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Salvare il cibo, salvare il clima. Gli europei si mobilitano.

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Salvare il cibo, salvare il clima. Gli europei si mobilitano.
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Di Claudio Rosmino
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Un terzo del cibo prodotto al mondo va sprecato e la sua produzione pesa sul bilancio delle emissioni di carbonio. Un cambio di rotta è necessario. In Europa si moltiplicano le campagne per ridurre gli sprechi alimentari

Lo spreco di cibo, un problema globale

Quasi un terzo del cibo prodotto nel mondo va perso o sprecato. Lo spreco di cibo è un problema globale, e la crisi pandemica lo ha aggravato ulteriormente. Ha anche pesanti conseguenze sulla gestione dei rifiuti, l'insicurezza alimentare, la perdita di biodiversità e sull'inquinamento: se lo spreco alimentare fosse un paese, sarebbe la terza fonte di emissioni di gas serra nel mondo.

Nella sola Unione europea ogni anno si generano 88 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, con costi associati stimati in 143 miliardi di euro.

La Commissione europa, nell'ambito della strategia Farm to Fork si è impegnata a dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare pro capite, sia a livello dei consumatori che della vendita al dettaglio.

Lo spreco di cibo si realizza in molte situazioni del nostro quotidiano, e proprio da qui emergono alternative per limitarlo.

Usare il cibo "di scarto" per progetti educativi

Hanna e Theresa lavorano per Restlos Glücklich, un'organizzazione non profit tedesca che si batte per un consumo alimentare più sostenibile. Recuperano il cibo vicino alla data di scadenza o visivamente poco attraente per progetti educativi.

Nella loro sede, a Berlino, insegnano a cucinare un pasto buono e sano grazie al cibo recuperato. Mostrare come dare una nuova possibilità a ingredienti "sottovalutati" è anche un modo per ridurre la quantità di rifiuti alimentari, dice Hannah: "In tutta la Germania ogni anno vengono buttate via 18 milioni di tonnellate di cibo. Questo è assurdo. Noi ci battiamo perché questo cibo venga riutilizzato, perché venga rimesso in circolo e perché la gente capisca di cosa si tratta, quali effetti ha sul clima quando buttiamo via così tanto cibo ogni giorno".

Oggi Hanna presenta un corso di cucina in diretta streaming per insegnare come fare buone ricette con ingredienti riciclati .L'evento online fa anche parte del #planetaryhealthchallenge, un'iniziativa internazionale mirata a sensibilizzare il pubblico su regimi alimentari con impatti positivi per il pianeta a la nostra salute.

Un esempio delle iniziative educative di Restlos Glücklich

Il supermercato del cibo buono, ma che gli altri non vogliono

I supermercati Sirplus, a Berlino, vendono alimenti visivamente poco attraenti, etichettati male, vicini o oltre la data di scadenza. Tutti i prodotti sono ispezionati per garantire che siano sicuri al consumo.

Il supermercato vende anche a organizzazioni come centri per rifugiati e mense per i poveri che hanno bisogno di cibo a buon mercato. Il cibo venduto qui può costare fino al 70 per cento meno che nei supermercati convenzionali.

Susanne Zander, direttrice delle azioni esterne, svela: "Nel 2020 siamo riusciti a salvare 3,5 milioni di prodotti con Sirplus. Evitando che venissero buttati via, abbiamo potuto fare qualcosa per la sostenibilità e contro le emissioni di gas serra".

Coinvolgere i consumatori a recuperare cibo

Coinvolgere persone a partecipare al recupero del cibo è al centro della missione di Foodsharing, attiva in Germania e Austria. Si tratta di una piattaforma online che coordina volontari per raccogliere le eccedenze ancora commestibili da privati, commercianti e produttori, per poi offrirle gratuitamente attraverso punti di distribuzione pubblici.

Forse non lo sapevate, ma esiste anche un festival del foodsharing

La responsabile della comunicazione, Katja Scheel, spiega: "Il movimento è aperto a tutti coloro che vogliono farne parte ed essere coinvolti attivamente. Questo è molto importante per noi, in qualità di movimento partecipativo. Solo a Berlino abbiamo oltre 10 mila volontari".

Lena è sia volontaria che utente della rete FoodSharing. Che cosa la spinge? Risponde: "Faccio parte della comunità di Foodsharing perché penso che sprechiamo troppo cibo ancora commestibile. Voglio fare qualcosa, ed è per questo che contribuisco al salvataggio e faccio anche uso dei distributori. Inoltre voglio anche mostrare a mio figlio un altro modello di gestione sostenibile del cibo".