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La settimana europea: dall'allargamento della Nato alla ricostruzione dell'Ucraina

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Di Stefan Grobe
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x   -   Diritti d'autore  Alessandro della Valle/AP

In questa settimana, l'isolamento strategico della Russia in Europa è aumentato ancora di più: i 30 membri della Nato hanno approvato i protocolli di adesione di Svezia e Finlandia e per il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, l'Alleanza ha fatto un passo avanti.

Per l'inclusione definitiva di Svezia e Finlandia come membri della Nato, però, potrebbero ancora sorgere dei problemi da parte del Parlamento turco, nonostante il memorandum d'intesa raggiunto tra i tre.

La questione, insomma, rimane bollente. 

Nel frattempo, una conferenza internazionale nella città svizzera di Lugano ha concordato una serie di principi per la ricostruzione dell'Ucraina, tra cui la necessità di ampie riforme per aumentare la trasparenza ed eliminare la corruzione. Il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, quando ha preso la parola, ha spiegato che per ricostruire l'Ucraina si potranno usare le risorse provenienti dai beni russi confiscati.

Questo secondo lui. Ma non secondo diversi partner internazionali che ritengono la protezione dei diritti di proprietà fondamentale in una democrazia liberale.

E proprio su questo tema della ricostruzione dell'Ucraina, abbiamo parlato con Jacob Kirkegaard, senior fellow del Peterson Institute for International Economics e del German Marshall Fund.

Infine, una nota tragica e comica insieme: il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, questa settimana ha detto al mondo che è necessario "sostenere il principio del diritto internazionale, i principi della Carta delle Nazioni Unite" e "il principio dell'uguaglianza sovrana degli Stati e della non interferenza nei loro affari". 

Da quale pulpito?!

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