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I pesticidi contaminano già il 70% dei campi europei e mettono a rischio la produzione alimentare

Immagine di un campo coltivato nei Paesi Bassi (Immagine d'archivio, 2019).
Immagine di un campo coltivato nei Paesi Bassi (Immagine d'archivio, 2019). Diritti d'autore  Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
Di Jesús Maturana
Pubblicato il
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Suoli europei contaminati da pesticidi, con effetti su funghi, nutrienti e raccolti. Lo rivela uno studio pubblicato su Nature

Un recente studio condotto in 26 Paesi europei ha rivelato che circa il 70 per cento dei terreni contiene tracce di pesticidi, con effetti negativi sulla vita delle falde acquifere e degli organismi benefici del suolo.

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La ricerca, pubblicata su Nature, ha analizzato 373 campioni provenienti non solo da campi agricoli, ma anche da foreste e praterie, scoprendo pesticidi anche in aree dove non erano mai stati applicati. La contaminazione incrociata potrebbe essere dovuta alla deriva del vento durante l’irrorazione.

Fungicidi i più diffusi

I ricercatori hanno analizzato 63 pesticidi di uso comune, riscontrando che i fungicidi rappresentano oltre la metà dei prodotti trovati, seguiti dagli erbicidi (35 per cento) e dagli insetticidi (11 per cento). Tra i composti più frequenti figura il glifosato.

I funghi micorrizici, fondamentali per il collegamento tra radici e terreno, sono tra gli organismi più colpiti. La loro riduzione compromette la capacità delle piante di assorbire acqua e nutrienti, con conseguenze dirette sulla produttività agricola. Il fungicida bixafen, usato nei cereali, ha mostrato effetti particolarmente marcati su diversi organismi del suolo.

Schema concettuale per verificare gli effetti dei pesticidi sulla biodiversità del suolo
Schema concettuale per verificare gli effetti dei pesticidi sulla biodiversità del suolo Nature (2026)

Squilibrio biologico e nutrienti

Julia Königer, prima autrice dello studio, sottolinea che alcuni batteri possono beneficiare della presenza dei pesticidi, probabilmente perché competitori o predatori vengono ridotti, alterando così l’equilibrio naturale del suolo.

Questa alterazione ha implicazioni concrete: l’analisi dei geni legati al riciclo di fosforo e azoto suggerisce che i terreni contaminati perdono parte della loro capacità di nutrire naturalmente le colture, rendendo necessaria una fertilizzazione aggiuntiva per mantenere i raccolti.

Molti pesticidi si degradano lentamente, rimanendo attivi nel suolo per anni dopo l’applicazione. Marcel van der Heijden, professore all’Università di Zurigo e co-direttore dello studio, spiega: "La funzione naturale del suolo contaminato è ridotta, con conseguenze economiche e ambientali significative."

I ricercatori chiedono che le valutazioni ecotossicologiche vadano oltre i test sulle singole specie e includano le risposte funzionali a livello di comunità, per una regolamentazione dei pesticidi più efficace e attenta alla salute del suolo.

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