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Dimezzata la multa da un milione di euro al giorno alla Polonia

La sentenza nel merito della Corte di Giustizia dell'Ue verrà emessa il 5 giugno
La sentenza nel merito della Corte di Giustizia dell'Ue verrà emessa il 5 giugno Diritti d'autore Sylvain Plazy/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Sandor ZsirosVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La Corte di Giustizia dell'Ue riduce l'importo della sanzione, comminata nell'ottobre 2021 per la contestata riforma giudiziaria di Varsavia. Alcune delle misure adottate rispondono alle richieste, ma non garantiscono l’attuazione di tutti i provvedimenti provvisori previsti

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La Corte di giustizia dell'Ue ha dimezzato la sanzione di un milione di euro al giorno inflitta a ottobre 2021 alla Polonia, la più alta mai comminata nella storia dell'Unione europea.

Una sanzione storica

La penalità era stata decisa il 27 ottobre 2021 e la riscossione quotidiana era cominciata pochi giorni dopo, il 3 novembre: in totale la Polonia ha versato finora più di mezzo miliardo.

La causa è lariforma della giustizia polacca, intrapresa a partire dal 2015 dal governo di destra radicale guidato dal partito Diritto e giustizia (PiS). 

In particolare, alcune modifiche legislative nel’organizzazione della giustizia in Polonia violerebbero il diritto dell'Ue secondo la Commissione europea, che per questo ha presentato ricorso alla Corte, ottenendo prima l'imposizione di una serie di provvedimenti provvisori per sospendere le parti più problematiche della riforma e poi una sanzione pecuniaria per far rispettare questi provvedimenti.

"Fino a ieri era una multa da un milione di euro al giorno, da oggi è ridotta a mezzo milione"
Christian Wigand, portavoce della Commissione Europea

Multa dimezzata ma non annullata

Ora il governo di Varsavia ha soddisfatto alcune delle richieste sul tema: come rileva il vicepresidente della Corte con sede a Lussemburgo, la Polonia ha dimostrato parzialmente di aver sospeso l’applicazione delle disposizioni contestate.

Cioè quelle relative alla cosiddetta camera disciplinare, organo che ha il potere di sanzionare i giudici e ne condizionerebbe quindi il comportamento, mettendo a serio rischio l'indipendenza della magistratura dal potere politico.

Le misure adottate, comunque, non sono sufficienti a garantire l’attuazione di tutti i provvedimenti previsti dalla Corte nella sua ordinanza del luglio 2021, per far rispettare la quale è stata poi irrogata la sanzione, che quindi resta in vigore.

La riduzione decisa dalla Corte, tra l'altro, non ha effetto retroattivo: le somme finora versate non saranno rimborsate.

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