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Europa innevata nell'inverno 2023? Ecco come "El Niño" potrebbe influenzare il nostro clima

Una donna corre in un parco ricoperto di neve a Parigi. (Era mercoledì 10 febbraio 2021).
Una donna corre in un parco ricoperto di neve a Parigi. (Era mercoledì 10 febbraio 2021). Diritti d'autore AP Photo/Thibault Camus
Diritti d'autore AP Photo/Thibault Camus
Di Rosie FrostEdizione italiana: Cristiano Tassinari
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

È probabile, secondo gli esperti, che l'evento meteorologico "El Niño" si protragga per tutto l'inverno, fino al prossimo anno, portando altri eventi atmosferici estremi: molta neve in inverno, molto caldo nell'estate 2024

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"El Niño" è ritornato.
Con tutto quello che ne consegue.

A luglio, il ritorno del fenomeno meteorologico "El Niño"è stato ufficialmente confermato dall'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM).

Oltre al riscaldamento globale, dovuto alle emissioni di carbonio causate dall'uomo, gli esperti hanno affermato che si tratta di un "doppio colpo" (negativo, purtroppo) per i fenomeni meteorologici estremi e le temperature record.

La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha dichiarato che ora esiste il 95% di possibilità che la stagione de "El Niño", da moderata a forte continui, fino a febbraio 2024.

È probabile che gli effetti maggiori di questo evento meteorologico non si vedranno prima dell'anno prossimo, verso la fine del 2023.

Quindi cosa possiamo aspettarci?

"El Niño" influenzerà il clima invernale dell'Europa?

Gli eventi de "El Niño" durano in genere tra i 9 e i 12 mesi, ma possono persistere per anni, con un picco tra novembre e gennaio. Gli scienziati non ne conoscono bene la ragione scientifica e, infatti, abbiamo ancora molto da imparare su questi modelli meteorologici.

L'evento attuale dovrebbe continuare fino al 2024 e gli esperti prevedono che si rafforzerà nei prossimi mesi e terminerà nella primavera del prossimo anno.

Il complicato "puzzle" dei sistemi meteorologici mondiali, tuttavia, rende difficile prevedere come El Niño influenzerà il clima europeo nel corso dell'anno.

Il modo in cui cambieranno le precipitazioni, il vento, le temperature e altri modelli climatici potrebbe anche variare a seconda della posizione nel Continente.

"Gli anni di El Niño tendono ad avere un inizio di inverno mite, umido e occidentale (novembre-dicembre) e una fine di inverno più fredda e secca (gennaio-marzo) nella maggior parte dell'Europa settentrionale", ha affermato il professor Adam Scaife, responsabile delle previsioni a lungo termine del Met Office britannico, il servizio metereologico del Regno Unito.

Thomas Warnack/dpa via AP
Dopo la pioggia. (Riedlingen, Germania)Thomas Warnack/dpa via AP

"Nell'Europa meridionale potrebbe portare condizioni complessivamente più umide.
Ma", aggiunge il professor Scaife", è importante notare che questa è la media di molti casi di El Niño e non è abbastanza forte da determinare con certezza il risultato.

Inoltre, fa notare l'esperto, durante gli eventi più forti, come quello che si sta sviluppando ora, si osserva spesso uno schema leggermente diverso.

Un clima pieno di sorprese

La conclusione è che il nostro clima è pieno di sorprese. Non otteniamo mai esattamente ciò che ci aspettiamo e "El Niño" è solo una delle numerose influenze sui modelli meteorologici europei.

"Le precipitazioni tropicali danno il via a onde di scala planetaria che colpiscono l'Europa in inverno. Queste possono avere origine nell'Atlantico tropicale, così come da El Niño nel Pacifico", continua il professor Scaife.

Altre influenze meteorologiche possono persino sconvolgere i modelli tipici de "El Niño". Anche la stratosfera - il secondo strato dell'atmosfera che sale verso l'alto - può svolgere un ruolo importante.

Ogni due anni, ad esempio, si verifica un'interruzione dei venti in questo strato atmosferico. Spesso è seguita da un'ondata di freddo, indipendentemente dal fatto che "El Niño" sia attivo o meno.

Cosa potrebbe accadere nel 2024? Ancora più caldo?

Gli effetti dell'inizio de "El Niño" tendono a ritardare di qualche mese.

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"Ci sono interessanti effetti ritardati, ad esempio in Cina, dove ci aspettiamo forti piogge monsoniche estive e inondazioni dopo un grande El Niño", spiega il professor Scaife.

C'è anche una maggiore possibilità di temperature "più calde del normale" l'anno prossimo.

L'ultima volta che un forte "El Niño" è stato in pieno svolgimento, nel 2016, il mondo ha vissuto l'anno più caldo mai registrato. Un grande evento alla fine di quest'anno darebbe un'alta probabilità di battere ancora una volta i record di temperatura.

AP Photo/Hassan Ammar, File
La lunga estate calda. (Beirut, Libano)AP Photo/Hassan Ammar, File

In combinazione con l'aumento delle temperature dovuto al riscaldamento globale, i meteorologi ritengono che, se tutte le condizioni si allineano, il 2024 potrebbe diventare l'anno più caldo mai registrato. Si teme che possa spingere il mondo a superare la soglia-chiave di 1,5°C di riscaldamento, oltre la quale si rischia il punto di non ritorno...

Anche prima dell'inizio dell'evento meteorologico di maggio, le temperature medie globali della superficie del mare erano già più alte di qualsiasi altro record. Questo potrebbe dare il via a fenomeni meteorologici estremi in tutto il mondo.

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Cos'è "El Niño-Oscillazione Meridionale"?

"El Niño-Oscillazione Meridionale" (ENSO) è uno schema di riscaldamento e raffreddamento delle acque oceaniche e dei venti del Pacifico centro-orientale.
Si alterna tra periodi freddi (La Niña) e periodi neutri e periodi caldi (El Niño). Le fasi calde tendono a verificarsi ogni due-sette anni.

Ciò che accade nell'Oceano Pacifico, tuttavia, non rimane soltanto lì. Capire come funziona il sistema climatico mondiale è come incastrare i pezzi in un gigantesco puzzle.

Gli oceani interagiscono tra loro e con l'atmosfera, che a sua volta si ripercuote sugli oceani. Questo ha un impatto sui modelli di vento e sui sistemi meteorologici di tutto il mondo.

"Se tutte le condizioni si allineano, il 2024 potrebbe diventare l'anno più caldo mai registrato".
Adam Scaife
MET OFFICE - Servizio meteorologico del Regno Unito

L'attuale "El Niño" segue un raro periodo di "triplo tuffo" La Niña, durato quasi tre anni e terminato a marzo. Entrambi hanno la capacità di provocare eventi meteorologici estremi, con gravi siccità in tutto il mondo negli ultimi anni legate a "La Niña", insolitamente lunga.

La ricerca suggerisce che il cambiamento climatico potrebbe far sì che queste oscillazioni tra caldo e freddo siano più profonde e più intense.

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Il professor Scaife afferma che l'effetto esatto del cambiamento climatico su "El Niño" è ancora incerto.

"Siamo certi, tuttavia, che l'impatto di un determinato "El Nino" diventa sempre più forte con il riscaldamento del clima", spiega il professor Scaife.
"Considerato il fatto che questo El Niño sarà probabilmente un grande evento e che si verificherà in un clima più caldo che mai, possiamo e dobbiamo aspettarci impatti senza precedenti".

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