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L'Ue indaga su Grok per i deepfake sessuali e avverte: "Le piattaforme hanno obblighi precisi"

Henna Virkkunen
Henna Virkkunen Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Romane Armangau
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La Commissione europea ha aperto un'indagine formale su Grok, il chatbot AI di Elon Musk su X, per il suo utilizzo per generare immagini sessuali di donne e ragazze minorenni

Le piattaforme come X hanno "obblighi molto chiari" di limitare i contenuti illegali, ha dichiarato la responsabile europea per il digitale Henna Virkkunen martedì mattina al programma di punta di Euronews Europe Today.

L'affermazione è arrivata il giorno dopo l'apertura da parte dell’Ue di un’indagine formale su Grok, il chatbot di intelligenza artificiale di Elon Musk, per la diffusione di immagini sessualmente esplicite di donne e ragazze minorenni senza il loro consenso. Lo strumento ha prodotto milioni di queste immagini nel giro di poche settimane.

"I fornitori di servizi devono disporre di pratiche adeguate per garantire che i contenuti illegali non vengano diffusi online", ha dichiarato Virkkunen, che ha aggiunto che la Commissione sta analizzando anche altri rischi legati a Grok.

Virkkunen ha confermato che l’indagine si concentra sul rispetto, da parte di X, degli obblighi previsti dal Digital Services Act (Dsa) in materia di valutazione e mitigazione dei rischi.

"Vogliamo indagare su come X abbia valutato e mitigato questi rischi", ha dichiarato. "Grok è sempre più integrato nei servizi di X, quindi è importante verificare come tali rischi vengano gestiti".

Se X dovesse essere ritenuta responsabile di una violazione del Dsa, potrebbe affrontare sanzioni fino al 6 per cento del fatturato annuo globale. La piattaforma è già stata sanzionata una volta: lo scorso dicembre la Commissione ha obbligato l'azienda a pagare una multa di 120 milioni di euro per pratiche fuorvianti relative ai contrassegni di verifica degli account e alla pubblicità.

Nonostante le critiche esplicite di Musk alla regolamentazione dell'Ue, Virkkunen ha dichiarato che la Commissione è in continuo contatto con X.

Pressioni da Washington per ridurre le regole digitali

L’indagine su Grok si svolge in un contesto di crescenti tensioni transatlantiche sulle norme tecnologiche dell’Ue.

Lunedì, la piattaforma WhatsApp, di proprietà della statunitense Meta, è stata designata come "Piattaforma online di dimensioni molto grandi" ai sensi del DSA, diventando così soggetta al livello più stringente di vigilanza previsto dal regolamento.

Allo stesso tempo, secondo le ricerche di diverse Ong, le attività di lobbying del settore tecnologico a Bruxelles si sono intensificate, con una spesa stimata in oltre 150 milioni di euro all'anno.

Le aziende tecnologiche statunitensi e l'amministrazione Trump hanno accusato Bruxelles di eccessiva regolamentazione, sostenendo che leggi come il Dsa, il Digital Markets Act e l'Artificial Intelligence Act soffocano l'innovazione.

Alla domanda sulle pressioni esercitate da Washington per un ritiro delle norme, Virkkunen è stata categorica.

"Queste regole digitali sono molto importanti per gli europei", ha dichiarato. "Vogliamo assicurarci che i nostri cittadini possano fidarsi delle tecnologie, che il nostro ambiente digitale sia equo, trasparente, democratico e sicuro".

Trovare un equilibrio tra regolamentazione e innovazione

L’Ue viene spesso descritta come un soggetto che produce regole più che innovazione, una critica respinta da Virkkunen, secondo cui la chiave è l’equilibrio.

"Bisogna promuovere l'innovazione, ma allo stesso tempo essere consapevoli dei rischi", ha detto.

Oltre alla regolamentazione, Virkkunen ha sottolineato gli sforzi per rendere l'Europa più attrattiva per le startup, inclusi i piani per un cosiddetto “28esimo regime”, un quadro giuridico pensato per facilitare l’operatività delle imprese in tutta l’Ue.

"Stiamo semplificando i processi e le regole, creando un mercato unico migliore e stimolando i mercati dei capitali in modo che le startup abbiano accesso ai finanziamenti", ha dichiarato. "L'Europa ha tutto ciò che serve per essere competitiva".

Interpellata sul nuovo accordo commerciale Ue-India, Virkkunen lo ha definito "un’ottima notizia per tutti", sottolineando che la cooperazione tecnologica sarà un pilastro centrale del rapporto.

"L'India ha molti esperti in tecnologie dell'informazione, mentre in Europa soffriamo di una forte carenza di forza lavoro", ha detto Virkkunen, sostenendo che legami più stretti potrebbero attrarre professionisti qualificati per colmare il divario di competenze digitali dell'Europa.

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