La decisione di Trump sta scatenando polemiche e panico nei mercati, ma le critiche in realtà non arrivano solo da Bruxelles
Com'era prevedibile, i pesanti dazi sull'acciaio che l'amministrazione Trump intende varare la prossima settimana stanno provocando dure reazioni: le critiche non arrivano soltanto dall'Unione europea, ma anche dalle organizzazioni internazionali per il commercio, secondo le quali a risentire della scelta potrebbe essere soprattutto il mercato americano.
"Se guardiamo alla storia, perché questo è già accaduto nel 2002 - dichiara Arantxa Gonzalez, direttrice esecutiva all'International trade center - il risultato sarà una netta perdita di posti di lavoro in America. E' quanto abbiamo già visto all'epoca, con 200mila posti andati persi negli stati uniti intorno al 2004, principalmente nell'industria, in conseguenza della politica protezionistica lanciata dall'amministrazione Bush sul mercato dell'acciaio".
Ma le critiche ovviamente arrivano anche dall'Europa, dove in molti temono l'avvio di una vera e propria guerra commerciale
"Se l'America andrà ad aumentare le tarriffe sull'acciao - spiega Erik Van Der Marel del Centro internazionale per la politica economica, think tank con base a Bruxelles - potrebbe crearsi una situazione in cui vedremo precipitarne il prezzo a livello mondiale, e questo è ovviamente allettante per i paesi importatori, che non devono fare affidamento sul mercato locale. In questo senso, si può comprendere come alcuni paesi nell'Unione europea vogliano introdurre contromisure atte a salvaguardarsi".