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Mozione di censura contro la Commissione, Ursula von der Leyen cerca di convincere gli eurodeputati

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen Diritti d'autore  Copyright 2025 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Vincenzo Genovese & Jeremy Fleming-Jones
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al via il dibattito al Parlamento europeo. Il voto degli eurodeputati è previsto per giovedì, a meno che un numero sufficiente di parlamentari non ritiri nel frattempo il proprio sostegno alla mozione

Una mozione di censura presentata contro la Commissione europea al Parlamento europeo viene discussa lunedì pomeriggio.

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Ursula von der Leyen deve convincere gli eurodeputati della bontà di rimanere alla guida della Commissione in vista del voto di giovedì. La normativa prevede infatti che il pronunciamento arrivi almeno 48 ore dopo il dibattito sulla mozione.

La censura è stata promosso dall'eurodeputato romeno, Gheorghe Piperea del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei. "Rientra nelle prerogative del Parlamento e non abbiamo commenti da fare", ha detto lunedì il portavoce della Commissione, Stefan de Keersmaecker.

Per la censura occorre che i due terzi dei deputati votino a favore

Ciò impone un elemento di incertezza: in questo periodo di tempo, in teoria, chiunque tra i parlamentari abbia firmato la mozione potrebbe decidere di ritirare il proprio sostegno. E nel caso in cui la soglia minima di un decimo dell'emiciclo non fosse più raggiunta, il procedimento verrebbe interrotto.

Se invece la mozione rimarrà valida, il voto si svolgerà per appello nominale, il che significa che si conoscerà la decisione di ogni deputato. Affinché la mozione di censura venga approvata, è necessario che votino a favore almeno i due terzi dei deputati, e che si sia espressa la maggioranza di loro.

Nove tentativi in passato, solo una dimissione

In passato, si sono registrati nove tentativi da parte degli eurodeputati di far decadere una Commissione. Nel 1990 il gruppo della Destra europea tentò di costringere l'organismo esecutivo di Bruxelles a dimettersi, criticandone la Politica agricola, ma ottenne solo 16 voti a favore, a fronte di 243 contrari.

Il tentativo più recente ha avuto luogo invece nel novembre 2014, contro la Commissione guidata dal presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker. Fu avviato dal gruppo politico euroscettico Europa della Libertà e della Democrazia Diretta in risposta allo scandalo finanziario "Luxembourg Leaks", che mise in luce le storture del regime fiscale del Paese europeo. Anche in quel caso, però, fu una minoranza ad appoggiare la mozione: 101 eurodeputati su 670, ben al di sotto della soglia richiesta.

Una sola mozione ha portato alla caduta di una Commissione nel 1999

Altri tentativi si sono concentrati su questioni come il bilancio europeo, l'impatto dell'encefalopatia spongiforme bovina o ancora la gestione di Eurostat, l'ufficio statistico della Commissione.

Solo una volta nella storia una mozione di censura ha portato alle dimissioni di una Commissione, e ciò avvenne senza un voto formale in sessione plenaria. La vicenda risale al 1999: all'epoca la Commissione guidata dal lussemburghese Jacques Santer si dimise a seguito di accuse di frode e mancanza di trasparenza, prim'ancora del voto formale da parte del Parlamento. Ciò avvenne nonostante la Commissione avesse superato indenne altre tre mozioni, su questioni diverse, negli anni precedenti.

Intanto, Ursula von der Leyen deve incassare le dimissioni di Elisabetta Belloni, ex direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza in Italia, che per la presidente della Commissione era consigliera diplomatica. la notizia è stata confermata da una portavoce dello stesso organismo di Bruxelles.

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