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Bruxelles sblocca dieci miliardi di euro di fondi Ue congelati per l'Ungheria, nonostante le minacce di Orbán sull'Ucraina

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha ripetutamente denunciato l'impasse sui fondi congelati dell'UE come "ricatto finanziario".
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha ripetutamente denunciato l'impasse sui fondi congelati dell'UE come "ricatto finanziario". Diritti d'autore Fermin Rodriguez/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Fermin Rodriguez/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Jorge LiboreiroEuronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La Commissione europea ha autorizzato lo sblocco dei fondi di coesione per l'Ungheria, quasi un anno dopo il congelamento del denaro a causa dell'incapacità del Paese di affrontare le persistenti preoccupazioni sullo Stato di diritto

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I dieci miliardi di euro non saranno erogati in una sola volta, ma in tranches graduali, sulla base dei progetti di sviluppo presentati dal governo ungherese.

La decisione giunge in un contesto politico sempre più difficile, in quanto il primo ministro, Viktor Orbán, sta intensificando la sua campagna di opposizione per impedire l'apertura dei negoziati di adesione con l'Ucraina, bloccare un fondo speciale di 50 miliardi di euro per sostenere il bilancio della Nazione devastata dalla guerra e porre il veto su ulteriori forniture di aiuti militari.

Tutte e tre le questioni più importanti saranno discusse questa settimana durante un vertice di due giorni dei leader dell'Ue: per portarle avanti è necessaria l'unanimità.

"Noi, come istituzione - dice Eric Mamer, portavoce della Commissione europea - dobbiamo seguire le regole. Giusto? E come abbiamo spiegato più e più volte in questa stanza, ciò che stiamo esaminando è se e come l'Ungheria sta rispettando diverse serie di condizioni".

La convergenza degli eventi - lo sblocco dei fondi congelati e la minaccia di veto da parte di Orbán - ha alimentato la speculazione che Bruxelles si stia impegnando a mercanteggiare per placare Budapest, cosa che la Commissione europea ha strenuamente negato.

L'impressione è stata ulteriormente rafforzata martedì, quando il consigliere politico del primo ministro ha ammesso apertamente in un'intervista che una contropartita era possibile.

I leader dei quattro principali gruppi politici al parlamento europeo hanno avvertito la Commissione che la riforma della giustizia ungherese non è sufficiente e hanno chiesto a Ursula von der Leyen di non cedere al ricatto del governo Orbán.

"Sembra non consono - dice Pedro Marques, eurodeputato, S&D, Portogallo - dare dieci miliardi di euro a Orbán prima del Consiglio, non sappiamo nemmeno se si tratta di una sorta di negoziato per una posizione riguardo all'Ucraina. 

Questo tipo di gioco politico non è la strada da percorrere con un prepotente come Orbán, con un autocrate come Orbán".

Vertice vitale

I leader di 27 Paesi inizieranno giovedì mattina a Bruxelles i colloqui sull'Ucraina e sul Medio Oriente: questo vertice è considerato il più difficile quest'anno, proprio a causa della resistenza di Viktor Orbán.

Secondo un'analisi congiunta di Amnesty International e del Comitato ungherese di Helsinki, le misure non sono in grado di risolvere le carenze evidenziate da Bruxelles: "Le soluzioni adottate, compreso il loro metodo di adozione, sono improvvisate e violano le leggi e i regolamenti pertinenti, nonché i principi dello Stato di diritto", si legge nell'analisi.

In totale, l'Ungheria rimarrà comunque senza 11,7 miliardi di euro di fondi di coesione, compresi i 6,3 miliardi di euro congelati nell'ambito del cosiddetto "meccanismo di condizionalità", a causa delle preoccupazioni legate agli appalti pubblici e ai conflitti di interesse che mettono a rischio il bilancio dell'Ue.

Il resto del denaro riguarda aree tematiche come il diritto alla libertà accademica (due miliardi di euro) e la protezione dei diritti Lgbtq+ (600 milioni di euro), tra le altre.

L'Ungheria non è affatto vicina allo sblocco di questa dotazione finanziaria, perché "non ha messo in atto le disposizioni necessarie", ha dichiarato il mese scorso un funzionario dell'Unione.

Inoltre, non è ancora in grado di accedere al suo piano di ripresa e resilienza Covid, che vale 10,4 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti a basso interesse. 

Solo 920 milioni di euro sono stati erogati come "prefinanziamento" per fornire liquidità immediata ai progetti energetici.

Nell'intervista rilasciata a Bloomberg, il consigliere politico di Orbán ha affermato che l'intera somma di denaro - oltre 30 miliardi di euro, compresi i dieci non congelati - dovrebbe essere consegnata al Paese magiaro.

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