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Italia a 40 gradi, i rider scioperano per avere le stesse tutele degli altri lavoratori a rischio

A food delivery rider rides in an empty and sunny road, in Milan, Italy, Wednesday, July 8, 2026. (AP Photo/Luca Bruno)
A food delivery rider rides in an empty and sunny road, in Milan, Italy, Wednesday, July 8, 2026. (AP Photo/Luca Bruno) Diritti d'autore  AP Photo/Luca Bruno
Diritti d'autore AP Photo/Luca Bruno
Di Cecilia Attanasio Ghezzi & Agenzie
Pubblicato il
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Giovedì 15 città italiane con il bollino rosso per il caldo estremo. I lavoratori delle consegne a domicilio in agitazione. Gli operatori di Glovo, Deliveroo e Just Eat chiedono il blocco delle attività nelle ore più calde senza che questo comporti una riduzione delle retribuzioni

L’anticiclone africano riporta il caldo torrido sull’Italia. La Penisola si addentra nella terza ondata di calore dell’estate, con le colonnine di mercurio pronte a sfiorare nuovi record.

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Mercoledì ci sono sette città da bollino rosso per il ministero della Salute: a Brescia, Firenze, Perugia e Torino si aggiungono Bologna, Frosinone e Roma.

Numero che da giovedì schizza a 15. Si aggiungono: Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo.

La Sardegna è la regione più calda. I 40 gradi sono già stati raggiunti, ma il peggio è atteso nei prossimi giorni, quando nelle zone interne si potrebbero sfiorare i 45. E l’isola è già assediata da diversi incendi sparsi sul territorio.

Dove e perché i rider scioperano

È per far fronte a queste difficili condizioni meteo e per l'ennesima tutela negata che i rider scendono in piazza. In cima alla lista delle richieste del sindacato per i lavoratori cosiddetti atipici Nidil-Cgil c’è lo stop alle consegne nelle ore più calde. Chiedono che il blocco non abbia ripercussioni sul salario: se c’è un obbligo di fermarsi, quel tempo deve essere retribuito.

Nel tardo pomeriggio di mercoledì in alcune grandi città italiane comincerà uno sciopero dei rider di Glovo e Deliveroo, le due tra le principali app di consegna a domicilio in Italia. C’è anche Just Eat, i cui rider non aderiranno perché già più tutelati. A Milano e Firenze lo sciopero comincerà alle 18, a Bologna alle 16:30, e nelle tre città ci saranno anche cortei. I rider del Piemonte sciopereranno invece domani, giovedì 16 luglio, dalle 10 alle 17.

Come le piattaforme di consegna a domicilio aggirano le ordinanze per tutelare i lavoratori più esposti al caldo

Molte regioni e comuni hanno emanato ordinanze che obbligano i lavoratori più esposti al caldo a fermarsi nelle ore centrali della giornata, tra le 12:30 e le 16, nei giorni in cui è previsto il cosiddetto bollino rosso, cioè il massimo livello di allerta per le condizioni meteo.

Sarebbero inclusi anche i rider, ma le stesse ordinanze prevedono che i lavoratori possano continuare a lavorare anche in quelle ore se l’azienda li mette in condizione di farlo in sicurezza, cioè grazie all’introduzione di non meglio specificate "misure di riduzione del rischio".

Così le piattaforme di consegna a domicilio forniscono ai rider corsi di formazione online sui rischi di lavorare al caldo e danno loro acqua e protezione solare: poi ognuno di loro può scegliere se e quando lavorare.

La scelta non è però del tutto libera, perché la retribuzione dei rider assunti con contratti di collaborazione varia a seconda di quante consegne fanno: se smettono di lavorare per il caldo non consegnano, e dunque non guadagnano.

Questo non vale per buona parte dei rider di Just Eat, che invece è assunta e ha diritto alle tutele dei lavoratori dipendenti. Anche loro hanno una parte del compenso legata al numero di consegne, ma sono tutelati da una paga oraria che spetta loro in ogni caso.

Cosa chiedono i rider

Con gli scioperi i rider chiedono dunque alle aziende che le ordinanze vengano applicate sensatamente, e la garanzia di ricevere comunque i compensi a cui rinuncerebbero fermandosi nelle ore più calde. Lo sciopero ovviamente tiene dentro anche le questioni più ampie del settore, come la richiesta di assumere i rider più assidui.

Giovedì è prevista l'apertura di un tavolo nazionale al ministero del Lavoro tra i sindacati e le piattaforme che da tempo hanno ingaggiato un negoziato per il riconoscimento di maggiori tutele, come le assunzioni e anche la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali, come per esempio la cassa integrazione per il caldo, che garantiscano la continuità del reddito.

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