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Al summit europeo sulla salute il convitato di pietra è l'obbligo vaccinale

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Di Gregoire Lory
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La domanda è ricorrente nel dibattito europeo: la vaccinazione contro il covid-19 dovrebbe essere resa obbligatoria? Ufficialmente, questo tema non è all'ordine del giorno della riunione odierna dei ministri della salute a Bruxelles, ma di fronte alla nuova ondata epidemica il dibattito non può essere archiviato. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il tasso complessivo di notifica dei casi di COVID-19 per è stato di 742,1 per 100.000 abitanti, una cifra in costante aumento nelle ultime 8 settimane.

Così Jens SPAHN, Ministro della Salute tedesco (uscente): "Capisco la discussione. Ce n'è bisogno, di questa discussione. È molto importante che ci sia una distinzione tra chi è vaccinato e chi non lo è nella quotidianità: in ristoranti, trasporti, ovunque. Ma la domanda se la vaccinazione obbligatoria sia la strada giusta per attuarla o no è un dibattito che dobbiamo intraprendere”.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ritiene personalmente che si debba avviare un dibattito su questa prospettiva. Per il momento, tuttavia, i ministri ricordano che la questione è di competenza degli Stati membri.

Dice Christopher Fearne, ministro della Sanità maltese:  "La risposta è più vaccinazioni. Se debba essere obbligatoria o meno, penso che a questo punto rimanga una questione che spetta ai singoli Stati membri decidere. Il che non vuol dire che in futuro potremmo non aver bisogno di prendere una decisione collettiva come Unione su questo. Per il momento più vaccinazioni comprese le dosi di richiamo".

L'Austria è il primo Stato membro a sostenere apertamente la vaccinazione obbligatoria, che diventerà realtà a febbraio. In Germania, anche il futuro cancelliere è favorevole a questo provvedimento. La Grecia vuole obbligare le persone con oltre 60 anni a farsi vaccinare.