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Un po' d'Italia alla festa delle luci a Lione

Un po' d'Italia alla festa delle luci a Lione
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Di Alberto De Filippis
Pubblicato il
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Intervista ad Edoardo Canessa di "Ocubo"

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Si tratta dell'evento più famoso di Lione. Un appuntamento che si ripete ogni anno dal 1852, quello della Festa delle Luci. Ogni anno centinaia di artisti si sfidano a colpi di luce; le loro opere vengono viste da oltre 3 milioni di persone che partecipano alla festa durante le quattro serate.

Quest'anno è stata un'edizione particolarmente intimista che ha visto anche un po' d'Italia fra i partecipanti. È il caso di Edoardo Canessa che ha curato lo spettacolo proiettato sulla facciata della basilica di san Jean. Ormai le nuove tecnologie dominano gli spettacoli. Canessa ha fatto quindi una scelta in controtendenza. Invece di proiettare elaborazioni grafiche ottenute al computer ha invece lavorato su immagini reali, riprese sì coon telecamere ad altissima qualità, ma vere. Convinto che sia ancora la natura a fornire le possibilità più varie e incredibili.

Ci abbiamo 4 mesi a fproucre questo spettacolo che ha coinvolto inizialmente una squadra di 5 persone poi diventate 10. Si tratta di uno spettacolo 100% analogico.

Dice Canessa: "Abbiamo costruito un modellino della cattedrale e vi abbiamo proiettato immagini usando diversi effetti. Una specie di tributo ai colori. Ogni colore corrispondeva a un capitolo dela narrazione. Abbiamo iniziato col bianco e poi verde, blue abbiamo finito col rosa creando effetti speciali tutti rigorosamente presi dalla natura. Per il verde abbiamo usato una sequenza rallentata dell'erba che cresceva. Tutto questo sulla facciata della cattedrale di san Jean. Siamo riusciti dunque ad ottenere un'immagine che rispettava le linee architettoniche della facciata. Invece di lavorare su di una mappatura digitale ricostruita al computer, abbiamo lavorato con un modellino". 

E il risultato ha lasciato senza fiato le migliaia di spettatori che hanno assistito allo spettacolo.

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