Commissione europea, Hoekstra e Šefčovič vicini alla nomina

Wopke Hoekstra e Maroš Šefčovič
Wopke Hoekstra e Maroš Šefčovič Diritti d'autore European Union 2023
Di Mared Gwyn Jones
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato le candidature di Wopke Hoekstra come commissario europeo per il Clima e Maroš Šefčovič per il Green Deal. Ll voto finale sulle loro nomine è previsto il 5 ottobre

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L'approvazione è arrivata dopo che entrambi i candidati hanno risposto a ulteriori domande forulate dagli eurodeputati dopo le rispettive audizioni. 

I commissari designati potranno assumere il loro ruolo dopo un voto confermativo, a maggioranza semplice, dei 705 membri del Parlamento comunitario, in una votazione plenaria che si terrà giovedì 5 ottobre.

Approvazione in vista

Hoekstra, ex ministro degli Esteri e delle Finanze olandese, appartiene al Partito Popolare Europeo (Ppe) di destra, mentre Šefčovič fa parte del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D)

I due candidati si divideranno le responsabilità in carico al socialista olandese Frans Timmermans, vice-presidente esecutivo per il Green Deal e titolare del portafoglio climatico, che ad agosto si era dimesso dalla carica per candidarsi nei Paesi Bassi. Šefčovič erediterebbe la posizione gerarchicamente più alta nel gestire il Green Deal europeo, Hoekstra si occuperebbe delle politiche climatiche.

Durante le audizioni, a Hoekstra sono state contestate soprattutto le scelte favorevoli alle aziende petrolifere prese durante i suoi incarichi da ministro, e il suo passato lavorativo nel gigante petrolifero Shell.

Mentre per Šefčovič i legami politici nazionali disono stati uno dei punti più spinosi. Il suo partito Smer, che ha appena vinto le elezioni in Slovacchia, è guidato dal filo-russo Robert Fico, che aveva appoggiato la nomina di Šefčovič a Commissario mentre era primo ministro.

Gli eurodeputati hanno chiesto a Šefčovič garanzie sul fatto che l'influenza di Fico non avrebbe compromesso il suo impegno a tagliare i legami energetici dell'Ue con la Russia.  Pieter Liese, eurodeputato tedesco del  Ppe, ha dichiarato ai giornalisti che il suo gruppo non bloccherà l'approvazione del vice-presidente: "Lo stimo, è più pragmatico di quanto lo fosse Timmermans, provocatorio e non inclusivo".

Anche il gruppo dei Verdi/Ale, di solito il più intransigente sulle politiche climatiche ha fatto capire che non si opporrà a nessuno dei due candidati, sostenendo che gli impegni scritti presentati da Hoekstra sono una "vittoria" per la transizione ecologica.

Promesse da mantenere

Entrambi i commissari designati infatti hanno assicurato che sosterranno l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 90% entro il 2040, target ancora non ufficialmente proposto dalla Commissione europea.

Secondo Pascal Canfin, presidente della commissione Ambiente del Parlamento, Šefčovič ha fornito tempistiche chiare per la conclusione delle iniziative in sospeso del Green Deal, che riguardano la gestione delle foreste, le microplastiche e il benessere degli animali.

Hoekstra ha fornito rassicurazioni sufficienti sulle domande presentate e risposto "positivamente" alla richiesta della commissione rivelare completamente le sue precedenti attività di consulenza per la società globale McKinsey. Se sarà approvato definitivamente dall'Eurocamera, rappresenterà l'Ue nei principali negoziati internazionali sul clima, compresa la prossima conferenza delle Nazioni Unite Cop28 a Dubai.

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