Intervista Euronews: Henna Virkkunen, commissaria UE per la sovranità tecnologica, su opportunità e rischi dell’AI, indagine su Grok di X e possibile divieto dei social ai minori.
Le differenze già esistenti sulle regole digitali tra Unione europea e Stati Uniti non dovrebbero essere motivo di scontro, ma vanno affrontate con rispetto, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen, nel programma di punta di Euronews The Europe Conversation (La conversazione europea).
"Quando parliamo di democrazie come l’Unione europea e gli Stati Uniti, credo che Paesi democratici e amici possano gestire con rispetto queste differenze nelle regole", ha detto Virkkunen, il cui portafoglio in Commissione include sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia.
"Gli europei tengono molto alle nostre regole, perché vogliamo garantire un ambiente democratico equo e sicuro, anche in quello digitale", ha aggiunto Virkkunen.
Le sue parole arrivano mentre si inasprisce lo scontro su Grok, il controverso chatbot di IA, tra Bruxelles e la piattaforma social X di Elon Musk.
Lunedì la Commissione europea ha avviato un’indagine formale su Grok, dopo le proteste per l’incapacità della piattaforma di impedire la creazione di immagini sessualmente esplicite di persone reali, compresi i minori, senza il loro consenso.
Se X venisse ritenuta in violazione delle regole UE per le piattaforme online previste dal Digital Services Act (DSA), la Commissione potrebbe multare l’azienda fino al 6% del fatturato annuo globale.
"Ora stiamo raccogliendo prove da parte di X e di Grok", ha detto Virkkunen.
Il governo degli Stati Uniti ha più volte definito le azioni dell’UE per mettere un freno ai colossi tecnologici statunitensi tentativi "discriminatori" e "ingiustificati" di censurare i punti di vista statunitensi.
A dicembre, l’amministrazione Trump ha negato i visti a un ex commissario europeo, Thierry Breton, e ad altri europei che hanno avuto un ruolo chiave negli sforzi dell’UE per contrastare l’odio e la disinformazione online.
Quando le aziende tecnologiche statunitensi operano in Europa, devono rispettare le regole, ma lo stesso vale per le aziende asiatiche ed europee, ha osservato Virkkunen.
Francia, divieto dei social ai minori di 15 anni
Alla domanda se sostenga il divieto dei social per i giovanissimi promosso in Francia, ha evitato di schierarsi.
Ha invece sottolineato la necessità di disporre di adeguati strumenti di verifica dell’età per far rispettare tali divieti.
"Alcuni bambini molto piccoli hanno già i loro account sui social. E ora gli Stati membri stanno discutendo quale sia davvero l’età giusta per questo", ha detto Virkkunen.
"Ora stiamo orientando le nostre indagini affinché le piattaforme online si assumano davvero la responsabilità di garantire un elevato livello di sicurezza, protezione e privacy per i minori, perché è un nostro obbligo", ha aggiunto.
Lunedì, l’Assemblea nazionale francese ha approvato un disegno di legge che vieterebbe i social a bambini e adolescenti sotto i 15 anni.
La legge potrebbe entrare in vigore entro il prossimo settembre, se il Senato la approverà.
"Il cervello dei nostri bambini e ragazzi non è in vendita", ha detto il presidente francese. "Le loro emozioni non sono in vendita e non devono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi."
La normativa francese fa parte di una serie di misure in discussione in tutta Europa, sulla scia dell’applicazione in Australia, lo scorso anno, delle regole sui social più severe al mondo per i minori di 16 anni.
Anche la Danimarca vuole bloccare l’accesso ai social a chi ha meno di 15 anni, con possibili eccezioni per i 13-14enni approvate dai genitori, una misura che potrebbe diventare legge entro metà 2026.