Loader
Seguiteci
Pubblicità

I Paesi più generosi d'Europa: dove si dona di più

Archivio - Centinaia di persone in coda per ricevere pacchi alimentari distribuiti dall'organizzazione di aiuti Die Arche a Berlino, Germania, il 26 aprile 2023.
Archivio - Centinaia di persone in coda per i pacchi alimentari distribuiti dall'organizzazione umanitaria Die Arche a Berlino, Germania, il 26 aprile 2023. Diritti d'autore  AP Photo/Markus Schreiber
Diritti d'autore AP Photo/Markus Schreiber
Di Doloresz Katanich
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Irlanda e Romania risultano tra i Paesi più generosi d'Europa, secondo un recente rapporto che misura quanti donano e quanta parte del reddito destinano alle donazioni.

Quasi sei europei su dieci hanno donato denaro a buone cause nel 2025, sia aiutando direttamente persone in difficoltà, sia facendo offerte a enti benefici o per motivi religiosi. Lo rileva il World Giving Report della Charities Aid Foundation (CAF).

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Nel suo ultimo rapporto globale, la CAF ha intervistato 60.443 persone in 105 Paesi tra il 5 gennaio e il 18 febbraio 2026 sulle donazioni effettuate nel 2025, con campioni nazionali rappresentativi compresi in genere tra 250 e 1.000 adulti.

Secondo i risultati, tra i Paesi europei più generosi figurano Irlanda e Romania. Se si guarda in particolare alle donazioni a enti benefici, Irlanda e Paesi Bassi registrano la quota più alta di persone che donano a organizzazioni caritative. La Romania rientra inoltre tra i primi Paesi se si considera la quota di reddito donata, con donazioni medie pari a circa lo 0,4% del reddito in tutti e tre i Paesi.

Secondo i dati della CAF, oltre due terzi delle persone in Irlanda hanno fatto donazioni a enti benefici nel 2025, una percentuale leggermente superiore a quella dei Paesi Bassi.

La Romania offre però un quadro molto diverso: solo il 27% ha donato a enti caritativi, ma le donazioni rappresentano comunque in media lo 0,4% del reddito.

Se si guarda all’ammontare complessivo delle donazioni, comprese quelle per motivi religiosi e gli aiuti diretti alle persone in difficoltà, l’indagine rileva che la Romania è salita in cima alla classifica dell’UE, con offerte pari in media allo 0,9% del reddito. Seguono la Croazia con lo 0,8% e l’Irlanda con lo 0,7%.

In rapporto al reddito, il livello complessivo delle donazioni è stato più basso in Lettonia, mentre le somme destinate specificamente alle organizzazioni benefiche sono risultate minime in Ungheria e Slovacchia.

Nessun Paese dell’UE entra nella top 10 mondiale per generosità

Nelle tre maggiori economie del blocco, Germania, Francia e Italia, le donazioni complessive si sono attestate in media allo 0,4% del reddito nel 2025.

L’Europa risulta il continente meno generoso se si misura la solidarietà in rapporto al reddito, nonostante sia composta in larga parte da economie ad alto reddito. Gli europei hanno donato in media lo 0,6% del proprio reddito, contro una media globale dell’1%.

Fuori dall’UE spicca l’Ucraina, dove il 61% della popolazione ha donato denaro e le offerte hanno raggiunto in media l’1,2% del reddito.

Secondo il rapporto, esiste un forte legame tra l’ammontare delle donazioni in un Paese e l’intensità del senso di appartenenza alla comunità locale.

Nei Paesi in cui oltre l’80% della popolazione dichiara di sentirsi fortemente parte della propria comunità, le donazioni sono in media tre volte superiori rispetto ai Paesi in cui meno della metà delle persone prova questo senso di appartenenza.

A chi donano gli europei e quali cause sostengono?

In Europa, la forma più diffusa di donazione è quella alle organizzazioni benefiche: il 38% delle persone ha scelto questa via. Un ulteriore 26% ha aiutato direttamente persone in difficoltà, mentre il 14% ha donato a organizzazioni religiose o per motivi religiosi.

A livello globale, invece, prevale la donazione diretta: il 36% delle persone ha dato denaro direttamente a chi ne aveva bisogno.

Oltre un quinto dei donatori, il 22%, ha sostenuto enti che operano in più Paesi. Anche gli europei preferiscono le organizzazioni internazionali: Norvegia e Svezia sono gli unici Paesi in cui più della metà dei donatori ha sostenuto realtà attive oltre i confini nazionali.

Per gli europei, la causa più sostenuta è quella dei bambini e dei giovani, scelta dal 29% di chi ha donato.

Classifiche globali

La distanza tra i Paesi più generosi e quelli meno generosi è notevole.

Secondo il rapporto, la Nigeria conquista il primo posto come Paese più generoso al mondo: in media i cittadini donano il 2,8% del proprio reddito a organizzazioni benefiche, cause religiose o direttamente a persone in difficoltà.

Il contrasto con l’Europa è particolarmente evidente: tutti i Paesi nella top 10 mondiale sono economie a basso o medio-basso reddito, mentre l’Europa registra il livello medio di donazioni in rapporto al reddito più basso tra tutti i continenti.

Otto dei dieci Paesi più generosi si trovano in Africa e due in Asia. In queste nazioni, l’80% della popolazione ha fatto donazioni, contro una media globale del 61%, e ha devoluto in media il 2,1% del proprio reddito, più del doppio della media mondiale dell’1%.

In questi Paesi, quasi la metà delle somme donate, il 45%, è andata direttamente a persone e famiglie in difficoltà.

All’estremo opposto della classifica c’è il Giappone, dove le donazioni si sono fermate in media allo 0,2% del reddito, la quota più bassa tra i 105 Paesi analizzati.

Il divario economico tra i due Paesi è enorme: il PIL nominale pro capite del Giappone è circa 28 volte quello della Nigeria.

Il Giappone registra anche il livello più basso di fiducia nelle organizzazioni benefiche tra i Paesi esaminati, con un punteggio medio di fiducia pari a cinque su dieci. Solo il 15% dei giapponesi ha fatto donazioni specificamente a enti caritativi nel 2025.

L’indagine rileva che due persone su cinque tra chi non ha donato hanno dichiarato di non poterselo permettere. Con il 39%, questa è di gran lunga la motivazione principale per non fare offerte. Dal rapporto emerge anche che chi vive in Paesi ad alto reddito è più propenso a dire di non potersi permettere di donare, con una quota del 44% contro il 37% registrato negli altri Paesi.

La seconda ragione più citata per non donare, indicata dal 17%, è la preferenza per altre forme di sostegno. In questo gruppo, la maggioranza afferma di aver contribuito donando beni, facendo volontariato o partecipando a raccolte fondi.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Xi al Cairo, Cina rafforza presenza in Egitto tra infrastrutture ed esercitazioni

Chevron annuncia accordo da 7 miliardi in Venezuela, Usa puntano a un quinto del petrolio

Venezuela cede agli USA il controllo di un quinto del petrolio con intesa storica