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Greenwashing, Austria e Lussemburgo pronte a procedere contro la Commissione europea

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Di euronews
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L'etichetta "verde" per gas e nucleare
L'etichetta "verde" per gas e nucleare   -   Diritti d'autore  AP Photo/Jean-Francois Badias

L'Austria si prepara a portare la Commissione europea in tribunale per l’etichetta verde su gas e nucleare. I deputati hanno approvato la controversa misura all'inizio di luglio. 

La decisione di Vienna è scaturita dopo che il Parlamento europeo ha respinto la risoluzione presentata dal centrosinistra e dai Verdi che mirava a bocciare l'inclusione di queste due fonti di energia nella tassonomia verde, il documento con cui l'Ue indica quali attività potranno godere di enormi investimenti finanziari legati alla sostenibilità. Una cifra che secondo la Banca centrale europea potrebbe valere valere nei prossimi anni intorno ai 2.300 miliardi.

Leonore Gewessler, Ministro dell'Ambiente austriaco; "L’Austria ha preparato la causa fin dall'inizio della proposta, anche parallelamente all'iter legislativo. Presenteremo una causa alla Corte di giustizia dell’Ue per impedire che questo programma di “greenwashing”, e non possiamo chiamarlo diversamente, entri in vigore.”

Vienna, tuttavia, non ha intenzione di affrontare la questione contro Bruxelles da sola. Anche il Lussemburgo ha già annunciato che sosterrà questa causa. 

La tassonomia e le battaglie delle ONG

La prima battaglia dell'Unione europea del 2022 ha un nome: tassonomia. I piani della Commissione europea per etichettare l'energia nucleare e il gas naturale come "verdi" nel suo tanto atteso sistema di etichettatura verde per gli investimenti nel settore energetico hanno sollevato molte preoccupazioni tra i vari paesi.

Gli attivisti per il clima affermano che questa decisione dà un segnale sbagliato al mercato, perché fa sembrare il nucleare una soluzione e il gas un combustibile di transizione, e nessuno di questi è una soluzione al cambiamento climatico.

Magda Stoczkiewicz, direttrice del programma UE di Greenpeace: "Il nucleare è più che solo rifiuti tossici e il fatto che non abbiamo una soluzione per immagazzinarli. È, ovviamente, l'estrazione dell'uranio e l'uso dell'uranio".

La tassonomia, come viene chiamata, sta dividendo i paesi europei. Il sostegno più forte alla Commissione viene da Francia e Polonia. L'opposizione più accanita viene da Austria, Lussemburgo, Germania e Spagna.

Magda Stoczkiewicz, direttrice del programma UE di Greenpeace: "È anche il costo economico. Questi sono molto costosi nelle installazioni. E il nucleare è molto costoso, ed è per questo che nessuno lo costruirebbe con soldi completamente privati. Ecco perché i governi lo stanno sostenendo. Ma bloccherà gli investimenti nelle rinnovabili. Quindi, invece di essere una transizione, sarà solo un blocco".

Gli esperti hanno ricevuto questo atto appena cinque minuti prima della mezzanotte del 31 dicembre ed hanno tempo fino al 12 gennaio per esprimere il loro parere. Le ONG criticano la Commissione Europea anche per il fatto che non è prevista una consultazione pubblica. Per opporsi alla decisione servirebbero almeno 20 paesi che rappresentino il 65% della popolazione dell'UE.

Magda Stoczkiewicz, direttrice del programma UE di Greenpeace: "Non credo sia una battaglia persa. Ha un'alta maggioranza che è necessaria, ma non è una battaglia persa".

L'Unione Europea mira a essere climaticamente neutra entro il 2050.

Guarda il video qui sopra per tutti i dettagli