Trump ha giustificato il mancato preavviso agli alleati sull'attacco in Iran citando Pearl Harbor in conferenza stampa. L'imbarazzo della premier giapponese Sanae Takaichi seduta accanto a lui: l'attacco segnò l'entrata in guerra degli Stati Uniti contro il Giappone nella Seconda guerra mondiale
Donald Trump ha spiegato giovedì di non avere informato preventivamente gli alleati dell'attacco contro l'Iran per preservare l'effetto sorpresa dell'operazione, facendo riferimento al bombardamento di Pearl Harbor, proprio mentre sedeva accanto nello Studio Ovale alla premier del Giappone, Sanae Takaichi.
L'attacco giapponese al porto delle Hawaii il 7 dicembre 1941, senza una dichiarazione di guerra, portò all'entrata degli Usa nella Seconda guerra mondiale. I due nemici di allora, passati per la resa dell'impero dopo le bombe nucleari sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1945, sono oggi alleati.
"Quando entriamo in azione lo facciamo in modo deciso e non abbiamo detto nulla a nessuno perché volevamo la sorpresa", ha commentato il presidente degli Stati Uniti a una domanda di un giornalista. "Chi conosce meglio la sorpresa del Giappone? Perché non ci avete avvisato di Pearl Harbor?", ha aggiunto Trump tra l'imbarazzo dei presenti.
L'attacco di Pearl Harbor resta una delle pagine più controverse della storia e causò la morte di 2400 americani.
Tensioni diplomatiche e strategia militare alla Casa Bianca
Sanae Takaichi, considerata un'alleata di ferro degli Stati Uniti, non ha nascosto un certo disagio di fronte alla battuta con cui Trump ha toccato un tasto che tradizionalmente i presidenti americani evitano per preservare l'attuale alleanza tra Usa e Giappone.
Nel giustificare il silenzio diplomatico con Tokyo e gli altri partner internazionali, Trump ha ribadito che per agire in modo duro era necessario non fornire troppi segnali preventivi.
"Voi credete nelle sorprese molto più di noi", ha incalzato il presidente, rincarando la dose sul parallelismo storico.
Il coordinamento tra le potenze globali e la sicurezza nel Medio Oriente restano temi centrali, ma la linea della Casa Bianca sembra privilegiare l'unilateralismo. Trump ha concluso rivendicando i risultati dell'operazione militare contro Teheran e sostenendo che i successi ottenuti finora hanno superato le aspettative.