I Paesi europei stanno rilanciando il servizio di leva in un contesto di contrazione degli effettivi militari e di tensioni geopolitiche. Ci si chiede però se il servizio militare obbligatorio possa colmare tutte le lacune
Tra la pressione legata alla guerra in Ucraina e le critiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump agli alleati della Nato, diversi Stati europei si sono mossi per potenziare le proprie capacità di difesa. Una delle componenti chiave, in questo senso, è evidentemente l'esercito. In molti casi nell'Unione europea sono presenti riserve, ma le misure di coscrizione variano fortemente da Paese a Paese.
In dieci Paesi dell'Ue è in vigore la leva obbligatoria
Almeno dieci Stati membri hanno il servizio di leva in vigore. Austria, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia e Lituania lo prevedono obbligatorio solo per gli uomini, mentre Danimarca e Svezia anche per le donne. La coscrizione in questi Paesi può durare fino a quindici mesi, con la Croazia che richiede il periodo di servizio più breve: solo due mesi.
D'altra parte, gli altri Paesi dell'Ue prevedono il servizio militare su base volontaria, ma anche in questo caso le modalità di applicazione appaiono differenti. Ad esempio, i diciottenni tedeschi che vivono in Germania sono soggetti a una registrazione obbligatoria e devono compilare un questionario in cui possono segnalare il loro interesse ad arruolarsi.
Cosa è cambiato di recente in Europa
Circa ottocento croati si sono dovuti presentare per il servizio militare obbligatorio all'inizio di marzo di quest'anno. Il parlamento di Zagabria ha votato la reintroduzione del servizio militare obbligatorio lo scorso ottobre, dopo che era stato sospeso nel 2008 quando il Paese era passato a un sistema volontario.
Il programma offre benefici come una remunerazione mensile di 1.100 euro, il credito contributivo (il che significa che il tempo trascorso a prestare servizio conta ai fini dell'esperienza lavorativa complessiva) e l'accesso preferenziale all'impiego nel settore pubblico.
In Germania, dall'inizio del 2026, gli uomini tedeschi di età compresa tra i 17 e i 45 anni devono chiedere l'approvazione per i soggiorni all'estero per più di tre mesi, anche se l'approvazione è, in linea di principio, considerata una formalità. Il requisito fa parte della legge sulla modernizzazione del servizio militare, che estende al tempo di pace una restrizione precedentemente limitata ai periodi di tensione o di conflitto.
Personale militare ridotto in media del 16 per cento in dieci anni
Il personale militare si è ridotto in media del 16 per cento tra il 2010 e il 2020, secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione europea delle associazioni e dei sindacati militari (Euromil). Il Belgio e la Germania hanno registrato le diminuzioni maggiori, rispettivamente del 26,5 e del 25 per cento.
D'altro canto, Ungheria e Svezia hanno registrato i maggiori aumenti, entrambi del 25 per cento. Sempre secondo Euromil, i bassi salari, lo squilibrio tra lavoro e vita privata e l'ambiente di lavoro negativo sono tra le principali ragioni che incidono sui tassi di mantenimento nelle forze armate di ciascun Paese.
Per le donne negli eserciti, inoltre, ci sono ulteriori ostacoli. Nonostante abbiano meno probabilità di essere associate a problemi di droga o di avere precedenti penali rispetto alle loro controparti maschili, le donne soldato devono affrontare problemi che vanno dai casi di violenza sessuale alle molestie, fino alla mancata disponibilità di un'uniforme femminile.