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Cipro, intelligenza artificiale e digitalizzazione in 3D fanno rivivere san Neofito nell'Engleistra

Summit sul patrimonio digitale 2026
Summit sul patrimonio digitale 2026 Diritti d'autore  EUreka3DXR
Diritti d'autore EUreka3DXR
Di Apostolos Staikos
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La digitalizzazione in 3D e l’AI danno vita all’avatar di San Neofito, che ora racconta la storia del monastero da lui fondato nella seconda metà del XII secolo

Il Monastero di San Neofito si trova circa nove chilometri a nord di Pafo. Fu fondato dal monaco eremita e scrittore cipriota Neofito nella seconda metà del XII secolo.

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L’Engleistra di San Neofito è uno dei più importanti monumenti bizantini, non solo a Cipro ma in tutto il mondo ortodosso bizantino. Ha sempre attirato un gran numero di visitatori. Negli ultimi tempi, però, molti arrivano al monastero per vedere il santo che si è "rianimato".

L’Enkleistra di San Neofito
L’Enkleistra di San Neofito Απόστολος Στάικος

Grazie alla digitalizzazione tridimensionale, all’intelligenza artificiale e a tecnologie all’avanguardia di realtà virtuale e aumentata, l’Engleistra, cioè la grotta di San Neofito, viene riprodotta in forma digitale. Oggi il santo accoglie i visitatori e condivide racconti della sua vita.

"Abbiamo una rappresentazione realistica del santo all’interno dell’Engleistra. Abbiamo preso questo ritratto e creato un avatar. Ora il santo guida il visitatore nello spazio che ha plasmato, dove ha scritto i suoi testi e dove è stato infine sepolto. Ho scritto un copione per la visita guidata e poi abbiamo “affidato” a San Neofito il ruolo di guida. È un luogo vivo, perché il monastero che ha fondato è in funzione ancora oggi", ha dichiarato a Euronews la storica dell’arte Maria Pafiti.

Uno degli elementi più rilevanti dell’Engleistra, oltre all’oggettiva alta qualità pittorica, è il fatto che il pittore è documentato. Nel primo ambiente dell’Engleistra c’è un’iscrizione che riporta il nome dell’artista, Theodoros Apseudis, e la data 1183. Si tratta di qualcosa di estremamente importante e raro per l’arte bizantina, perché gli iconografi quasi mai firmavano le loro opere.

Digital Heritage Summit 2026
Digital Heritage Summit 2026 Απόστολος Στάικος

Per questo progetto, il Laboratorio di Patrimonio Digitale dell’Università Tecnologica di Cipro ha collaborato con il MIRALab dell’Università di Ginevra. Si tratta di un’iniziativa di EUreka3D-XR, finanziata da Digital Europe Il programma sviluppa strumenti e scenari innovativi per applicazioni di realtà estesa.

Queste nuove tecnologie danno vita a un mondo affascinante, che però per i monaci resta sconosciuto. Una delle sfide maggiori del progetto è stata l’accettazione della proposta e la collaborazione della comunità monastica.

"Dovevamo anzitutto convincere i vertici ecclesiastici e lavorare con loro. Dovevamo trovare un terreno comune sulla questione della registrazione del materiale. I religiosi non avevano alcuna familiarità con le nuove tecnologie. Erano estremamente cauti e diffidenti. Non volevano che prendessimo un elemento e che poi l’intelligenza artificiale lo trasformasse e lo presentasse in modo molto diverso. Perciò abbiamo dovuto formare anche i monaci. Abbiamo lavorato insieme perché capissero che cosa stavamo facendo e alla fine sono diventati i nostri collaboratori" ha dichiarato a Euronews Marinos Ioannidis, direttore della cattedra UNESCO per il Patrimonio Culturale Digitale all’Università Tecnologica di Cipro.

 Digital Heritage Summit 2026
Digital Heritage Summit 2026 Απόστολος Στάικος

Oltre all’Enkleistra di San Neofito, al progetto EurekaED–XR partecipano altri due siti: l’area archeologica di Bibracte in Francia e le Mura di Girona in Spagna.

"L’obiettivo di Eureka 3D-XR è mostrare come la digitalizzazione 3D possa sostenere il settore del patrimonio culturale. Significa dare accesso ai dati, così che i monumenti diventino più interessanti per studenti, ricercatori e, naturalmente, per i cittadini. L’'Engleistra di San Neofito è un caso particolare per noi. È molto importante perché collega il mondo fisico a quello virtuale. Ma rappresenta anche un collegamento con il nostro mondo emotivo, con una parte di noi che non è né reale né digitale. È la dimensione spirituale della nostra vita", ha affermato Antonella Fresa, vicepresidente di Photoconsortium e coordinatrice di EUreka 3D-XR.

Fino a pochi anni fa, almeno in Grecia e a Cipro, la combinazione di religione, intelligenza artificiale e digitalizzazione 3D avrebbe suscitato sorpresa, se non reazioni negative. Oggi però la tecnologia può "fare miracoli" e, perché no, far conoscere figure e storie della Chiesa a un pubblico più vasto e più giovane.

Digital Heritage Summit 2026

Limassol ha ospitato il vertice sulla cultura digitale, il Digital Heritage Summit 2026. Vi hanno preso parte alcuni tra i più importanti studiosi nei campi del patrimonio culturale digitale e dell’intelligenza artificiale, insieme ad archeologi, museologi, rappresentanti dell’UNESCO, di Europeana e di grandi università europee.

Al centro del dibattito c’era il modo in cui la tecnologia ridefinisce il nostro rapporto con la storia e con la memoria collettiva.

"Possono verificarsi problemi come guerre, disastri naturali e incidenti. Questo comporta la distruzione del patrimonio culturale. Sappiamo cosa sta accadendo in Ucraina. È fondamentale, prima di tutto, documentarlo, conservarlo e renderlo accessibile al grande pubblico. È molto importante che sia disponibile in formato digitale, perché la tecnologia digitale abbatte molte barriere. Chiunque abbia una connessione a Internet può scaricare il materiale e accedere a qualsiasi informazione presente sulle piattaforme europee" sostiene Anthony Cassar, responsabile dell’unità tecnologia e sviluppo delle esperienze di Heritage Malta.

Digital Heritage Summit 2026
Digital Heritage Summit 2026 Απόστολος Στάικος

Tra i temi discussi figuravano anche la tutela del patrimonio culturale e il rimpatrio delle antichità che sono state rimosse illegalmente da alcuni Paesi.

Nicosia è in prima linea in questa battaglia e lavora per la restituzione dei reperti che appartengono alla Repubblica di Cipro.

"Dopo l’invasione illegale del 1974, abbiamo perso una parte molto consistente del nostro patrimonio culturale. Monitoriamo Internet, i mercati e le case d’asta. Quando individuiamo qualcosa che potrebbe non essere stato acquisito legalmente, collaboriamo con il ministero degli Esteri, la polizia e il nostro servizio legale. Vorrei sottolineare che negli ultimi anni abbiamo ottenuto molti successi: siamo riusciti a riportare indietro numerosi oggetti" ha dichiarato a Euronews Vasiliki Kassianidou, viceministra della Cultura della Repubblica di Cipro.

Il Digital Heritage Summit 2026 si è svolto sotto l’alto patrocinio della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea.

Digital Heritage Summit 2026
Digital Heritage Summit 2026 Πάμπος Χαραλάμπους

Il patrimonio culturale entra in una nuova era. Le tecnologie di realtà virtuale e aumentata non vengono usate solo per la documentazione: oggi creano esperienze. Oltre alla digitalizzazione dei monumenti, l’obiettivo è un’interazione "dal vivo" con il passato.

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