In un mondo sempre più instabile, i cittadini dell'Unione europea differiscono su quanto ritengono che Bruxelles debba spendere per la propria difesa e sicurezza. La maggioranza chiede più investimenti
Con le relazioni transatlantiche ai minimi storici, l'Europa sta cercando disperatamente di recuperare, rafforzare e appropriarsi delle proprie capacità di difesa.
Ma, nonostante gli sforzi, la maggioranza degli europei sembra dubitare delle capacità dei propri governi di proteggerli, secondo gli ultimi dati dell'Eurobarometro.
In particolare, più di due terzi degli europei ritengono che il loro Paese sia minacciato con Francia (79 per cento degli intervistati), Paesi Bassi (77 per cento) e Danimarca (76 per cento). Mentre le percentuali più basse sono state registrate in Slovenia (50 per cento), Croazia (52 per cento) e Repubblica Ceca (52 per cento).
Allo stesso tempo, i cittadini dell'Ue fanno una netta distinzione tra le minacce al proprio Paese e quelle a se stessi. Il 51 per cento, infatti, non è crede che la propria sicurezza personale sia a rischio.
Spinta dalla guerra della Russia in Ucraina, negli ultimi anni l'Ue ha cercato di adottare misure accelerate per rafforzare le proprie capacità di difesa, concentrandosi sugli acquisti congiunti e sull'espansione industriale.
Tra queste misure vi sono il piano ReArm Europe, concepito per incrementare la spesa per la difesa, e lo strumento di prestito Security Action for Europe (Safe), che consente agli Stati membri di prendere in prestito denaro per finanziare appalti congiunti e rafforzare l'industria della difesa europea.
Le iniziative sembrano essere state accolte con favore dall'opinione pubblica, che ha espresso fiducia nella capacità di Bruxelles di rafforzare la difesa.
Più della metà degli europei ha fiducia nell'Ue per il rafforzamento della sicurezza e della difesa (52 per cento), soprattutto in Paesi come Lussemburgo (76 per cento), Portogallo (74 per cento), Cipro (73 per cento) e Lituania (71 per cento).
Gli intervistati più giovani, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, hanno più fiducia nell'Ue in materia di sicurezza e difesa rispetto ad altre fasce d'età, in particolare a quelli di 55 anni in su.
Ciononostante, un numero significativo di europei è insoddisfatto della quantità di risorse che Bruxelles sta investendo nelle sue capacità militari.
Secondo lo studio, quasi un terzo dei cittadini ritiene che l'Ue non investa abbastanza nella difesa e nella sicurezza, mentre il 14 per cento pensa che investa troppo.
La richiesta di maggiori investimenti da parte dell'Unione eruopa aumenta con l'età: il 27 per cento degli intervistati di età compresa tra i 15 e i 24 anni afferma di volerne di più, mentre sale al 35 per cento tra coloro che hanno più di 55 anni.
Spazio: il futuro della difesa e della sicurezza?
Gli europei non si limitano a considerare le capacità terrestri del continente, ma guardano anche allo spazio.
Circa il 53 per cento degli intervistati ha dichiarato all'Eurobarometro che la sicurezza e la difesa dovrebbero essere una priorità per i programmi di politica spaziale dell'Ue, seguite da altre aree come l'ambiente e il cambiamento climatico e la crescita dell'industria europea.
Tra le recenti iniziative spaziali dell'Ue c'è Iris², una costellazione di connettività sicura e multiorbitale per rafforzare la resilienza informatica e la comunicazione strategica ad alta velocità tra i governi e i cittadini del blocco, riducendo la dipendenza da fornitori stranieri.
La piena operatività è prevista tra il 2027 e il 2030, pochi anni dopo il lancio della Strategia spaziale dell'Ue per la sicurezza e la difesa, volta a proteggere le risorse spaziali del blocco da minacce come gli attacchi antisatellitari.