Da un confronto indicativo dei prezzi in 10 Paesi europei, Euronews ha rilevato che una pallina di gelato richiede più tempo di lavoro in Grecia, quasi tre volte quello necessario in Germania.
Sulla base dei prezzi riportati dai giornalisti di Euronews e di sondaggi pubblicati di recente, il Regno Unito presenta il valore di confronto più alto nel campione, mentre la Turchia quello più basso.
Nei 10 Paesi esaminati, il prezzo indicativo di una pallina di gelato variava da circa 1,15 € a 4,10 €.
I prezzi cambiavano sensibilmente a seconda del luogo, del tipo di esercizio, della dimensione della porzione e del gusto. Anche le oscillazioni dei cambi influenzano il confronto quando i prezzi vengono convertiti in euro.
Sulla base delle informazioni raccolte dai giornalisti di Euronews e di recenti indagini di mercato, il prezzo di confronto più alto è stato rilevato nel Regno Unito, mentre il più basso in Turchia.
I risultati sono indicativi e non costituiscono statistiche ufficiali sui prezzi nazionali.
I prezzi turistici possono lasciare un retrogusto amaro
Anche se il confronto riguarda i negozi comuni, alcuni prezzi praticati nelle zone turistiche sono troppo clamorosi per essere ignorati.
Sulla maggior parte della Grecia continentale il prezzo si aggira intorno a 2,60 €, ma nelle isole turistiche più popolari il costo per pallina può arrivare a 4–6 €.
I prezzi sono aumentati nettamente anche nelle località turistiche turche, fino a 100–120 lire turche, pari a circa 1,85–2,20 €. Si tratta di un ricarico consistente rispetto a un valore mediano di 62,50 lire turche nei negozi comuni di Istanbul.
Nel Regno Unito, Euronews ha rilevato che i dati sono meno direttamente confrontabili. Comprare singole palline in una gelateria rappresenta meno le abitudini britanniche, perché la maggior parte dei consumatori tende a prendere coni di gelato soft o prodotti confezionati dai camioncini dei gelati.
Un sondaggio recente, commissionato da Aldi e condotto da OnePoll su 2.000 genitori nel Regno Unito, ha rilevato che gli intervistati pagano in media 2,65 sterline — circa 3,10 € — per un gelato acquistato da un furgone.
Quanto tempo di lavoro serve per pagare una pallina di gelato?
La pallina di gelato più economica in termini di euro non corrisponde necessariamente al peso minore per i consumatori locali.
Per stimare quanto a lungo le persone devono lavorare per pagare una pallina, Euronews Business ha combinato i prezzi di confronto con i dati su redditi e orari di lavoro.
Per i Paesi dell’Unione europea, i dati sui redditi netti annuali provengono da Eurostat. Questa misura rappresenta la retribuzione netta stimata di una persona sola, senza figli, che guadagna il 100% del salario medio nazionale. Dati comparabili sul reddito netto per la Turchia e il Regno Unito provengono dall’OCSE.
Euronews ha convertito il reddito annuo netto in una stima per minuto, utilizzando i dati sulle ore lavorate medie forniti da Eurostat. Il dato corrispondente per il Regno Unito proviene dall’Office for National Statistics.
Il calcolo ha valore puramente illustrativo: non tiene conto delle singole situazioni fiscali né delle differenze nei modelli di lavoro, nelle retribuzioni e nei giorni di ferie retribuiti. In altre parole, è un utile parametro di confronto, non una statistica ufficiale né una misura delle finanze personali di qualcuno.
Dunque, quanto tempo della giornata lavorativa viene assorbito da una pallina di gelato?
In Germania, la risposta è circa 7,4 minuti di tempo di lavoro netto.
Il dato sale a 9,3 minuti nel Regno Unito e a 11,4 minuti in Belgio. In Italia il tempo di lavoro stimato è di 13,2 minuti, seguita dalla Francia con 14,5 minuti.
Turchia, Polonia e Spagna sono molto vicine, intorno ai 15 minuti. Il valore sale a 16,6 minuti in Portogallo e a 20,9 minuti in Grecia.
Ciò significa che, in base alle ipotesi appena illustrate, un lavoratore in Grecia deve lavorare quasi tre volte più a lungo di un lavoratore in Germania per permettersi la pallina al prezzo di confronto.
L’inflazione del gelato comincia a sciogliersi
Negli ultimi anni il gelato è diventato decisamente più caro in Grecia.
Glykos ha dichiarato al quotidiano greco Ta Nea che i prezzi sono aumentati di circa il 20% dal 2020, soprattutto per effetto cumulato dei maggiori costi dell’energia. Ha aggiunto che l’energia resta la principale preoccupazione del settore, mentre i prezzi del petrolio hanno un ruolo più limitato.
Tuttavia, in un’intervista successiva a ERT News Radio 105.8, Glykos ha affermato che i costi di produzione non sono ulteriormente aumentati nel 2026 e che la maggior parte degli ultimi rincari si è concentrata nel 2025.
Anche il costo degli ingredienti dipende dal gusto. Glykos ha spiegato che pistacchi di buona qualità possono costare tra 40 e 80 € al chilo, mentre gusti standard come vaniglia e fragola non hanno registrato aumenti significativi. Anche gli affitti e la posizione del negozio incidono sul prezzo finale.
Gli ultimi dati ufficiali sull’inflazione confermano che le pressioni sui prezzi si sono recentemente attenuate, anche se con differenze notevoli tra Paesi.
L’indice armonizzato di Eurostat per ghiaccio, gelati e sorbetti è diminuito dello 0,4% nell’UE nell’anno fino a giugno 2026. È sceso dello 0,2% nell’area euro.
Il calo più marcato è stato registrato in Portogallo, con l’8,3%, seguito dalla Svezia con il 4,6% e da Danimarca e Lussemburgo con il 2,8%. I prezzi sono diminuiti del 2,6% in Grecia e del 2,3% in Belgio.
All’estremo opposto, i prezzi sono aumentati del 7,9% in Lituania, del 6,4% in Romania, del 3,8% in Slovacchia e del 2,6% in Austria. Tra i Paesi inclusi nel confronto sui prezzi, l’inflazione in questa categoria ha raggiunto l’1,2% in Spagna, lo 0,8% in Germania e lo 0,2% in Polonia. L’indice è invece diminuito in Francia, Belgio, Grecia e Portogallo.
Un tasso d’inflazione annuo negativo non significa che il gelato sia tornato ai prezzi precedenti al 2020. Indica soltanto che l’indice dei prezzi corrispondente era più basso a giugno 2026 rispetto a un anno prima.