Clima: Regno Unito e UE hanno traguardi ambiziosi per piantare nuovi alberi e raggiungere gli obiettivi climatici. Ma quanto è stato fatto finora?
Piantare nuovi alberi ora potrebbe essere decisivo per rimuovere dall’atmosfera i gas serra. E per ridurre il rischio di alluvioni dovute a fenomeni meteorologici estremi alimentati dai cambiamenti climatici fenomeni meteorologici estremi.
La creazione di nuovi boschi è diventata una priorità per molti governi nel mondo, incluso il Regno Unito. In vista del vertice COP30 dello scorso anno, il Paese ha varato un investimento da 1 miliardo di sterline (circa 1,5 miliardi di euro) per la piantumazione.
Anche l’UE si è impegnata ad aumentare in modo sostanziale la copertura arborea, promettendo di piantare altri tre miliardi di alberi entro il 2030, nell’ambito delle sue strategie per la biodiversità e le foreste.
Ma quanto si è avanzato, e perché gli esperti avvertono che il tempo stringe?
Regno Unito, a rischio gli obiettivi di piantumazione degli alberi
Una nuova analisi dell’Energy & Climate Intelligence Unit (ECIU) indica che il Regno Unito è in ritardo sugli obiettivi di piantumazione, avvertendo che la nazione potrebbe perdere la “finestra critica” per creare nuovi boschi, necessaria per centrare gli obiettivi su clima e natura.
Secondo il rapporto, oltre il 70 per cento della rimozione di carbonio dai nuovi alberi fino al 2050 deriverà da quelli piantati nei prossimi cinque anni. Questo per via del ritardo temporale tra la messa a dimora e il raggiungimento del massimo potenziale di assorbimento.
Se però i ritmi attuali resteranno invariati, l’area non piantata sarà pari a tre volte la Grande Londra, con un terzo in meno di carbonio sequestrato rispetto al Balanced Pathway (Percorso equilibrato) del Comitato per il Cambiamento Climatico (CCC). È l’equivalente di tutte le emissioni industriali residue nel 2050.
Il Balanced Pathway del CCC è il piano guida del Regno Unito per raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, che prevede un taglio dell’87 per cento delle emissioni entro il 2040 e maggiori sforzi su energie rinnovabili, efficienza energetica e cattura del carbonio.
Alberi decisivi per gli obiettivi climatici: perché contano?
Per Tom Cantillon, senior analyst dell’ECIU, gli alberi sono “cruciali” per permettere al Regno Unito di arrivare alle emissioni nette zero (quando le emissioni in atmosfera sono compensate da quanto viene rimosso) e riportare il clima “in equilibrio”.
“Dopo anni di ritardi e obiettivi mancati, gli alberi vanno piantati ora, per crescere e raggiungere la maturità in tempo. Solo così potranno assorbire le emissioni di carbonio, aiutare a centrare i target e rallentare il deflusso delle piogge estreme, sempre più intense nel Regno Unito a causa dei cambiamenti climatici”, dice.
Per ogni aumento di 1 °C della temperatura dell’aria, l’atmosfera può trattenere circa il 7 per cento di umidità in più, il che può tradursi in piogge più intense e abbondanti.
Gli esperti prevedono che, a causa del riscaldamento, entro il 2050 altre 1,7 milioni di abitazioni saranno a rischio alluvione. Aggiungono però che piantare nuovi alberi può garantire benefici in protezione dalle alluvioni per oltre 400 milioni di sterline all’anno (461 milioni di euro).
Le foreste, infatti, agiscono come enormi spugne che rallentano il flusso dell’acqua e riducono il volume del deflusso, con gli alberi in grado di far evaporare più acqua di qualsiasi altro tipo di vegetazione.
“La piantumazione può aiutare a migliorare la qualità dell’acqua e offrire ombra a parchi e strade durante le ondate di calore”, afferma Kathryn Brown di The Wildlife Trusts.
“Queste soluzioni basate sulla natura offrono inoltre habitat indispensabili per la fauna, dando una casa a specie come moscardini, farfalle e picchi rossi minori.”
Brown aggiunge che il rapporto evidenzia la necessità di “investimenti urgenti” nelle soluzioni naturali, e sostiene: “Il governo [del Regno Unito] deve rimuovere gli ostacoli e accelerare le autorizzazioni per la piantumazione se vogliamo affrontare di petto le sfide climatiche, rilanciare una fauna in sofferenza e salvaguardare al contempo case, imprese e mezzi di sussistenza”.
Un portavoce del Department for Environment, Food and Rural Affairs (DEFRA) dice a Euronews Green che nel 2024-2025 sono stati piantati 10,4 milioni di alberi e che sono già state annunciate due delle tre nuove foreste nazionali.
“Gli alberi sono vitali per le persone e per il pianeta, e la piantumazione è ora al livello più alto degli ultimi 20 anni”, ha aggiunto. Ma non ha risposto alle affermazioni dell’ECIU secondo cui il Regno Unito è in ritardo sugli obiettivi.
L’iniziativa dell’UE dei tre miliardi di alberi
L’UE ha avviato l’iniziativa dei tre miliardi di alberi nel 2010, un traguardo che potrebbe togliere dall’aria 15 milioni di tonnellate di CO2 all’anno entro il 2050.
“Per raggiungere questo obiettivo ambizioso, abbiamo bisogno del contributo di tutti, per piantare alberi e fare in modo che crescano nel tempo”, afferma la Commissione europea sul suo sito.
“La piantumazione richiede che tutti i soggetti coinvolti lavorino insieme e il successo dell’impegno dipende in larga misura dalle iniziative dal basso. Individui, proprietari terrieri, vivai, associazioni, aziende e gli enti pubblici, come città e regioni, sono tutti incoraggiati a partecipare all’iniziativa.”
Tuttavia, secondo uno strumento online messo a disposizione dalla Commissione, finora nell’UE sono stati piantati meno di 38 milioni di alberi. La spinta è arrivata soprattutto dal Belgio, che ha messo a dimora 7.661.693 nuovi alberi, seguito da Irlanda (5.300.699) e Danimarca (4.387.605).
In fondo alla classifica c’è Cipro, che finora ha piantato solo 145 alberi. Seguono Svezia (250) e Ungheria (1.964).
Significa che l’UE ha completato appena l’1,26 per cento dell’obiettivo a cinque anni dall’avvio dell’iniziativa. Senza un aumento drastico dei ritmi di piantumazione, raggiungere tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030 sarà improbabile.
Un funzionario della Commissione dice a Euronews Green che la sua iniziativa dei tre miliardi di alberi è un “impegno volontario” pensato per mobilitare organizzazioni e individui attivi nella piantumazione a rendicontare il loro lavoro.
“La Commissione è consapevole che l’attuale numero di alberi segnalati è inferiore al target”, aggiunge. “Per questo stiamo sostenendo attività di sensibilizzazione, come workshop e webinar, che aumentano la consapevolezza sull’iniziativa.”
Nel 2027 la Commissione prevede di lanciare un premio che riconoscerà la “piantumazione innovativa e ad alto impatto”, una mossa che si spera faccia avanzare in modo significativo verso l’ambizioso obiettivo.