La spesa militare mondiale sta raggiungendo nuovi record e la Germania si sta armando pesantemente. Secondo un recente rapporto dell'istituto di ricerca sulla pace Sipri, Berlino sta investendo nella difesa più di quanto abbia fatto da decenni
Nel 2025 la Germania ha raggiunto un traguardo significativo, diventando per la prima volta il Paese europeo con la maggiore spesa militare, superando il Regno Unito. A rivelarlo sono i dati annuali dell’Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma, uno dei principali centri di analisi globale sul tema della sicurezza.
A livello mondiale, la spesa militare ha continuato a crescere per l’undicesimo anno consecutivo, raggiungendo nel 2025 la cifra record di circa 2.900 miliardi di dollari, segno di un contesto internazionale sempre più instabile e competitivo.
Aumento record della spesa militare
Particolarmente rilevante è il balzo registrato dalla Germania, che ha incrementato il proprio budget per la difesa di circa il 24 per cento, arrivando a 114 miliardi di dollari. Questo dato colloca Berlino al quarto posto nel mondo, dietro a Stati Uniti, Cina e Russia.
Per la prima volta dalla fine della Guerra fredda, la Germania ha inoltre superato l’obiettivo del 2 per cento del Pil destinato alla difesa fissato dalla Nato, segnando un cambiamento significativo nella sua politica di sicurezza.
L’obiettivo del 2 per cento rappresenta oggi solo una base di riferimento. Durante il vertice dell’Aia del 2025, i Paesi membri della Nato hanno discusso traguardi più ambiziosi, con la prospettiva di portare la spesa fino al 5 per cento del Pil includendo anche investimenti legati alla sicurezza.
Secondo il rapporto Sipri, la Germania ha registrato “tassi di crescita a due cifre per il terzo anno consecutivo”, con l’obiettivo di raggiungere il 3,5 per cento del Pil entro il 2029. Questo aumento è stato possibile anche grazie alla sospensione del freno al debito nel 2022 e alla creazione di un fondo speciale da 100 miliardi di euro per la modernizzazione della Bundeswehr.
L’Europa si riarma: cresce l’incertezza globale
La crescita della spesa tedesca si inserisce in una tendenza più ampia: in Europa, infatti, gli investimenti militari sono aumentati complessivamente di circa il 14 per cento. Un fenomeno che riflette il deterioramento della sicurezza internazionale.
Gli esperti del Sipri sottolineano che, quando l’incertezza aumenta, gli Stati tendono a investire di più nelle forze armate. I conflitti in corso restano il principale motore di questa dinamica, dalla guerra in Ucraina al rafforzamento militare della Russia, fino all’incremento dei bilanci della difesa in diversi Paesi asiatici.
Secondo i ricercatori, non ci sono segnali di un’inversione di tendenza nel breve periodo. “Il 2026 non sembra portare meno guerre del 2025”, evidenzia il rapporto, indicando come le tensioni globali restino elevate. Tra i fattori chiave vi sono la guerra in Ucraina, il confronto con la Russia e i crescenti dubbi sul ruolo a lungo termine degli Stati Uniti come garanti della sicurezza internazionale. Tutti elementi che stanno spingendo molti Paesi a rafforzare le proprie capacità difensive.
Stati Uniti: calo temporaneo ma leadership stabile
Proprio gli Stati Uniti rappresentano un caso particolare: nel 2025 hanno registrato una lieve riduzione della spesa militare, dovuta in gran parte alla temporanea diminuzione degli aiuti all’Ucraina. Nonostante ciò, restano di gran lunga la principale potenza militare mondiale.
Gli esperti ritengono che questo calo sia solo temporaneo e prevedono una nuova crescita nei prossimi anni. Di recente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che Washington continuerà a fornire armi a Kiev, confermando la centralità degli Stati Uniti nello scenario globale.
I dati del Sipri basano su un database aggiornato annualmente e considerato tra i più completi e affidabili a livello globale. Offrono una fotografia dettagliata dell’evoluzione delle spese militari nel mondo, evidenziando come la crescente instabilità internazionale stia spingendo sempre più Paesi a investire nella difesa e nella sicurezza.