Criminal Court, comunemente nota come Old Bailey, a Londra, 22 ottobre 2021 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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I servizi di sicurezza britannici hanno innalzato il livello di minaccia terroristica a "grave", secondo livello più alto del sistema a cinque gradi. Significa che un attacco è ritenuto "altamente probabile nei prossimi sei mesi"

Una giuria del tribunale Old Bailey di Londra ha dichiarato colpevole un migrante kuwaitiano di 34 anni, Abdullah Albadri, per aver pianificato un attacco con coltelli contro l’ambasciata israeliana.

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Secondo quanto emerso durante il processo, l’uomo aveva tentato di introdursi nella sede diplomatica nell’ovest della capitale britannica nell’aprile 2025, scavalcando una recinzione alta circa tre metri armato di due coltelli. Fermato da agenti armati, avrebbe dichiarato apertamente l’intenzione di compiere un’azione violenta all’interno dell’edificio.

Le immagini delle bodycam della polizia, mostrate in aula, hanno documentato il momento dell’arresto: Albadri avrebbe detto agli agenti di voler "commettere un crimine" e di agire per "vendicare" la morte di bambini nella Striscia di Gaza. Durante la perquisizione, le forze dell’ordine hanno inoltre rinvenuto una cosiddetta "nota di martirio".

In seguito, l’imputato ha negato le accuse, sostenendo che i coltelli fossero per uso personale e legati alla sua condizione di senzatetto. Tuttavia, dopo quasi 14 ore di deliberazione, la giuria ha respinto la sua versione, riconoscendolo colpevole di preparazione di atti terroristici e possesso di armi.

Lo skyline di Kuwait City, 19 luglio 2009
Lo skyline di Kuwait City, 19 luglio 2009 AP Photo

Il caso presenta anche un forte risvolto legato all’immigrazione. Albadri era entrato nel Regno Unito due volte attraversando la Manica su piccole imbarcazioni, ma la sua richiesta di asilo era stata respinta nell’aprile 2025. In aula ha dichiarato di aver subito persecuzioni in Kuwait per attività legate ai diritti umani.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Chris Henry, ha descritto l’uomo come una persona "in uno stato di totale disperazione", sottolineando le difficoltà psicologiche affrontate dopo il rigetto della domanda di asilo e l’obbligo di lasciare il centro di accoglienza.

La condanna arriva in un momento particolarmente delicato per la sicurezza nel Regno Unito. Le autorità hanno recentemente innalzato il livello di minaccia terroristica a "grave", indicando che un attacco è considerato altamente probabile nel breve termine. La decisione segue una serie di episodi preoccupanti, tra cui accoltellamenti e atti incendiari che hanno preso di mira la comunità ebraica londinese.

Albadri resta ora in custodia cautelare in attesa della sentenza, che sarà pronunciata nelle prossime settimane. Il caso riaccende il dibattito su sicurezza, radicalizzazione e gestione dei richiedenti asilo nel Regno Unito, in un contesto europeo segnato da tensioni crescenti.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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