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Africa, Papa Leone XIV in Camerun: "Coinvolgere i leader religiosi nella mediazione politica"

Papa Leone XIV arriva all’aeroporto internazionale di Yaoundé-Nsimalen, Camerun, mercoledì 15 aprile 2026, nel terzo giorno di un viaggio apostolico di 11 giorni in Africa.
Papa Leone XIV arriva all’aeroporto internazionale di Yaoundé-Nsimalen, Camerun, mercoledì 15 aprile 2026, nel terzo giorno di un viaggio apostolico di 11 giorni in Africa. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
Di Arnold KOKA
Pubblicato il
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L'Africa è un continente chiave per la Chiesa cattolica, con più di 288 milioni di fedeli. Ma il viaggio di Prevost ha anche un valore politico, ponendosi come contraltare alla politica aggressiva di Donald Trump

Prosegue il viaggio apostolico in Africa di Papa Leone XIV, che dopo l'Algeria mercoledì è volato in Camerun, nella capitale Yaoundé.

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È la seconda tappa del tour di dieci giorni di Prevost in Africa, che lo porterà anche in Angola e in Guinea Equatoriale, fino al 23 aprile.

Papa Leone: "Coinvolgere leader religiosi nella mediazione politica"

Raggiunta la capitale Yaoundé, Prevost ha incontrato il presidente, Paul Biya, e il primo ministro camerunense, Joseph Dion Ngute, e il corpo diplomatico.

Nel palazzo presidenziale della capitale, accanto a Biya, leader novantaduenne del Paese, Papa Leone ha ripetuto gli appelli contro la guerra e la radicalizzazione.

"Il mondo ha sete di pace […]. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli!", ha detto il Pontefice. "La pace non si decreta: si accoglie e si vive. È un dono di Dio, che si sviluppa in un’opera paziente e collettiva. È responsabilità di tutti, in primo luogo delle autorità civili".

Prevost ha anche invitato a coinvolgere i leader religiosi nella diplomazia e nella mediazione politica, in quanto "le tradizioni religiose, quando non vengono stravolte dal veleno dei fondamentalismi, ispirano profeti di pace, giustizia, perdono e solidarietà”.

"Favorendo il dialogo interreligioso e coinvolgendo i leader religiosi nelle iniziative di mediazione e riconciliazione, la politica e la diplomazia possono avvalersi di forze morali in grado di placare le tensioni, di prevenire le radicalizzazioni e di promuovere una cultura di stima e rispetto reciproco".

Già sul volo dall'Algeria a Yaoundé, il Pontefice aveva rimarcato la rilevanza del dialogo interreligioso come fonte di ispirazione per la stabilità internazionale. Riferendosi alla visita alla Grande Moschea di Algeri aveva detto: "Sebbene abbiamo credenze diverse, modi diversi di pregare e di vivere, possiamo comunque vivere insieme in pace".

"Promuovere questa immagine è qualcosa di cui il mondo ha bisogno oggi, e che possiamo continuare a offrire insieme con la nostra testimonianza mentre proseguiamo questo viaggio apostolico".

Prevost ha poi lanciato un monito anche per la difesa dei diritti umani in un mondo sempre più concentrato sulla sicurezza. "La sicurezza è una priorità, ma va sempre esercitata nel rispetto dei diritti umani, unendo rigore e magnanimità, con particolare attenzione ai più vulnerabili".

Prevost visita Bamenda, cuore del conflitto tra governo e separatisti

Giovedì Papa Leone è in visita a Bamenda, nel Camerun nord-occidentale. Al confine con la Nigeria, l'area è da anni colpita dal conflitto tra governo centrale e separatisti degli "Amba Boys". Qui nel 2017 i gruppi paramilitari indipendentisti hanno annunciato la nascita dello "Stato Federale di Ambazonia". Da allora la regione è precipitata nel caos, con migliaia di morti, sfollati e rapimenti.

La violenza ha colpito la comunità cattolica, con diversi sacerdoti rapiti dagli Amba Boys, mentre il Vaticano ha tentato di promuovere il dialogo ma con scarsi risultati.

Venerdì il programma prevede la celebrazione della messa da parte di Prevost al Japoma Stadium di Douala, capitale economica del Paese, davanti a 50mila persone.

L'Africa ospita 288 milioni di cattolici

La Chiesa cattolica è una potenza demografica in Africa. Il continente ospita un quinto della popolazione cattolica mondiale, circa 288 milioni di persone. Nel 2013, erano 185 milioni. Il dato è in crescita, non solo per il boom demografico dell'area, ma anche per le attività umanitarie e di mediazione promosse dal Vaticano.

Non a caso il Pontefice ha dato grande priorità alla regione, visitandola prima ancora del Sud America, dove ha trascorso vent'anni.

Con tappe in undici città, quattro Paesi e 18mila chilometri di percorso, Prevost investe su uno dei teatri più strategici per il cattolicesimo nel mondo.

Oltre al valore strategico, il tour in Africa conferma la politica di Papa Leone orientata al dialogo interreligioso e all'attenzione per le periferie. La visita in Algeria, Paese a maggioranza musulmana, pone Prevost come un contraltare moderato rispetto alla diplomazia aggressiva degli Stati Uniti.

Un tale approccio era già stato confermato dal primo viaggio apostolico del Pontefice, che nel 2025 aveva visitato la Turchia e il Libano.

Dopo gli attacchi di Donald Trump, che lo ha definito "debole" e "pessimo in politica estera", il viaggio di Prevost in Africa intende rafforzare la centralità del continente per la politica vaticana, ma soprattutto sottolineare un modo differente di condurre la diplomazia internazionale.

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